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Farmacia - Approfondimento

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Continuano le celebrazioni per i 70 anni della facoltà

Farmacia, un’aula per ricordare Francesco Angelico
E’ stato il Rettore, Giuseppe Silvestri, a scoprire la targa che intesta l’aula più prestigiosa al primo preside della Facoltà. Dal glorioso passato al poco confortante presente: “Manca la volontà di investire decisamente sulla ricerca: gli altri Paesi sono molto più avanti di noi”, ha accusato Mario Ronsisvalle, presidente della divisione italiana di Chimica Farmaceutica

"Per me è un onore essere qui a celebrare una grande figura del passato, un esempio di studioso che ha dato un contributo importante a una delle più vive e attive facoltà dell'Ateneo". Sono queste le parole del Rettore dell'Università di Palermo, Giuseppe Silvestri, pronunciate prima di scoprire la targa in ricordo del primo preside della facoltà di Farmacia, Francesco Angelico. Al professore, d’origine catanese, è stata intitolata l'aula "A" del dipartimento di Chimica e tecnologia farmaceutica, “la più prestigiosa di tutta la Facoltà“, come ha sottolineato il direttore Gaetano Giammona. L’evento, organizzato dal preside uscente Salvo Plescia, cui proprio da lunedì è subentrato il neo-eletto Gaetano Dattolo, rientra nell'ambito delle celebrazioni per i 70 anni della Facoltà.
Laureatosi all'allora Scuola di Farmacia di Palermo, Angelico insegnò nei più illustri atenei del tempo, Torino e Pisa su tutti. Nel 1934 fu eletto preside di quella che divenne la quinta Facoltà palermitana in ordine di tempo, dopo quelle di Giurisprudenza, Medicina e chirurgia, Lettere e filosofia, Scienze matematiche, fisiche e naturali. Mantenne l’incarico fino al 1949, anno in cui morì, settantacinquenne, a Palermo.
Il ricordo del passato, seppur glorioso, non ha comunque evitato ai presenti numerosi accenni alla difficile situazione dell’Università di oggi. In tal senso, uno degli interventi più significativi è stato quello di Mario Ronsisvalle, presidente della divisione italiana di Chimica farmaceutica: “La nostra comunità, sin dalla fine della seconda guerra mondiale, - ha detto il docente - ha sempre avuto la forza e la capacità di rimanere al passo con i tempi, diventando il simbolo del progresso e della competitività nel campo della salute e della ricerca. Adesso però - ha aggiunto - è giusto vivere con apprensione le difficoltà che si stanno rapidamente manifestando nelle nostre attività”. Ronsisvalle ha presentato alcuni dati preoccupanti: “La recente riunione di Lisbona con tutti i ministri europei dell’Istruzione ha decretato che, per rimanere al passo con Paesi come Giappone e Stati Uniti, è necessario trovare 700 mila nuovi ricercatori in ogni nazione, investendo addirittura il 3 per cento del Prodotto interno lordo nella ricerca. Il problema è che negli Stati del nordeuropa - ha proseguito Ronsisvalle - questo invito è stato raccolto con grande serietà anche a costo di un forte aumento delle tasse, come ha fatto Blair in Inghilterra: in Italia invece questa svolta non si è ancora verificata e c’è il rischio concreto di dover importare ricercatori da ogni parte del mondo, penalizzando fortemente i nostri giovani”.
La soluzione, per Ronsisvalle, ha un solo nome: formazione. “Occorre un grosso sforzo da parte di tutti, anche di noi docenti, per favorire la crescita dei dottorati di ricerca. Un altro dovere delle comunità farmaceutiche - ha concluso il docente - è quello di lavorare in sinergia soprattutto con le imprese: solo a quel punto la società capirà l’importanza della ricerca come simbolo di civiltà e progresso, non spreco di denaro e energie”.
Al termine della cerimonia, Salvo Plescia ha rivolto un ringraziamento a Sant’Andrea Apostolo, protettore dei farmacisti, “perché ci aiuti ad affrontare le sfide e le gratificazioni della nostra professione”.
Fabio Scavuzzo

(7 dicembre 2004)

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