aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Sempre più utenti dei Sert scelgono la polvere bianca
E' la cocaina il nuovo “sballo” dei giovani
La tendenza al mix di più sostanze e l’abbassamento della fascia di età tra i consumatori gli altri dati allarmanti. “L’esordio può avvenire tra i 13 e i 16 anni perché, avendo abbandonato l’eroina come prima scelta, gli altri stupefacenti non vengono considerati pesanti o dannosi”, spiega Giorgio Serio, responsabile del dipartimento Dipendenze patologiche dell'Asl di Palermo

Sempre più giovani, alla ricerca di nuovi “sballi”. I consumi di sostanze stupefacenti sono cambiati ed emerge un quadro piuttosto allarmante. Secondo i dati forniti dall’Ausl 6 di Palermo, c’è stato un rilevante aumento dei consumatori di cocaina, hashish e marijuana, in calo l'eroina. Ma in molti vogliono smettere e si rivolgono ai Sert, i servizi sanitari per le tossicoalcoldipendenze. “La droga ancora più usata, tra gli utenti seguiti dai servizi, è l’eroina - racconta Giorgio Serio, responsabile del dipartimento Dipendenze patologiche - ma i nuovi arrivi, in percentuale, sono soprattutto utilizzatori di cocaina”. Tra il 2002 e il 2003 i cocainomani che si sono rivolti ai Sert sono cresciuti di quasi il sessanta per cento. “I dati europei - continua Serio - sono comunque abbastanza in linea con quelli italiani e le droghe più diffuse sono l’alcool, la cannabis, la cocaina, e poi le anfetamine. L’eroina è in diminuzione ma si tratta di un uso cronico, nel senso che il soggetto la assume per un numero di anni superiore agli altri e quindi rappresenta la percentuale di utenti più consistente”.
E’ però la tendenza al mix a preoccupare di più gli operatori. I ragazzi passano sempre più spesso da un uso iniziale moderato e ricreativo ad un abuso che sfocia nell’associazione di più sostanze stupefacenti, finendo per potenziare gli effetti collaterali e i pericoli che tale consumo comporta. “Il mix - spiega Serio - rappresenta sicuramente il nuovo utilizzo degli stupefacenti. Questo deriva dall’abbandono dell’eroina come droga primaria e dalla scelta di sostanze che, per le loro caratteristiche, possono essere soddisfacenti solo se utilizzate attraverso dei mix e non da sole. Chi usa cocaina, per esempio, fa anche uso di alcol o di psicofarmaci perché deve gestire l’alterazione del ritmo sonno-veglia che gli dà la cocaina stessa”.
Usate principalmente in gruppo, le nuove sostanze si presentano con differenti nomi e forme. Sono spesso un miscuglio di più composti e non si sa mai con esattezza cosa c’è dentro. “Quando però si parla di nuove droghe - precisa Serio - si parla in realtà di nuovo utilizzo. Mentre l’eroina era una droga estraniante, le sostanze che vengono utilizzate oggi servono a inserirsi nel contesto”.
Questo spiega in parte anche un altro dato allarmante, e cioè l’abbassamento della fascia di età tra i consumatori. “L’esordio può avvenire tra i 13 e i 16 anni - denuncia Serio - proprio perché, avendo abbandonato l’eroina come droga di prima scelta, le altre sostanze non vengono considerate pesanti o dannose. E come tali le persone vi si avvicinano con tanta incoscienza”. Ma il consumo di droga è soprattutto legato alle tendenze culturali, e non soltanto all’inesperienza o a problemi psichici. “Oggi - avverte Serio - le nuove sostanze vengono proposte come sostanze che fanno stare bene, che fanno divertire di più, e quindi le persone le usano per stare meglio nei contesti. Alcuni tipi di musica molto estranianti, come la techno, o determinati happening sono pienamente goduti solo quando il ragazzo assume il mix di alcool e farmaci”.
Una tesi supportata da un recente studio di Giovanni Pierini, Irene Facchini e Paola Degli Esposti, del dipartimento Medicina e sanità pubblica dell’Università di Bologna. “Sono poche - scrivono - le persone che, nei raduni di tendenza, possono raggiungere la trance senza l’ausilio di sostanze psicoattive”. Per diversi ragazzi l’assunzione di ecstasy permette una sorta di identificazione con la musica: “I limiti corporei sembrano sparire e tutto intorno al soggetto diventa musica. A questo punto - continuano i tre ricercatori - la trasformazione è completata e molti raver descrivono addirittura le proprie esperienze come mistiche, si sentono in armonia con l’universo; per loro la trance è un’apertura verso qualcos’altro ed essa viene vissuta come ‘rivelazione’ metafisica”.
Giorgio La Bruzzo (21 feb 05)

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