aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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L'inchiesta / E' la cocaina il nuovo "sballo" dei giovani
Droghe, la lotta comincia nei Sert

A Palermo sono in undici: cinque nel capoluogo siciliano e sei nel resto nella provincia. I flussi di persone che vi si rivolgono sono costanti, circa tremila l'anno, ma sono cambiate le tipologie dei consumatori. Gli eroinomani rimangono la parte più consistente e i casi di ricadute dopo il trattamento sono piuttosto frequenti

L’aumento dei consumatori di cocaina va ben oltre i dati statistici e trova la sua conferma nell’esperienza quotidiana dei Sert, i servizi sanitari che combattono le tossicoalcoldipendenze. “Non è più una sostanza riservata a una popolazione elitaria - racconta Tommaso Di Marco, responsabile del Sert 11 di Palermo - ma una droga che può essere comprata da chiunque. E negli ultimi tempi, di cocainomani, da queste parti, iniziano a vedersene parecchi”. “Negli ultimi tre-quattro anni - raccontano Francesca Picone e Gaetano Farina, medici del Sert 13 - la tipologia dell’utenza è molto cambiata. Accanto all’uso di eroina si sono affiancati nuovi consumi, nuove droghe, in fasce di età molto basse, tra i 16 e i 20 anni, con situazioni che sono state impegnative dal punto di vista psichiatrico”.
Il Sert è un servizio a carattere interdisciplinare, nel quale lavorano medici, infermieri, psicologi, pedagogisti, assistenti sociali ed educatori. Prestazioni specialistiche e programmi terapeutici sono gli strumenti principali attraverso cui il Sert cerca di affrontare le esigenze delle persone che vi si rivolgono, puntando al loro benessere psico-fisico e al loro reinserimento nella società. Da non dimenticare poi gli interventi di informazione, prevenzione e promozione della salute in collaborazione con enti, scuole e agenzie sociali sia pubbliche che private.
I flussi di persone che si rivolgono ai Sert sono pressoché costanti e l’età media si aggira intorno ai 30 anni, anche se “c’è chi ne ha anche 65”, fa notare Di Marco. Si tratta, in grossa parte, di persone che “chiedono aiuto perché capiscono di avere un problema che non sono in grado di gestire”, spiega Francesca Picone. Gli eroinomani, seppure in calo, costituiscono la parte più consistente dell’utenza e i casi di ricadute dopo il trattamento sono piuttosto frequenti. “La tossicodipendenza da eroina è - continua Di Marco - una malattia cronica recidivante, nel senso che non possiamo mai dire che la guarigione totale è certa. Bisogna che passino almeno dieci anni per potersi dire fuori dal rischio di eventuali ricadute, ma non è sempre vero. In generale, se non si fa più uso dell’eroina come sostanza primaria, ci si sposta verso altre dipendenze, come l’alcol o altre sostanze”. Tra queste un posto di rilievo spetta ai cannabinoidi (hashish, marijuana), ma solitamente “chi fa uso di droghe ricreazionali - racconta Picone - non viene da noi a chiedere un programma terapeutico perché non si sente tossicodipendente. Si tratta di persone che non hanno sufficienti informazioni corrette ed è per questo motivo che lavoriamo moltissimo sulla prevenzione nelle scuole”.
I Sert presenti nella provincia di Palermo sono undici, di cui cinque nel capoluogo siciliano e sei nel resto del territorio (Cefalù, Termini Imerese, Bagheria, Corleone, Lercara Friddi, Montelepre). Il loro è un servizio che non si limita soltanto alla tossicodipendenza. “La società trae vantaggio del nostro operato in tutte le direzioni - sottolinea Di Marco -. Se pensiamo che gli eroinomani erano abituati a fare scippi e rapine per procurarsi la droga, nel momento in cui si rivolgono al Sert rientrano nella legalità, perché con il trattamento sostitutivo si riduce notevolmente quella che è l’ansia di andarsi a procurare la sostanza, c’è meno spinta ad agire”. “L’opinione nei confronti del Sert - precisa Farina - sta iniziando a cambiare, perché non è un servizio aperto soltanto agli eroinomani ma anche alle dipendenze da comportamento, come il gioco d’azzardo”.

Giorgio La Bruzzo ( 21 feb 05 )


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