Testata giornalistica dell'Università degli Studi di Palermo. - ateneo@unipa.it


www.ateneonline.info
portale d'informazione
dell'Università degli Studi
di Palermo

LE SEZIONI


Notiziario

>Esteri

>Interni

>Sicilia

>Palermo

>Sport e tempo libero

>News

>L'edicola online

>Rassegna stampa

>I grandi temi



Facoltà di Medicina

041215aspiAPmed
La notizia è emersa durante un incontro organizzato dal Sism
La sindrome di Williams si combatterà a Palermo
Telethon finanzia il progetto di un ricercatore siciliano
Davide Corona, laureato in Biologia all'Ateneo del capoluogo ed esperto di genetica: "Per noi la scommessa più grande è quella di scoprire i geni coinvolti nella patologia". Alla tavola rotonda organizzata dagli studenti di Medicina anche Adelfio Elio Cardinale, preside della Facoltà, e Giovanni Tesoriere, docente di Biologia cellulare e dello sviluppo

Tra 5 anni la sindrome di Williams potrebbe non avere più segreti per scienziati e ricercatori. Telethon, infatti, ha appena finanziato un progetto di Davide Corona, giovane cervello siciliano appena rientrato a Palermo, che servirà a studiare le cause scatenanti di questa patologia.
La notizia è emersa durante una tavola rotonda organizzata dagli studenti di Medicina di Palermo, in occasione dell'iniziativa "Sism per Telethon". La maratona dei ragazzi è già partita nei giorni scorsi con la raccolta di fondi tra le aule e continuerà nelle prossime ore con incontri e cineforum.
La sindrome di Williams è stato l'argomento principale del summit di ieri. Si tratta di una patologia genetica rara, non ereditaria. Ha un'incidenza di uno su quindicimila nati. In Italia si contano tremila bambini affetti dalla sindrome e a Palermo i casi conclamati sono circa 30. "Purtroppo la ricerca in questo campo non è potuta progredire molto - dice Davide Corona, ricercatore, laureato in Biologia all'Università di Palermo -. I dati sono sicuramente sottostimati e di certo i progetti che hanno ricevuto dei finanziamenti sono pochissimi". Uno di questi è proprio quello di Corona, sostenuto da Telethon, l'associazione che dal 1992 cerca di fare progradire la ricerca su tutte le malattie genetiche rare.
Questo progetto, "adottato" anche da Confindustria, in particolare dall'Anga (associazione nazionale giovani agricoltori), durerà 5 anni. "Per noi scienziati che studiamo la sindrome di Williams - aggiunge Corona - la scommessa più grande è quella di correlare il genotipo con il fenotipo, cioè riuscire a capire quali geni sono coinvolti in quali sintomi". Nella sindrome di Williams si verifica una defezione causata dalla delezione, o mancanza, di un piccolo frammento del cromosoma 7. In questa parte mancante del cromosoma ci sono circa quindici, venti geni e la loro assenza porta ad una menomazione di determinate funzioni cellulari. I bambini nati con la sindrome di Williams, che si manifesta più concretamente dal primo anno di età, hanno ritardi mentali e dello sviluppo. Ma non solo. Una delle malattie più gravi che presentano è il restringimento delle aorte, la cosiddetta sclerosi aortica al cuore.
"In questi 5 anni - chiarisce Corona - cercheremo di spiegare a livello molecolare perché la mancanza di questi geni del cromosoma 7 porta alla sindrome di Williams". In particolare Corona si occuperà di uno solo di questi geni mancanti. "La mia ipotesi di partenza è che questo particolare gene funga da bibliotecario del Dna - spiega -. Nella metafora della biblioteca, i geni sono i libri che per essere letti hanno appunto bisogno di qualcuno che li scelga e li apra. Nella sindrome di Williams il gene bibliotecario manca e i bambini hanno quindi difficoltà ad accedere al loro patrimonio genetico. Ecco perché - conclude - le loro funzioni dette del metabolismo del Dna sono deficitarie".
Corona diventa dottore nel '94. Svolge un tirocinio al Dibit-Ospedale San Raffaele di Milano e nel '96 entra nel programma di dottorato del Laboratorio europeo di Biologia molecolare di Heidelberg in Germania. Lì utilizza il moscerino della frutta come modello per studiare, a livello biochimico, le macchine molecolari che rendono accessibile il Dna nelle nostre cellule. Nel 2000 riceve un finanziamento dalla Embo e dalla Hfsp, due organizzazioni che sostengono la mobilità degli scienziati nel mondo, per un contratto di ricerca postdottorato all'Università della California, Santa Cruz, negli Stati Uniti. E adesso torna a Palermo per combattere la sindorme di Williams.
All'incontro di ieri hanno partecipato Giovanni Tesoriere, docente del dipartimento di Biologia cellulare e dello sviluppo, e Marco Di Gesù, delegato responsabile del Sism Palermo. Con loro in aula anche due rappresentanti della Bnl e la responsabile dell'associazione regionale Bambini affetti da sindrome di Williams. Seduto tra i relatori, a introdurre il lavoro di Corona, c'era anche il preside della facoltà di Medicina, Adelfio Elio Cardinale. "Noi docenti chiediamo a voi giovani di fare tanto nel campo della ricerca - ha detto Cardinale -. Ci troviamo in un momento difficile. L'Italia è il Paese con i finanziamenti destinati alla ricerca più bassi d'Europa. Riceviamo l'1.02 del pil rispetto alla media europea che è di 2.5. Un Paese avanzato prima fa ricerca e poi arricchisce - conclude - non è mai il contrario".
Ma durante l'incontro ha avuto uno spazio importante Telethon, che da qualche anno finanzia anche la formazione di ricercatori e promuove il rientro delle giovani menti italiane trapiantate all'estero. E lo fa attraverso l'istituto Telethon di Dulbecco, una struttura che si affianca alle sedi universitarie istituzionali, per combattere il fenomeno della "fuga dei cervelli" dall’Italia. Il progetto è stato presentato a Roma nel 1998 con il nome di Progetto Carriere Telethon. Nel 1999 è stato intitolato al professor Dulbecco, Premio Nobel, che in quell'anno aveva devoluto il suo cachet per la partecipazione al Festival di Sanremo al fondo per la realizzazione dell’Istituto.

Annalisa Spinoso

(15 dicembre 2004)
rev sage

> torna alla Prima Pagina


Ateneonline
(www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina