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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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L'allarme di magistrati e operatori sociali in Sicilia: aumenta la "qualità" dei reati commessi da minorenni. Nelle organizzazioni criminali assumono ruoli sempre più di primo piano. A Palermo almeno 5 denunce al giorno. E a Gela su 10 ragazzi indagati per associazione mafiosa, 4 hanno parenti accusati dello stesso reato Un cappellino rubato da una baby gang a un gruppo di coetanei nella centralissima piazza Politeama, un tentativo di furto nella chiesa della Magione, una serie di rapine nei negozi della borgata di Partanna Mondello, ma anche un 17enne coinvolto in un traffico di droga tra la Sicilia e la Campania e diversi abusi sessuali compiuti nell'arco di due mesi. Sono gli ultimi casi di criminalità minorile riscontrati dalle forze dell'ordine a Palermo. Una piccolissima parte delle circa 1500
notizie di reato che ogni anno arrivano alla Procura per i minorenni del capoluogo
siciliano.Il procuratore generale di Palermo Salvatore Celesti ha espresso giudizi positivi sul lavoro di magistrati, assistenti sociali e istituzioni nel contrastare il fenomeno, ma è evidente che, al di là delle cifre, i reati commessi dai minori destano sempre più allarme sociale. Anche perché se sul piano numerico i reati non sono cresciuti, ad aumentare è la violenza e la "professionalità" della devianza. "Mentre prima i minori avevano compiti marginali nelle organizzazioni criminali - spiega Maria Vittoria Randazzo, sostituto procuratore per i minorenni a Palermo -, adesso svolgono compiti simili, in alcuni casi identici a quelli degli adulti". Nel resto della Sicilia le cose non vanno meglio. La corte d'Appello di Messina si ritrova con gravi carenze di personale e di strutture. E intanto in quel distretto i crimini commessi dai minori nel 2004 sono cresciuti rispetto all'anno precedente. Catania vanta il poco invidiabile titolo di "capitale" della criminalità minorile nonostante le notizie di reato siano in leggero calo (1849 contro le 1910 dell'anno precedente). Nel distretto etneo, che comprende anche le province di Ragusa e Siracusa, si segnala anche Vittoria, dove in proporzione i minori commettono più reati gravi. A Caltanissetta la situazione è simile a quella delle altre province, ma è sempre preoccupante il caso di Gela, dove rimane alto il numero di minori indagati per associazione mafiosa. Da una ricerca del Dipartimento della giustizia minorile del Ministero della Giustizia risulta che a Gela il 40,3 per cento dei minori accusati di mafia ha un familiare perseguito dalla legge per lo stesso motivo. Generalmente si tratta di padri, nonni, cugini, ma soprattutto fratelli. Salvatore Trapani (7 marzo 2005) |
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