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Facoltà
di Scienze matematiche, fisiche e naturali |
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L’information
tecnology al centro di un'intesa con una società privata
Quando Pitagora si mette al servizio delle aziende
La creazione di figure professionali che operino nelle piccole
e medie imprese, come nella consulenza economica. Questo l’obiettivo
del corso di laurea in Scienze matematiche applicate all’industria
e alla finanza, attivo da quattro anni nella facoltà di Scienze
matematiche, fisiche e naturali dell’Università di Palermo.
Benedetto Bongiorno, presidente del Consiglio di corso di laurea: “L’applicazione
dei modelli matematici consente la risoluzione di diversi problemi in
questi ambiti lavorativi”
Quando
venne istituito per la prima volta, quattro anni fa, non riscosse grande
successo fra i neodiplomati. Oggi invece è uno di quei corsi di
studio che hanno aumentato il loro fascino nei confronti di chi si iscrive
all’Università. Si tratta del corso di laurea triennale in
Matematica applicata all’industria e alla finanza, attivo nella
facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università
di Palermo. Il corso, presieduto da Benedetto Bongiorno, oggi conta circa
150 studenti e giovedì 16 dicembre ha visto la consegna delle prime
lauree triennali.
Da quali istituti scolastici provengono gli studenti del vostro
corso?
“Anche tra le 44 matricole di quest’anno abbiamo registrato
una netta prevalenza di diplomati provenienti dal liceo classico e dallo
scientifico”.
Quali sono gli obiettivi formativi del corso?
“L’intento è quello di formare delle figure professionali
che abbiano un’elevata conoscenza della matematica e che sappiano
operare nel campo della finanza, come della piccola e media impresa. Tutto
ciò attraverso l’utilizzo dei modelli, tipici della disciplina,
nella risoluzione di tutti i problemi che possono nascere in quegli ambiti
lavorativi”.
Non crede che i laureati in una facoltà come quella di
Economia affrontino dei corsi di studio più adatti alla formazione
di questi profili professionali?
“I nostri studenti non hanno le conoscenze tecniche di chi intraprende
un corso di laurea in Economia e commercio, tuttavia possono far leva
su una conoscenza certamente migliore della matematica e dei suoi modelli.
La nostra non è una disciplina fatta soltanto di nozioni, ha il
grande pregio di fornire agli studenti una grande elasticità mentale
e una fantasia che permettono loro di affrontare un problema sotto un’altra
ottica, dando soluzioni diverse. Inoltre a breve partirà la laurea
specialistica che potrà certamente offrire maggiori competenze
a chi vorrà approfondire questo campo. Sarà un corso on
line, dove ci sarà la possibilità d’interagire comunque
con il docente, che consentirà di studiare anche a chi è
già entrato nel mondo del lavoro ”.
Quali sono i principali sbocchi professionali di chi intraprende
questo corso di laurea?
“Un tempo l’unico obiettivo era l’insegnamento. Oggi
invece quello della scuola è un mercato saturo e credo che un matematico
debba necessariamente guardare anche ad altre tipologie di lavoro che
una volta gli apparivano precluse. In quest’ottica, il nostro corso
di laurea offre indubbiamente delle conoscenze che possono poi risultare
utili”.
Avete attivato dei contatti con aziende private?
“Nel dicembre del 2002 abbiamo firmato una convenzione, in collaborazione
con il liceo 'Stanislao Cannizzaro', con una società di Palermo,
la 'Castalia', per la realizzazione di corsi di formazione nel campo dell’information
tecnology, in particolare nella progettazione di sistemi informatici.
Dopo aver proceduto alla formazione per i nostri docenti adesso partiranno
i corsi per gli studenti, alcuni di questi saranno a pagamento, ma non
escludo che si decida di stanziare delle borse di studio”.
Di cosa va più fiero e cosa invece l’amareggia di
più?
“Mi fa piacere che il nostro corso, dopo un inizio titubante, oggi
risulta tra i più frequentati, ciò significa che gli studenti
hanno apprezzato il lavoro di noi docenti. Bisogna anche dire, però,
che alla carenza cronica di laboratori, comune a molte altre realtà,
si aggiunge il fatto che il nostro è un corso nato in una realtà
sociale povera di aziende e le possibilità di avviare un confronto
con il mondo del lavoro sono limitate”.
Salvatore Cataldo
(16 dicembre 2004)
rev damo
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al n. 10 del 1/6/2001
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