aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Su 682 mila istanze presentate, 509 mila da definire

Sanatoria edilizia: Sicilia da record
I dati raccolti dall’Osservatorio regionale sulle violazioni edilizie istituito nel 2002 rivelano un quadro complesso. La maglia nera spetta a Palermo, la più virtuosa è invece Enna. Fallisce il rito abbreviato. L’assessore al Territorio Cascio: “Pronto entro Pasqua il ddl sulla riforma urbanistica".


C’è voluto più di un anno e mezzo per raccogliere i dati relativi alle istanze di sanatoria edilizia presentate agli uffici dei comuni siciliani.
Spetta ora alla regione stabilire il quadro della situazione sul fronte della cementificazione del territorio che si presenta con non pochi problemi. Primo fra tutti il ritardo nell'esame delle pratiche: i dati raccolti dall’Osservatorio regionale sulle violazioni edilizie, istituito nel 2002, parlano di 682 mila istanze di sanatoria, presentate in base alla legge regionale n°37 dell’85 e in base alla legge nazionale n°724 del 1994. Di queste pratiche oltre 509 mila aspettano di essere valutate. “Tra i metodi di smaltimento delle istanze - spiega Francesco Cascio, assessore al territorio -la regione si avvarrà di due strumenti di legge attraverso cui contiamo di chiudere tutto entro il 31 dicembre 2006”. In primo luogo verrà concesso ai privati di avvalersi di una perizia di parte che autocertifichi la propria
situazione, verrà inoltre applicata la regola di silenzio assenso in caso di mancata risposta dei comuni entro 90 giorni. La seconda legge consentirà agli enti locali, tenuti a predisporre un piano entro il 31 marzo, di avvalersi di consulenti esterni per l'esame dell'istanza. Dal disastroso quadro emerso nel corso dell'indagine l'unico comune che fa eccezione è Bonpensieri in provincia di Caltanissetta che ha concluso l'esame di tutte le pratiche. La maglia nera spetta invece a Santa Margherita Belice, nell'agrigentino, che ha esaminato a malapena lo 0,5 per cento delle istanze. Nemmeno i dati provinciali sono rassicuranti. In testa ai ritardatari c'è Palermo con l'80,4 per cento di istanze da definire. A seguire Catania che su 123 mila istanze ne ha ancora 95 mila incomplete. Considerando i dati provinciali, la più solerte risulta, invece, Enna che, su 22.473 istanze, ne ha definito più della metà. Per quanto riguarda l'abusivismo edilizio nel suo complesso l'assessore Cascio si è
pronunciato in termini propositivi. “Entro Pasqua – ha dichiarato - sarà pronto il disegno di riforma urbanistica. Bisogna però tenere conto dei tempi tecnici per dare modo ai soggetti interessati al provvedimento di esaminarlo”. Prima dell'approvazione definitiva si dovrà aspettare un ulteriore esame da parte della competente commissione legislativa dell'Assemblea regionale. All'interno della riforma urbanistica dovrebbe inoltre essere compreso il risanamento delle coste siciliane, principali vittime della speculazione edilizia. E' bene
sottolineare che risanamento non vuol dire automaticamente sanatoria perchè nei casi in cui la legge non lo consentisse subentrerebbe l’ipotesi della demolizione. Si troverebbero in questa situazione molte abitazioni costruite lungo le coste dopo il 1976, anno in cui l’Assemblea regionale ha introdotto il divieto di edificazione entro i 150 metri dalla battigia.
Manuela Pagano (22 feb 05)

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