aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Gli Lsu sono passati da circa 48 mila a 18mila e 175

Precari: dal 2003 sono diminuiti del 32%
Le ultime assunzioni hanno coinvolto quasi 5 mila lavoratori, tra Asu e Puc. Sommati ai 2mila e 500 degli impiegati del 118, i primi sei mesi del 2005 hanno regalato oltre 7 mila posti in enti pubblici. I lavoratori socialmente utili conivolti dal provvedimento si insedieranno il primo gennaio 2006 e lavoreranno 36 ore a settimana, con un compenso di mille e cento euro mensili

Cala il numero di precari dell'Isola. Rispetto ai 26 mila 964 del 2003, e ai 24 mila 288 del 2004, dopo i primi sei mesi del 2005 scendono a 18 mila 175 (tabella con le variazioni dal 2000 al 2004). Una variazione del 32,59 per cento. Merito delle oltre 7 mila assunzioni fatte dalla Regione: duemilacinquecento tra i lavoratori che prestavano servizio al 118 e altri 5 mila tra i lavoratori socialmente utili, che lavoravano già presso i distaccamenti degli uffici regionali. Per questi ultimi, in particolare, arriveranno contratti quinquennali, con una retribuzione di mille e cento euro al mese.
A firmare saranno 3 mila 545 ormai ex Asu (impegnati cioè in attività socialmente utili) e 1.113 Puc (progetti di utilità collettiva). Partiranno con il tempo pieno dal primo gennaio 2006. Fino ad allora l'amministrazione si impegnerà a verificare le loro attitudini, per dare loro una collocazione il più adeguata possibile.
La decisione è stata presa dal presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, con l'assessore al Lavoro, Francesco Scoma, durante un vertice con i rappresentanti sindacali.
Una stangata al precariato. Dai 24 mila 288 (secondo i dati dell'assessorato al lavoro) lavoratori in bilico stimati a fine 2004, si passa così a 18 mila 175, tra ex articolisti, Asu, Puc, Pip e lavoratori impegnati in attività finanziate dal Fondo nazionale per l'occupazione.
A farla da padrone, però, sono stati proprio Puc e Asu: tutti assunti in massa, mille 113 su mille 113 i primi, 3mila 545 su 3mila 545 i secondi.

Circa 2 mila 400 dei precari interessati dal provvedimento sono impiegati attualmente negli uffici periferici dell'assessorato al Lavoro, come gli ex collocamenti. La ridistribuzione del personale avverrà secondo il titolo di studio. Le categorie saranno A1, per chi è in possesso del diploma di scuola media, e B1, di scuola superiore. Il compenso sarà dai mille ai 1.100 euro mensili.
Per garantire ai 4.656 precari un contratto quinquennale "full time" (36 ore a settimana) è prevista una spesa aggiuntiva da almeno trenta milioni l'anno, rispetto a quelli spesi per il mantenimento dei lavoratori in stato di precariato. Questi soldi dovranno essere reperiti nel prossimo bilancio.
L'alternativa al contratto di diritto privato sarebbe stata la costituzione di una società mista, che li avrebbe inglobati. Sarebbero stati, però, gli stessi interessati (in più di duemila) a optare per il contratto di 5 anni.
Quasi tutti soddisfatti gli esponenti del governo dell'Isola. Primo fra tutti l'assessore Francesco Scoma: "Era la soluzione che avevo indicato dall'inizio". L'opposizione non attacca, ma distingue: "Chiudere la pagina del precariato in Sicilia è interesse di tutti - dice il diessino Domenico Giannopolo - ma questo processo deve evitare discriminazioni e strumentalizzazioni. Il governo, a questo punto, annunci di rinunciare definitivamente alle società miste".

Gli Asu
Fra i 3.545 assunti, la maggior parte è in possesso di un diploma di scuola media superiore (1723). Secondi coloro che hanno preso la licenza media. Distanti quelli che hanno solo concluso le scuole elementari: 134. E ultimi, ma presenti, i laureati: 79 in tutto (vedi tabella). Attualmente percepiscono un assegno Asu pari a 610 euro e un'indennità integrativa di 420 euro circa. Sommando le spese Inail e Rc, la Regione spende in media 12 mila 509 euro all'anno, quasi 45 milioni complessivi (dati specifici).
La maggior parte ha finora lavorato all'assessorato regionale al Lavoro: 2.462. Il resto, sono tutti distribuiti, quasi equamente, tra i vari assessorati e dipartimenti (vedi tabella).
La provincia che ha più precari è Palermo: se ne contano 1.200. Quella con il minor numero Caltanissetta: 120 (La situazione nelle altre Province).

I Puc
In tutto mille 113. La maggior parte prestano servizio presso la presidenza della Regione (1.081). Presenze anche in altri enti.

Annalisa Spinoso (26 luglio 2005)

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