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Cultura e Spettacoli
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050124apa
Doppio album e volume dedicati
al grande contrabbassista americano
Torna il mito di Charles Mingus, l'artista
che amò Palermo
Un altro omaggio del Blue Brass al musicista nato nel
1922 in Arizona. A tre anni dalla rassegna in suo
onore svolta allo Spasimo, il jazz club
palermitano - dove nel 1976 si
esibì in cinque memorabili
concerti rimanendo profondamente legato alla città
- gli ha dedicato una serata per presentare le opere realizzate con il
contributo della Regione
Palermo
continua ad omaggiare uno dei musicisti che più l'hanno amata:
Charles Mingus. La musica del grande contrabbassista americano è
un'attrazione fatale, che si rinnova a distanza di 28 anni dai cinque
memorabili concerti che l'artista tenne in via Duca della Verdura. Adesso
il suo mito rivive, ancora per iniziativa del Blue Brass, il jazz club
palermitano che nel lontano 1976 lo invitò a suonare nella sua
prima sede. E che nel 2002, per celebrarne l'ottantesimo anniversario
della nascita, gli dedicò una grande rassegna allo Spasimo, della
quale furono protagonisti molti musicisti siciliani.
Ora il Brass gli dedica un doppio album e un volumetto, presentati durante
una apposita serata-tributo, ed editi grazie al lavoro del Centro per
la Catalogazione e la documentazione dei Beni culturali della Regione
Siciliana. L'opera, curata dall'esperto Maurizio Zerbo, mette insieme
le fasi salienti dell'evento dedicato a Mingus nell'estate di tre anni
fa: una serie di brani rivisti da due suoi ex collaboratori come Paul
Jeffrey e Jack Walrath e da musicisti nostrani come Marvi La Spina, Vito
Giordano e l'Orchestra Jazz siciliana.
“Questa pubblicazione - ha detto il direttore del Centro di catalogazione,
Gioacchino Vaccaro, presentando l'iniziativa - segna un'altra tappa della
grande storia d'amore tra Mingus e questa città: iniziata negli
anni '70 e continuata vent'anni dopo, quando il Brass presentò
in anteprima europea uno dei maggiori capolavori di Mingus, l'album Epitaph.
Perfino la moglie di Mingus ammise che nessun'altra città, nemmeno
Parigi o Vienna, lo amò come Palermo".
Andrea Paternostro
rev giol
(24 gennaio 2005)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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1/6/2001
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