aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Inchiesta sui prezzi di benzina e diesel a Palermo
Potrebbero diminuire le imposte su "verde" e gasolio
Consumo di carburanti in caduta libera
Il governo studia un decreto taglia-accise

In Italia, nel luglio di quest'anno, la domanda è scesa del 10,1% rispetto allo stesso periodo del 2004, soprattutto a causa dell'incremento del prezzo del 13% negli ultimi 12 mesi. Il segretario della Fegica, Zavalloni: "Abbassare il carico fiscale potrebbe influire sulla ripresa dei consumi"


Gli automobilisti italiani potrebbero presto beneficiare di uno “sconto” statale di circa tre centesimi rispetto ai prezzi attuali di benzina e diesel. È allo studio del governo, infatti, un decreto legge per ridurre le accise sui carburanti e dare così una boccata d’ossigeno ai consumatori.

“Abbassare le accise può influire sulla ripresa dei consumi”, afferma il segretario nazionale della Fegica (Federazione gestori impianti carburanti e affini), Alessandro Zavalloni. Il sindacalista d’area Cisl, tuttavia, ritiene che la flessione del carico fiscale sui carburanti sia soltanto una parziale risposta a un problema di carattere globale: “Se il prezzo del petrolio schizza a 70 dollari al barile – puntualizza Zavalloni - è chiaro che non esistono soluzioni domestiche definitive”.

Ridare slancio alla domanda, dunque, è l’unica strada percorribile in questo momento. Il caro greggio, infatti, sta causando una consistente caduta dei consumi petroliferi. Basti pensare che in Italia, nel luglio di quest'anno, il consumo di benzina è sceso del 10,1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2004. Le ragioni di questo calo vanno ricercate soprattutto nell'incremento del prezzo della "verde", che nell'arco degli ultimi dodici mesi (dal 5-09-04 al 5-09-05) ha fatto segnare un più 13 per cento. Tradotto in euro significa un esborso aggiuntivo di 15 centesimi al litro. E, diversamente dal passato, questa volta il crollo dell'impiego di benzina non è spiegabile con una maggiore richiesta di gasolio, che anzi segna quasi due punti percentuali in meno rispetto al luglio 2004. Un litro di diesel, infatti, costa 21 centesimi in più rispetto allo scorso anno, con un aumento del 22 per cento (dal 5-09-04 al 5-09-05).

Il decreto che uscirà dall'intesa tra il ministero dell'Economia e quello delle Attività produttive, quindi, diventa quantomai urgente. Secondo fonti vicine ai due dicasteri, comunque, l'eventuale intervento del governo si configurerà come una misura temporanea valida fino a dicembre 2005. La diminuzione delle accise non dovrebbe superare i tre centesimi, importo che non incontra i favori dell'Adiconsum: "È ampiamente insufficiente - commenta Fabio Picciolini, segretario nazionale dell'associazione - perché nell'ultimo anno i prezzi di diesel e 'senza piombo' sono aumentati in modo vertiginoso. Da un confronto dell'Iva di agosto 2004 e 2005, risulta che lo Stato ha incassato oltre un miliardo di euro in più grazie al caro greggio. Per tornare a livelli sostenibili di spesa petrolifera chiediamo una riduzione delle accise di almeno sei centesimi", ovvero il doppio di quello che potrebbe essere lo sconto governativo.

"Questo Paese, insieme ad altri Stati europei, deve recuperare la capacità di fare una coerente politica energetica", dice Zavalloni. "Per esempio – aggiunge l’esponente della Fegica – mentre il settore sulla rete ordinaria è del tutto liberalizzato, sulle autostrade ancora persistono le concessioni. Nessuno si azzarda a dire che dal 2002 al 2003 le royalties richieste agli affidatari sulla vendita di un litro di carburante sono quadruplicate: da 25-30 lire si è arrivati a 110 lire. E poi ci si chiede perché i prezzi di benzina e diesel in autostrada sono così alti”.

Per attenuare eventuali speculazioni dei benzinai, d'altra parte, i tre sindacati di categoria - Fegica, Faib e Figisc - hanno sottoscritto degli accordi nazionali con tutte le compagnie petrolifere che limitano la facoltà (sancita per legge) del gestore di fissare il prezzo, pena la rescissione del contratto di gestione nei casi di aumento eccessivo rispetto all'importo consigliato dal gruppo petrolifero di riferimento.

Percorso consigliato: sentiamo cosa dice Zavalloni sulle raffinerie in Sicilia

Ermes Dovico e Valerio Droga (6 set 05)

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