aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Nostra inchiesta sui costi di senza piombo e diesel a Palermo
Un litro di benzina da 1,276 a 1,386 euro
Prezzi ballerini tra i distributori della città

In giro per il capoluogo siciliano è caos. I gestori: "Alcune differenze sono dovute al diverso contratto con la compagnia d'appartenenza". Ma a influire sulle tariffe sono anche le imposte statali: Iva e accise. La media italiana supera di sedici centesimi quella europea. Negli ultimi giorni, ha inciso anche l'uragano Katrina, che ha fatto impennare il greggio a quota 70 dollari. Allo studio del governo un piano per alleviare gli effetti del caro petrolio. "Le raffinerie siciliane - dice Alessandro Zavalloni, segretario nazionale della Fegica/Cisl - giocano un ruolo chiave nella politica energetica del Paese". L'esperto, Adam Asmundo: "Bisogna ricorrere alle fonti rinnovabili"

Domina il caos tra i distributori di Palermo. Per la benzina i prezzi oscillano da un minimo di 1,276 euro a un massimo di 1,386 al litro, mentre per il diesel si passa da 1,152 a 1,245, sforando a volte i margini fissati con i sindacati. Pronti a giustificarsi i benzinai del capoluogo siciliano: "Alcune differenze di prezzo - dicono - sono dovute al diverso tipo di contratto firmato con la compagnia petrolifera d'appartenenza". Un'affermazione comune tra gli addetti ai lavori. Non bisogna dimenticare che i gestori hanno comunque dei margini di libertà rispetto al prezzo consigliato dalla propria casa madre.

Ma quanto va alle compagnie e ai benzinai e quanto si trasforma in tasse? Rispetto al ricavato dalla vendita di benzina o diesel solo una modesta percentuale spetta al gestore. Sui carburanti grava, infatti, un'imposta indiretta chiamata accisa che, insieme all'Iva, incide per oltre la metà sul prezzo alla pompa.

Anche negli altri Paesi dell'Unione europea il carico fiscale su "verde" e gasolio è consistente. I prezzi italiani, comunque, risultano più alti della media dell'Europa a 25.

Nel luglio scorso, per esempio, i prezzi al consumo della benzina superavano di 16 centesimi (oltre trecento delle vecchie lire) la media europea.

E la situazione non sembra migliorare spostandosi su scenari internazionali, dove il prezzo del barile è schizzato fin oltre i 70 dollari, dopo che l'uragano Katrina ha messo in ginocchio un quarto della produzione americana di greggio.

Nel frattempo, per alleviare gli effetti del caro petrolio sui cittadini, il governo sta pensando alla possibilità di un decreto legge che riduca temporaneamente le accise. Il taglio fiscale, del resto, è l'unica soluzione praticabile a livello statale (la normativa dell'Ue non consente d'intervenire sull'Iva), e va nella direzione indicata da tempo dalle associazioni dei consumatori e dai sindacati di categoria.

Il segretario nazionale della Fegica/Cisl, Alessandro Zavalloni, ha spiegato ad Ateneonline il ruolo chiave giocato dalle raffinerie siciliane nella politica energetica del Paese.

Ma fino a quando l'oro nero sarà al centro dell'interesse del pianeta? A questa e altre domande ha risposto Adam Asmundo, docente di Teoria e politica dello Sviluppo economico all'Università di Palermo.


Percorso consigliato: vai al rialzo del prezzo del greggio

Ermes Dovico e Valerio Droga (6 set 05)

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