aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Sono 62 le associazioni che beneficiano di fondi regionali
Palermo, compagnie teatrali: fare spettacolo in Sicilia è “un’impresa”
I finanziamenti per le attività culturali erogati dalla Regione siciliana nel 2004 sono nettamente inferiori rispetto alle cifre stanziate l’anno precedente. Se nel 2003 complessivamente era stato previsto un milione e 598mila euro per le 201 associazioni dell’Isola che avevano fatto domanda, nell’anno successivo i contributi scendono drasticamente a 598mila


Una flessione consistente nei finanziamenti erogati da istituzioni come Regione, Provincia e Comune per le attività teatrali siciliane e in particolare palermitane. E’ questa la situazione in cui versano da alcuni anni le principali compagnie teatrali della città. Sono 201 le associazioni siciliane, di cui 62 di Palermo, finanziate dalla Regione nel 2004. Dal bilancio dell’Ente emerge nel complesso una netta diminuzione dei contributi destinanti alle compagnie teatrali dell’isola.

Ma andiamo con ordine. Se nel 2003 la spesa sostenuta dalla Regione per le compagnie che avevano presentato richiesta entro i termini di legge era di 1 milione 598mila euro, di cui 608mila destinati alle sole compagnie palermitane, nel 2004 l’apposita voce inserita nel bilancio prevede una drastica riduzione a 598mila euro mentre la quota per le associazioni del capoluogo scende a circa 208mila euro. Dati che sottolineano in maniera allarmante la misura eccezionale dei tagli al settore.

Tra le compagnie palermitane colpite dalla riduzione dei finanziamenti adottata dalla Regione anche alcuni “fiori all'occhiello” della tradizione teatrale dell'isola. Ad esempio i contributi per l’antica associazione “Figli d’arte Cuticchio” di Girolamo Cuticchio è scesa dai 32mila euro del 2003 ai 9mila del 2004, mentre l’associazione teatrale del Ditirammu ha ricevuto solo 3mila euro nel 2004 a fronte degli 11mila erogati l’anno precedente.


Al termine di una lunga stagione, quindi, le tante associazioni che hanno dovuto faticare non poco per portare in scena i propri spettacoli, evidenziano chiaramente un certo malcontento. “E’ una situazione insostenibile - spiega Giovan Battista Nanfa - sia il Comune che la Regione ritengono che debbano essere i privati a sostenere in massima parte le compagnie. Ma così noi non possiamo continuare”.

A penalizzare le associazioni teatrali siciliane è infatti una forte contrapposizione tra il settore pubblico e il privato sui fondi che i due comparti dovrebbero stanziare per sostenere le produzioni culturali. Ed è proprio intorno ai finanziamenti privati che si aggira la controversia. “Lo scopo delle fondazioni costituite da privati - dice l’assessore comunale alla cultura Gianni Puglisi - come la fondazione Andrea Biondo per l’omonimo teatro e il consorzio del Teatro Massimo sono nate proprio per far fronte agli alti costi relativi alle produzioni teatrali. In realtà però i finanziatori privati erogano poco o nulla facendo ricadere l’intero onere dei contributi solamente sul settore pubblico. La cultura nel suo complesso, invece, dovrebbe essere tutelata tramite una sinergia tra pubblico e privato”.

Tra le associazioni interessate dai provvedimenti economici decisi dalle istituzioni anche l’Assoteatri, che raccoglie al suo interno sette compagnie itineranti. “Si tratta di un’associazione atipica - ha spiegato Puglisi - perché gli attori si spostano da una struttura teatrale all’altra, non essendo impiegati stabilmente in un solo teatro. In questo modo costringono il comune a pagarli per il tempo che occupano nei diversi teatri in cui mettono in scena le proprie produzioni”.

Sui finanziamenti che il comune dovrebbe erogare alle compagnie della città la posizione dell’assessore Puglisi sembra irremovibile. “L’assessorato alla cultura non è un bancomat - continua - dove chi vuole avviare una qualsiasi attività artistica può rivolgersi per avere dei fondi. Il comune ha il dovere di sostenere la creatività, ma farlo significa soprattutto sostenere la qualità delle produzioni culturali. Ci sono moltissime associazioni teatrali e le istituzioni non possono finanziarle tutte. La disponibilità e la distribuzione dei fondi viene quindi decisa in base a criteri valutativi che privilegiano le produzioni di alta qualità, nel rispetto del bilancio comunale. Inoltre l’assessorato deve aiutare tutto il settore della cultura, che comprende oltre alle attività teatrali anche quelle letterarie, poetiche a il settore della editoria”.

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Letizia Loiacono (14 ott 2005)

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