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Approfondimento-
Cronaca universitaria |
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041220sicAP
Il presidente del Cun
Luigi Labruna ammonisce
"Non si possono fare buone riforme a costo zero"
Sabato
scorso in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 2004 2005
dell'Ateneo palermitano si è aperto il dibattito tra il Rettore
Giuseppe Silvestri e il presidente del Consiglio universitario nazionale
sulla riforma dello stato guiridico dell'Università italiana
"L’autonomia
è l’unico modo di essere dell’Università. Essa
diventa valore e strumento essenziale di governo del sistema. Non è
possibile attuare buone riforme in materia di formazione universitaria
a 'costo zero' ". E' il monito espresso da Luigi Labruna, presidente
del Consiglio Universitario Nazionale in occasione dell'inaugurazione
dell'anno accademico 2004 2005 che si è tenuta sabato 18 dicembre.
Nel discorso di apertura il Magnifico Rettore dell'Università degli
studi di Palermo Giuseppe Silvestri ha sottolineato che "l'Italia
continua ad essere agli ultimi posti in Europa per la percentuale delle
risorse che destina all'alta formazione e alla ricerca, impedendo al sistema
universitario nel suo complesso di utilizzare appieno le sue potenzialità".
Il Rettore ha suggerito, inoltre, alcune ipotesi per trovare ulteriori
fondi per finanziarie attività didattiche e di ricerca in relazione
all'attuale situazione economica italiana. "Ribadisco la necessità
di utilizzare nel modo più ampio possibile le risorse comunitarie
- precisa Silvestri - abbiamo attivato una convenzione con l'Apre (Agenzia
promozione e ricerca europea) per l'aggiornamento costante dei bandi pubblicati
dall'Unione".
Durante il suo intervento, il rettore Silvestri ha ricordato il disagio
che in questi anni è stato espresso dalle diverse parti del modo
accademico riguardo l'attuazione del decreto ministeriale 5096/99 che
ha introdotto nel nostro Paese il sistema 3+2. "Lo scarto temporale
tra la pubblicazione delle classi delle lauree triennali e delle lauree
specialistiche che hanno favorito la proliferazione delle prime - ha precisato
Silvestri - . E le conseguenze sono sotto i nostri occhi. Le capacità
di docenza delle Facoltà sono state in larga misura utilizzate
nelle lauree triennali, e si stanno incontrando difficoltà oggettive
per attivare le lauree magistrali, cioè specialistiche".
Il presidente Labruna ha espresso un cauto ottimismo nei confronti dell'evoluzione
dell'attivazione della riforma. "Un lungo e lento cammino segnato
da un esame continuo del numero straordinariamente elevato dei corsi -
ha dichiarato - il Consiglio ha espresso il suo disagio negli ultimi anni
nei confronti dei vari governi di diverso orientamento politico che si
sono succeduti sostenendo che non è possibile fare buone riforme
soprattutto se profonde come questa senza risorse". Ad oggi sono
stati approvati gli ordinamenti di 2.955 corsi di laurea triennali, 2.689
corsi di laurea specialistica, 510 lauree triennali e 60 specialistiche
dell’area sanitarie, 12 dell’area della Difesa e della sicurezza.
Sono stati approvati in totale 3.474 corsi di laurea triennale e 2.756
specialistiche, i dati sono di fine ottobre. Il totale in questi ultimi
anni sono stati esaminati 12 mila progetti di corsi di laurea con conseguente
e dettagliato esame per la verifica da parte della commissione didattica
e l’approvazione in aula. "E' stato detto in alcuni casi che
il numero dei corsi presentati da alcune sedi fosse eccessivo - ha detto
Labruna - in parte è vero, ma è fisiologico in una fase
di assestamento per una riforma di così ampio respiro. Non bisogna
dimenticate che tutti i corsi di laurea fanno parte di classi, 42 per
le triennali e 4 le specialistiche che dovrebbero garantire un certo grado
di omogeneità ai corsi appartenenti alle stesse classi. Il disegno
di legge sullo stato giuridico del personale docente è stato approvato
con emendamenti dalla settima commissione della camera".
Per quanto riguarda il recente dibattito sull'approvazione di questo
disegno di legge il presidente del Cun ha annunciato che "la discussione
sul testo emendato sarà calendarizzata in aula al termine della
commissione di bilancio. Significative novità, che saranno definite
nei prossimi giorni anche attraverso consultazioni del ministro con
il
Cun, sono state annunciate giovedì scorso durante un lungo incontro
con il Consiglio universitario nazionale. Mi auguro che delle innovazioni
possano andare incontro a molte delle esigenze prospettate dal mondo
accademico. In particolare, per quanto riguarda la questione del reclutamento
dei
giovani, su una previsione di una durata almeno sessennale dei contratti
a termine dei ricercatori (non più triennale) è per ciò
prevista una riduzione degli effetti di precarietà inizialmente
paventati. Con le ultime modifiche del disegno di legge il presidente
Labruna spera che si raggiungano una serie di obiettivi
come "l’introduzione
di vie d’uscita
certe a coloro che hanno vinto un concorso per l’incarico di professore
associato o ordinario, l’individuazione di modalità concorsuali
nazionali condivise con l’incremento sensibile delle idoneità,
la conservazione dei regimi di tempo pieno e tempo definito, la diffusione
generalizzata
dell’attività didattica e della ricerca, l’utilizzo
dello strumento della programmazione delle risorse secondo criteri di
merito, utilità sociale e competitività".
Silvia Iacono
(8 novembre 2004)
rev damo
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