
Sempre
più utenti dei Sert scelgono la polvere bianca
E' la cocaina il nuovo “sballo” dei
giovani
La tendenza al mix di più sostanze e l’abbassamento della fascia
di età tra i consumatori gli altri dati allarmanti. “L’esordio
può avvenire tra i 13 e i 16 anni perché, avendo abbandonato l’eroina
come prima scelta, gli altri stupefacenti non vengono considerati pesanti o dannosi”,
spiega Giorgio Serio, responsabile del dipartimento Dipendenze patologiche dell'Asl
di Palermo
Sempre più giovani, alla ricerca di nuovi “sballi”. I consumi
di sostanze stupefacenti sono cambiati ed emerge un quadro piuttosto allarmante.
Secondo i dati forniti dall’Ausl 6 di Palermo, c’è stato
un rilevante aumento dei consumatori di cocaina, hashish e marijuana, in calo
l'eroina. Ma in molti vogliono smettere e si rivolgono ai Sert, i servizi sanitari
per le tossicoalcoldipendenze. “La droga ancora più usata, tra
gli utenti seguiti dai servizi, è l’eroina - racconta Giorgio
Serio, responsabile del dipartimento Dipendenze patologiche - ma i nuovi arrivi,
in percentuale, sono soprattutto utilizzatori di cocaina”. Tra il 2002
e il 2003 i cocainomani che si sono rivolti ai Sert sono cresciuti di quasi
il sessanta per cento. “I dati europei - continua Serio - sono comunque
abbastanza in linea con quelli italiani e le droghe più diffuse sono
l’alcool, la cannabis, la cocaina, e poi le anfetamine. L’eroina è in
diminuzione ma si tratta di un uso cronico, nel senso che il soggetto la assume
per un numero di anni superiore agli altri e quindi rappresenta la percentuale
di utenti più consistente”.
E’ però la tendenza al mix a preoccupare di più gli operatori.
I ragazzi passano sempre più spesso da un uso iniziale moderato e ricreativo
ad un abuso che sfocia nell’associazione di più sostanze stupefacenti,
finendo per potenziare gli effetti collaterali e i pericoli che tale consumo
comporta. “Il mix - spiega Serio - rappresenta sicuramente il nuovo utilizzo
degli stupefacenti. Questo deriva dall’abbandono dell’eroina come
droga primaria e dalla scelta di sostanze che, per le loro caratteristiche,
possono essere soddisfacenti solo se utilizzate attraverso dei mix e non da
sole. Chi usa cocaina, per esempio, fa anche uso di alcol o di psicofarmaci
perché deve gestire l’alterazione del ritmo sonno-veglia che gli
dà la cocaina stessa”.
Usate principalmente in gruppo, le nuove sostanze si presentano con differenti
nomi e forme. Sono spesso un miscuglio di più composti e non si sa mai
con esattezza cosa c’è dentro. “Quando però si parla
di nuove droghe - precisa Serio - si parla in realtà di nuovo utilizzo.
Mentre l’eroina era una droga estraniante, le sostanze che vengono utilizzate
oggi servono a inserirsi nel contesto”.
Questo spiega in parte anche un altro dato allarmante, e cioè l’abbassamento della fascia di età tra i consumatori. “L’esordio può avvenire
tra i 13 e i 16 anni - denuncia Serio - proprio perché, avendo abbandonato
l’eroina come droga di prima scelta, le altre sostanze non vengono considerate
pesanti o dannose. E come tali le persone vi si avvicinano con tanta incoscienza”.
Ma il consumo di droga è soprattutto legato alle tendenze culturali,
e non soltanto all’inesperienza o a problemi psichici. “Oggi -
avverte Serio - le nuove sostanze vengono proposte come sostanze che fanno
stare bene, che fanno divertire di più, e quindi le persone le usano
per stare meglio nei contesti. Alcuni tipi di musica molto estranianti, come
la techno, o determinati happening sono pienamente goduti solo quando il ragazzo
assume il mix di alcool e farmaci”.
Una tesi supportata da un recente studio di Giovanni Pierini, Irene Facchini
e Paola Degli Esposti, del dipartimento Medicina e sanità pubblica dell’Università di
Bologna. “Sono poche - scrivono - le persone che, nei raduni di tendenza,
possono raggiungere la trance senza l’ausilio di sostanze psicoattive”.
Per diversi ragazzi l’assunzione di ecstasy permette una sorta di identificazione
con la musica: “I limiti corporei sembrano sparire e tutto intorno al
soggetto diventa musica. A questo punto - continuano i tre ricercatori - la
trasformazione è completata e molti raver descrivono addirittura le
proprie esperienze come mistiche, si sentono in armonia con l’universo;
per loro la trance è un’apertura verso qualcos’altro ed
essa viene vissuta come ‘rivelazione’ metafisica”.
Giorgio
La Bruzzo (21 feb 05)