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682 mila istanze presentate, 509 mila da definire
Sanatoria edilizia: Sicilia da record
I dati raccolti dall’Osservatorio regionale sulle violazioni edilizie
istituito nel 2002 rivelano un quadro complesso. La maglia nera spetta a Palermo,
la più virtuosa è invece
Enna. Fallisce il rito abbreviato. L’assessore al Territorio Cascio: “Pronto
entro Pasqua il ddl sulla riforma urbanistica".
C’è voluto più di
un anno e mezzo per raccogliere i dati relativi alle istanze di sanatoria
edilizia presentate agli uffici dei comuni siciliani.
Spetta ora alla regione stabilire il quadro della situazione sul fronte
della cementificazione del territorio che si presenta con non pochi
problemi. Primo fra tutti il ritardo nell'esame delle pratiche: i dati
raccolti dall’Osservatorio regionale sulle violazioni edilizie,
istituito nel 2002, parlano di 682 mila istanze di sanatoria, presentate
in base alla legge regionale n°37 dell’85 e in base alla
legge nazionale n°724 del 1994. Di queste pratiche oltre 509 mila
aspettano di essere valutate. “Tra i metodi di smaltimento delle
istanze - spiega Francesco Cascio, assessore al territorio -la regione
si avvarrà di due strumenti di legge attraverso cui contiamo
di chiudere tutto entro il 31 dicembre 2006”. In primo luogo
verrà concesso ai privati di avvalersi di una perizia di parte
che autocertifichi la propria
situazione, verrà inoltre applicata la regola di silenzio assenso
in caso di mancata risposta dei comuni entro 90 giorni. La seconda
legge consentirà agli enti locali, tenuti a predisporre un piano
entro il 31 marzo, di avvalersi di consulenti esterni per l'esame dell'istanza.
Dal disastroso quadro emerso nel corso dell'indagine l'unico comune
che fa eccezione è Bonpensieri
in provincia di Caltanissetta che ha concluso l'esame di tutte le pratiche.
La maglia nera spetta invece a Santa Margherita Belice, nell'agrigentino,
che ha esaminato a malapena lo 0,5 per cento delle istanze. Nemmeno
i dati provinciali sono rassicuranti. In testa ai ritardatari c'è Palermo
con l'80,4 per cento di istanze da definire. A seguire Catania che
su 123 mila istanze ne ha ancora 95 mila incomplete. Considerando i
dati provinciali, la più solerte
risulta, invece, Enna che, su 22.473 istanze, ne ha definito più della
metà. Per quanto riguarda l'abusivismo edilizio nel suo complesso
l'assessore Cascio si è
pronunciato in termini propositivi. “Entro Pasqua – ha
dichiarato - sarà pronto il disegno di riforma urbanistica.
Bisogna però tenere conto
dei tempi tecnici per dare modo ai soggetti interessati al provvedimento
di esaminarlo”.
Prima dell'approvazione definitiva si dovrà aspettare un ulteriore
esame da parte della competente commissione legislativa dell'Assemblea
regionale. All'interno della riforma urbanistica dovrebbe inoltre essere
compreso il risanamento delle coste siciliane, principali vittime della
speculazione edilizia. E' bene
sottolineare che risanamento non vuol dire automaticamente sanatoria
perchè nei casi in cui la legge non lo consentisse subentrerebbe
l’ipotesi
della demolizione. Si troverebbero in questa situazione molte abitazioni
costruite lungo le coste dopo il 1976, anno in cui l’Assemblea
regionale ha introdotto il divieto di edificazione entro i 150 metri
dalla battigia.
Manuela Pagano (22
feb 05)