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Approfondimento |
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041201aleb
Convegno
a Racalmuto: un ottimo esempio di giornalismo d'inchiesta
"Sciascia, riflessioni acute sui grandi
temi d'attualità"
Si è conclusa a la duegiorni "Il romanzo quotidiano" per
esaminare l'attività giornalistica dello scrittore
siciliano. L’autore
de “Le parrocchie di Regalpietra”
capiva prima degli altri le cose per questo fu allontanato dal Corriere
della Sera
“Il primo impegno del giornalista
è quello di servire la verità”. Con queste parole
Aldo Scimè, vice-presidente della fondazione Scascia, ieri ha accolto
a Racalmuto i protagonisti dall’ultima giornata di incontri sulla
figura di Leonardo Sciascia Giornalista “Il romanzo quotidiano”.
Questo altro aspetto del maggior scrittore siciliano del 900 è
stato ricordato da chi Sciascia lo ha conosciuto e da chi ci ha lavorato,
come Felice Cavallaro del Corriere della Sera. Il giornalista
ha parlato dell’esperienze di Sciascia in via Solferino durante
gli anni a cavallo tra il '70 e l’ '80. L’autore siciliano
"ha trattato con riflessioni acute e a volte non condivise - ha detto
Cavallaro - ma sempre seguite da polemiche tre temi fondamentali quali
il sequestro di Aldo Moro, il caso Enzo Tortora e i disservizi della giustizia
italiana”. Il relatore ricorda quando Sciascia difese fin dal primo
momento Enzo Tortora “senza ma e senza se”, come diceva Sciascia
dalle pagine del Corriere. “Non mi chiedo se Tortora è
innocente, sono sicuro che lo è”. Ma Sciascia è stata
anche la prima vittima del mobbing giornalista letterario. Colpa di quelle
schegge scagliate contro l’antimafia che ormai “si occupava
solo a ingrassare se stessa”. Questa sua posizione non ha fatto
altro che accentuare la sua prerogativa di uomo che non si unisce ai cori
delle messe cantate e che per questo nel 1987 fu costretto ad abbandonare
per sempre le scrivanie di via Solferino.
Gli anni Ottanta sono anche gli anni in cui accusava la Dc di essere collusa
con la mafia e anche questa affermazione gli costò non poche polemiche
e isolamenti. “Con la sentenza di Giulio Andreotti assolto solo
perché il reato è caduto in prescrizione – ha concluso
il relatore - si è avuta la conferma che Sciascia era un intellettuale
che aveva come unica colpa l’aver capito le cose troppo presto”.
Dario Consolo, dell’Università di Catania e studioso di Sciascia,
ricorda il poeta come uno che faceva calcoli semplici e che veniva chiamato
profeta. “Non amo fare il profeta – rispondeva in questi casi
lo scrittore - sono solo uno che dice che due più due fa quattro,
qualcuno mi contraddice dicendo che fa cinque poi vede che ho ragione
e mi chiama profeta”. Quello era il periodo in cui calcoli semplici
non riuscivano mai e Sciascia era l’unico a cui i conti tornavano
sempre. Proclamava verità evidenti ma scomode “sono solo
un uomo che lavora con le parole”, si difendeva sulle pagine de
L’Espresso.
“Leonardo Sciascia era dunque uno scrittore ed un giornalista che
non si limitava a raccontare i fatti ma amava intraprendere la strada
delle indagini”. Così lo ricorda Gaetano Savatteri il giornalista
del tg5, che per un periodo ha lavorato a fianco dello scrittore. Come
quella volta quando si sono occupati della scomparsa di Ettore Majorana
seguendo la tesi di una possibile fuga a Mazzara del Vallo. Dopo aver
approfondito le indagini, però, la tesi si era dimostrata sbagliata.
“In quel caso – ha spiegato il giornalista – ci si è
dovuti arrendere all’evidenza. Sciascia aveva questa capacità,
di innamorarsi di un’indagine e di abbandonarla quando l’ipotesi
non sta più in piedi senza accanimenti”.
Non era presente Vittorio Nisticò, direttore degli anni d’oro
dell’Ora, perchè gravemente malato. Il direttore
ha inviato una lettera di cui alcuni stralci sono stati letti dal presidente
dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia Franco. Nisticò ha
ricordato Sciascia quando faceva parte della sua redazione definendolo
“Il migliore giornalista siciliano, la sua morte è stata
un lutto per un giornalismo d'inchiesta ormai scomparso”.
In chiusura del convegno è stato consegnato il
premio giornalistico Mario Francese a Carlo Lucarelli per la trasmissione, sui casi di cronaca
irrisolti, “Blu Notte”.
Alessandro Baglieri
rev cave
(1 dicembre 2004)
A Palermo la prima
giornata del convegno sullo scrittore
agrigentino
>>
Sciascia, letterato col vizio dell’impegno
civile
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