
Gli
Lsu sono passati da circa 48 mila a 18mila e 175
Precari: dal 2003 sono diminuiti del 32%
Le ultime assunzioni hanno coinvolto
quasi 5 mila lavoratori, tra Asu e Puc. Sommati ai 2mila e 500 degli
impiegati del 118, i primi sei mesi del 2005 hanno regalato oltre
7 mila posti in enti pubblici. I lavoratori socialmente utili conivolti
dal provvedimento si insedieranno il primo gennaio 2006
e lavoreranno 36 ore a settimana, con un compenso di mille e cento
euro mensili
Cala il numero di precari dell'Isola. Rispetto
ai 26 mila 964 del 2003, e ai 24 mila 288 del 2004, dopo i primi sei
mesi del 2005 scendono a 18 mila 175 (tabella
con le variazioni dal 2000 al 2004). Una variazione del 32,59 per
cento. Merito delle oltre
7 mila assunzioni fatte dalla Regione: duemilacinquecento
tra i lavoratori che prestavano servizio al 118 e altri 5 mila tra
i lavoratori socialmente utili, che lavoravano già presso
i distaccamenti degli uffici regionali. Per questi ultimi, in particolare,
arriveranno contratti quinquennali, con una retribuzione di mille
e cento euro al mese.
A firmare saranno 3 mila 545
ormai ex Asu (impegnati cioè in
attività socialmente
utili) e 1.113 Puc (progetti di utilità collettiva). Partiranno
con il tempo pieno dal primo gennaio 2006. Fino ad allora l'amministrazione
si impegnerà a verificare le loro attitudini, per dare loro una
collocazione il più adeguata
possibile.
La decisione è stata presa dal presidente della Regione, Salvatore
Cuffaro, con l'assessore al Lavoro, Francesco Scoma, durante un vertice
con i rappresentanti sindacali.
Una stangata al precariato. Dai 24 mila 288 (secondo i dati dell'assessorato
al lavoro) lavoratori in bilico stimati a fine 2004, si passa così a
18 mila 175, tra ex articolisti, Asu, Puc, Pip e lavoratori impegnati
in attività finanziate
dal Fondo nazionale per l'occupazione.
A farla da padrone, però, sono stati proprio Puc e Asu: tutti
assunti in massa, mille 113 su mille 113 i primi, 3mila 545 su 3mila
545 i secondi.
Circa 2 mila 400 dei precari interessati dal provvedimento sono impiegati
attualmente negli uffici periferici dell'assessorato al Lavoro, come
gli ex collocamenti. La ridistribuzione del personale avverrà secondo
il titolo di studio. Le categorie saranno A1, per chi è in possesso
del diploma di scuola media, e B1, di scuola superiore. Il compenso sarà dai
mille ai 1.100 euro mensili.
Per garantire ai 4.656 precari un contratto quinquennale "full time" (36
ore a settimana) è prevista una spesa aggiuntiva da almeno trenta
milioni l'anno, rispetto a quelli spesi per il mantenimento dei lavoratori
in stato di precariato. Questi soldi dovranno essere reperiti nel prossimo
bilancio.
L'alternativa al contratto di diritto privato sarebbe stata la costituzione
di una società mista, che li avrebbe inglobati. Sarebbero stati,
però,
gli stessi interessati (in più di
duemila) a optare per il contratto di 5 anni.
Quasi tutti soddisfatti gli esponenti del governo dell'Isola. Primo fra
tutti l'assessore Francesco Scoma: "Era la soluzione che avevo indicato
dall'inizio".
L'opposizione non attacca, ma distingue: "Chiudere la pagina del
precariato in Sicilia è interesse di tutti - dice il diessino Domenico Giannopolo -
ma questo processo deve evitare discriminazioni e strumentalizzazioni.
Il governo, a questo punto, annunci di rinunciare definitivamente alle
società miste".
Gli Asu
Fra i 3.545 assunti, la maggior parte è in possesso di un diploma
di scuola media superiore (1723). Secondi coloro che hanno preso la
licenza media. Distanti quelli che hanno solo concluso le scuole elementari:
134. E ultimi, ma presenti, i laureati: 79 in tutto (vedi
tabella). Attualmente percepiscono un assegno
Asu pari a 610 euro e un'indennità integrativa di 420 euro circa.
Sommando le spese Inail e Rc, la Regione spende in media 12 mila 509
euro all'anno, quasi 45 milioni complessivi (dati
specifici).
La maggior parte ha finora lavorato all'assessorato regionale al Lavoro:
2.462. Il resto, sono tutti distribuiti, quasi equamente, tra i vari
assessorati e dipartimenti (vedi
tabella).
La provincia che ha più precari è Palermo: se ne contano
1.200. Quella con il minor numero Caltanissetta: 120 (La
situazione nelle altre Province).
I Puc
In tutto mille 113. La maggior parte prestano servizio presso la presidenza
della Regione (1.081). Presenze
anche in altri enti.
Annalisa Spinoso (26
luglio 2005)
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