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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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dedicato a Mario Francese
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Giornalismo
e inchiesta: Perché allora tanto scalpore quando si diffondono informazioni del genere? Forse perché, secondo Vincenzo Vasile, ultimo direttore de L’Ora e ventennale cronista de L’Unità, “il clima intorno a noi è cambiato e i giornalisti si trovano a dover operare in condizioni di grande difficoltà”. È di queste ore, infatti, la notizia (tanto per fare un esempio) che la riforma dei Codici militari di pace e di guerra prevede che gli inviati che non si limitano a diffondere i comunicati dell’esercito, rischiano fino a 20 anni di carcere. Ma è possibile allora formare delle nuove leve professionali capaci di mettersi ancora in gioco, di rischiare? A detta di Antonio La Spina, presidente del coordinamento dei corsi di laurea in Scienze della Comunicazione, sì. “La Scuola Superiore di Giornalismo dell’Università di Palermo – ha detto il docente – ha come obiettivo primario quello di insegnare ai propri studenti-praticanti che non sempre la prassi giornalistica è nemica dell’inchiesta”. Non la pensa così, invece, Antonio Maria Mira, vice caporedattore di Avvenire, per il quale “non sono le scuole di giornalismo a dover formare le nuove leve, ma la strada, la pratica e l’esperienza. In un mestiere che, sempre più spesso, si riduce a fare il taglio e cucito delle notizie d’agenzia – ha precisato Mira – bisognerebbe insegnare ai giovani a consumare di nuovo tante suole di scarpe”. Ma, tra vecchie e nuove leve, quante sono le inchieste prodotte finora dal giornalismo italiano? “Per quel che riguarda la televisione – ha sottolineato Giuliana Catamo, autrice di Blu Notte e del video su Giò Marrazzo, che ha aperto il dibattito – sono davvero poche”. La mafia “è un argomento di cui, in generale, si parla sempre meno in tv, e non solo”. Insomma, sembrano essere finiti sul serio i tempi di Giò Marrazzo, “un cronista che ha saputo fare il vero giornalismo d’inchiesta: in mezzo alla gente, sul luogo dei fatti, alla ricerca della verità”. Barbara Giangravè ( 22 feb 05 ) rev cave
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