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Approfondimento Agraria

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Parla Paolo Piccardi dell’Isagro, azienda capofila nella ricerca agraria
"L'agricoltura italiana cresce con coraggio e creatività"
Obiettivo della ricerca: produrre meglio, di più e in meno spazio
Il manager dell'azienda: "Per i piccoli imprenditori ci sono oggi ampi spazi di mercato, legati però al possesso di prodotti realmente innovativi. Il nostro successo è nato dalla ricerca. Questo gruppo industriale è la dimostrazione che lo sviluppo passa da nuove applicazioni in campo agro-industriale", dice il direttore del dipartimento Acep dell’Università di Palermo Luigi Stringi

Puntare sulla ricerca, accettare le sfide del mercato, pensare “in grande”. Sono queste le basi del successo secondo Paolo Piccardi, vice presidente dell’Isagro, azienda leader in Italia nel campo della ricerca agraria. ”La creatività non è solo nello stile o nel design - ha detto il numero due dell’azienda -.Per i piccoli imprenditori ci sono oggi ampi spazi di mercato, legati però al possesso di prodotti realmente innovativi”.
Piccardi ha incontrato, sabato mattina, gli studenti della facoltà di Agraria tenendo un seminario dal titolo “Isagro:la creatività italiana in agricoltura”.
”Questo gruppo industriale è la dimostrazione che lo sviluppo passa dalla ricerca di base e dalle applicazioni innovative in campo agro-industriale”, ha detto Luigi Stringi direttore del dipartimento Acep dell’ateneo palermitano.
E’ la stessa realtà a richiedere le innovazioni. Oggi, infatti, c’è una situazione di forte squilibrio. Si deve porre rimedio a problemi come malnutrizione e denutrizione, tenendo però a mente che se la popolazione mondiale è in continua crescita, la superficie arabile rimane la stessa. “Dalla sempre minore disponibilità di terreno pro capite nascono nuove necessità - dice Piccardi -. La sfida oggi consiste nel produrre meglio, di più, in meno spazio”.
Ecco allora l’importanza di aziende che fanno ricerca e introducono nuovi agenti per la protezione delle piante e l’incremento della produzione. ”La chimica - lamenta il ricercatore - è stata ingiustamente penalizzata. E’ vero, anche negli alimenti più comuni trattati chimicamente come basilico, pane e caffè c’è un piccolo quantitativo di composti cancerogeni. La soluzione però - continua - sta nell’usare gli agrofarmaci con precisione, non nella loro abolizione”.
Negli ultimi 50 anni, infatti, sono stati diversi i progressi ottenuti in agricoltura grazie ai laboratori, come l’avere triplicato la disponibilità di carne, vegetali e oli da cucina. Adesso, inoltre, è possibile stoccare a basso costo grandi quantità di derrate alimentari, necessarie per garantire continuità nell’offerta e stabilità di prezzi.
”Gli agrofarmaci - dice Piccardi - giocano un ruolo chiave anche sotto il profilo economico: nel 2003 il loro valore complessivo ammonta a quasi 27 milioni di dollari. Eppure - continua - c’è ancora un potenziale non trascurabile che nasce dall’esigenza di contrastare l’erosione del suolo, la sempre peggiore qualità delle acque e la comparsa di parassiti”.
Il successo dell’Isagro nasce proprio dall’avere intuito, seguito, e talvolta anticipato, il valore sempre maggiore dei fitofarmaci. ”Investiamo molto in ricerca - spiega il vicepresidente - il solo sviluppo di una nuova molecola costa dai 20 ai 50 milioni di euro. Per fare arrivare un prodotto sul mercato, poi, ci vogliono dai 10 ai 12 anni”. Un iter lungo e dispendioso, dunque, che nasce dalla ricerca vera e propria, passa dalla produzione del principio chimico e dalla sua formulazione per giungere alle fasi di vendita e distribuzione.
”Quella di Piccardi è una testimonianza importante - ha commentato il preside di Agraria, Salvatore Tudisca - perchè la sua azienda è nata come una scommessa, ma adesso è una realtà incisiva sui mercati internazionali. Dal 2003 è quotata in borsa, un caso davvero raro in questo campo”.
Isagro, infatti, nasce nel 1992 dall’Enichem agricoltura, frutto della fusione di due colossi industriali come Enichem e Montedison. “All’inizio - ha raccontato Piccardi - le banche ci dicevano che eravamo pazzi a volere acquisire un’azienda virtuale, senza stabilimenti". Ora l'Isagro vanta impianti in Italia e India e 73 brevetti in fase di registrazione. "Il nostro valore - ha concluso il manager - nasce dal coraggio e dalla ricerca”.
Nadia Palazzolo

(12 gennaio 2005)

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