aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
Testata giornalistica dell'Università degli Studi di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella
Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it
Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458

Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001
quadratino quadratino ATENEONLINE
quadratino Ateneo
quadratino Giornalisti
cuneo
Tavola rotonda allo Steri su un genere ormai in disuso

Giornalismo e inchiesta:
un binomio estinto?
Cronisti e non, discutono dello stato di una professione che a volte può dar fastidio, come nel caso del servizio di Maria Grazia Mazzola sulla “Mafia che non spara”. Ma che, sempre più spesso, si riduce a fare il “taglio e cucito” delle notizie d’agenzia

“Quello del giornalismo d’inchiesta è un percorso minato”. Con queste parole Maria Grazia Mazzola, l’autrice dello speciale di Report, "La mafia che non spara" -che tante polemiche ha sollevato dopo la sua messa in onda - ha cominciato il suo intervento durante la tavola rotonda svoltasi ieri pomeriggio allo Steri di Palermo. “I giornalisti hanno il dovere di dare voce a chi ha chiuso la bocca, hanno il dovere di far rullare i tamburi della verità” – ha proseguito la Mazzola, leggendo alcuni suoi appunti sulla vicenda di Libero Grassi e ricordando al pubblico alcuni dei professionisti uccisi dalla mafia perché, con le loro inchieste, davano fastidio a tanti. La sua di inchiesta, “costata tre mesi e mezzo di lavoro "ha dato fastidio ai politici siciliani, ma dopo la sua trasmissione, ha spinto un industriale a denunciare i tassi d’interesse imposti dalle banche agli imprenditori che hanno liberato le loro aziende dal giogo mafioso”. Strana, dunque, la diatriba scatenatasi tra il governo regionale e i cronisti, “perché i dati diffusi dal servizio sono veri – ha affermato il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Franco Nicastro. – Inoltre, anche i magistrati non fanno che ripetere le stesse cose, puntualmente, all’inizio di ogni anno giudiziario”.

Perché allora tanto scalpore quando si diffondono informazioni del genere? Forse perché, secondo Vincenzo Vasile, ultimo direttore de L’Ora e ventennale cronista de L’Unità, “il clima intorno a noi è cambiato e i giornalisti si trovano a dover operare in condizioni di grande difficoltà”. È di queste ore, infatti, la notizia (tanto per fare un esempio) che la riforma dei Codici militari di pace e di guerra prevede che gli inviati che non si limitano a diffondere i comunicati dell’esercito, rischiano fino a 20 anni di carcere. Ma è possibile allora formare delle nuove leve professionali capaci di mettersi ancora in gioco, di rischiare? A detta di Antonio La Spina, presidente del coordinamento dei corsi di laurea in Scienze della Comunicazione, sì. “La Scuola Superiore di Giornalismo dell’Università di Palermo – ha detto il docente – ha come obiettivo primario quello di insegnare ai propri studenti-praticanti che non sempre la prassi giornalistica è nemica dell’inchiesta”. Non la pensa così, invece, Antonio Maria Mira, vice caporedattore di Avvenire, per il quale “non sono le scuole di giornalismo a dover formare le nuove leve, ma la strada, la pratica e l’esperienza. In un mestiere che, sempre più spesso, si riduce a fare il taglio e cucito delle notizie d’agenzia – ha precisato Mira – bisognerebbe insegnare ai giovani a consumare di nuovo tante suole di scarpe”. Ma, tra vecchie e nuove leve, quante sono le inchieste prodotte finora dal giornalismo italiano? “Per quel che riguarda la televisione – ha sottolineato Giuliana Catamo, autrice di Blu Notte e del video su Giò Marrazzo, che ha aperto il dibattito – sono davvero poche”.

La mafia “è un argomento di cui, in generale, si parla sempre meno in tv, e non solo”. Insomma, sembrano essere finiti sul serio i tempi di Giò Marrazzo, “un cronista che ha saputo fare il vero giornalismo d’inchiesta: in mezzo alla gente, sul luogo dei fatti, alla ricerca della verità”.

Barbara Giangravè ( 22 feb 05 )

rev cave




Ateneonline - viale delle Scienze - Ed. 15 - 90128 Palermo - mail: ateneonline@unipa.it - Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458