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Approfondimento |
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Vincenzo
Consolo: “Incise con la sua penna-spada sulla quotidianità”
Leonardo Sciascia, letterato col “vizio” dell’impegno
civile
Si è svolta ieri,
allo Steri, la prima di due giornate di studio per ricordare la figura
dello scrittore agrigentino e la forte
propensione all’attualità che caratterizzò la sua
vasta produzione giornalistica. Franco Nicastro, presidente dell’Ordine
dei giornalisti di Sicilia: “Fu coscienza critica e infaticabile
ricercatore della verità”. Il
convegno si sposta ora a Racalmuto
“Oggi
non ci sono scrittori che si possono ritenere totalmente liberi di poter
esprimere il loro pensiero, come fece Leonardo Sciascia dalle colonne
di diversi giornali”. E’ l’amara constatazione di Vincenzo
Consolo, romanziere, saggista e amico dello scrittore di Racalmuto, intervenuto
ieri, allo Steri, in occasione del convegno “Leonardo Sciascia.
Il romanzo quotidiano”. L’evento, a quindici anni dalla morte
dell’autore de Il giorno della civetta, è stato
organizzato dall’Ordine dei giornalisti di Sicilia e si concluderà
quest’oggi, a Racalmuto, con la consegna del Premio giornalistico
Mario Francese a Carlo Lucarelli, giallista, conduttore della trasmissione
televisiva Blu Notte, per la sua opera di inchiesta-approfondimento
sulle storie della malavita organizzata. “Ciò che noto oggi
- ha continuato Consolo - è un’assoluta divisione in parrocchie
di pensiero e in giornali asserviti a varie forme di potere. In tutto
questo - ha poi concluso - non vedo alcuno spazio per un intellettuale
che voglia analizzare, con impegno civile, la sua attualità senza
dover poi renderne conto all’editore di riferimento. Leonardo Sciascia
invece è stato tutto questo, ha reso testimonianza, ha denunciato
e ha vigilato, intervenendo, anche duramente, con la sua 'penna-spada'
e il suo chiaro stile comunicativo, sulla cronaca quotidiana e sulla ricerca
di verità storiche”.
“Impegno
civile”, “verità storiche” e “denuncia”,
sono parole che hanno
risuonato più volte nei diversi interventi che hanno portato ad
un’attenta riflessione sull’opera giornalistica del “maestro”
di Racalmuto. Sciascia avviò stabili collaborazioni non solo con
testate del calibro del Corriere della Sera, La Stampa,
il Giornale di Sicilia e L’Ora, il quotidiano
palermitano che per le sue denunce dei mali della Sicilia diventò
simbolo dell’impegno civile e professionale contro la mafia, ma
anche con settimanali come L’Espresso e con piccoli giornali
locali, come Malgrado tutto, cui lo scrittore agrigentino
affidava un ruolo ben preciso: “fare opposizione seria sui fatti
quotidiani”.
Per Franco Nicastro, presidente dell’Ordine dei giornalisti siciliani,
Sciascia fu “coscienza critica, infaticabile ricercatore della
verità, un uomo che si sforzò di ragionare non solo attraverso
i suoi libri ma anche con una presenza assidua sulle pagine dei giornali,
il tutto con uno stile asciutto e un linguaggio semplice, sobrio ed essenziale".
L'autore, secondo Nicastro, "rimane una firma nota soprattutto
per
quel pubblico, che fortunatamente esiste anche fuori dalle platee televisive,
che non si limita al consumo di un’informazione effimera e superficiale”.
Un letterato che ha dato e ricevuto molto dal giornalismo. Questo è
stato Leonardo Sciascia, che nella sua opera quasi quotidiana di analisi
della realtà non si è mai fermato alla sola narrazione
ma ha scavato nei fatti, andando a fornire, con tutti i suoi dubbi,
una propria
chiave di lettura. “Questo - ha evidenziato Etrio Fidora, successore
di Vittorio Nisticò alla direzione del giornale L’Ora,
con cui Sciascia nel 1955 iniziò una collaborazione che durò
per più di trent’anni - non significava incertezza nei giudizi,
ma la volontà di mettere quest’ultimi sempre sotto la lente
del dubbio”. L’ultimo ricordo è stato affidato
a Marcello Sorgi, direttore de La Stampa, che conobbe Sciascia
agli inizi della propria carriera di cronista e che ha raccontato
tre episodi esemplificativi
del rapporto che lo scrittore ebbe col mondo del giornalismo. “Leonardo
Sciascia - ha sottolineato - va inquadrato prima di tutto come un letterato
prestato al giornalismo”.
La giornata è poi proseguita con la proiezione di due video sulla
figura umana e professionale dello scrittore agrigentino: “Il sonno
della ragione: appunti per un viaggio intorno a Sciascia”, di Maria
Pia Farinella, e “A futura memoria”, di Enzo Muzii. Infine,
allo Spasimo, è stata inaugurata la mostra fotografica “La
Sicilia, il suo cuore”, una raccolta d’immagini storiche dello
scrittore realizzate dai più prestigiosi fotoreporter nazionali
ed internazionali.
Salvatore Cataldo
(30 novembre 2004)
rev damo /sage
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