Testata giornalistica dell'Università degli Studi di Palermo. - ateneo@unipa.it


www.ateneonline.info
portale d'informazione
dell'Università degli Studi
di Palermo

LE SEZIONI


Notiziario

>Esteri

>Interni

>Sicilia

>Palermo

>Sport e tempo libero

>News

>L'edicola online

>Rassegna stampa

>I grandi temi



Palermo

041129aspiAP
Al convegno si è ricordato anche Mario Francese, morto da 25 anni
Vincenzo Consolo allo Steri per ricordare l'amico Sciascia
"Scriveva sui giornali per combattere i malaffari siciliani"
Organizzata dall'ordine dei giornalisti di Sicilia, una giornata per ricordare Leonardo Sciascia giornalista. Molti i colleghi che hanno voluto ricordarlo. Tra questi il presidente dell'Ordine, Franco Nicastro, e Etrio Fidora, ex direttore del giornale L'Ora

"Leonardo Sciascia non ha mai smesso di credere in quello che faceva. Fino agli ultimi giorni della sua vita ha creduto nella stampa e nel suo potere di divulgare alle masse pensieri e idee". Così Vincenzo Consolo, scrittore siciliano, ha voluto ricordare il letterato di Racalmuto prestato al giornalismo. "Ha iniziato a scrivere in un periodo in cui in Sicilia era la mafia a farla da padrone e come scrittore sentiva il dovere di combatterla pubblicamente. Ecco perché sfruttava il giornale come mezzo per divulgare le sue idee. Per lui parlare e denunciare era una necessità - continua -. I fatti che avvenivano in Sicilia, infatti, erano troppo importanti per rimanere nascosti. La ricerca della verità era il suo motto, nel lavoro come nella vita".
Sciascia caricava il giornalismo di una funzione fortemente pedagogica, quasi di elevazione delle coscienze. Scriveva in modo molto chiaro, proprio per consentire a tutti di comprendere i suoi messaggi.
Lo scrittore di Racalmuto cominciò la professione di giornalista alla fine degli anni Quaranta. All'epoca collaborava con diverse testate nazionali, tra le quali il Corriere della Sera, La Stampa, e L'Espresso. Solo nel 1955 cominciò una frequentazione assidua e quasi unica con un giornale fiancheggiatore del partito comunista: L'Ora di Palermo. Il 24 marzo 1955 lo stesso direttore, Vittorio Nisticò, che guidò il quotidiano per un ventennio (dal 1955 al 1975), si recò a Racalmuto, per chiedergli di collaborare con la sua testata. Da allora, fino alla sua morte scrisse molti articoli di denuncia e dal '64 al '67, per lo stesso giornale, si occupò della rubrica "Quaderno". Per l'inserto diede vita a 125 pubblicazioni, poi riunite in un unico volume nel 1991.
Quando iniziò la professione di giornalista, parallelamente a quella di scrittore, non era ancora molto conosciuto in Italia e probabilmente fu grazie alle sue denunce che cominciò ad essere apprezzato.
"Era un uomo che credeva nel suo lavoro - racconta Consolo - e non ebbe paura di dire, a quelli che lo accusavano di scrivere per un giornale di sinistra, che scriveva per L'Ora perché era l’unico quotidiano che non censurava mai le sue idee".
Lo stesso Vincenzo Consolo è un intellettuale che attualmente scrive articoli su giornali nazionali, una testimonianza vivente di come nel 2004 esistano ancora scrittori che si accostano all'attualità tramite il giornalismo. Ma cosa è cambiato dal punto di vista socio-culturale rispetto al periodo in cui scriveva Sciascia? "Certamente è molto più difficile, nel ventesimo secolo, essere uno scrittore che liberamente esprime le sue considerazioni sulle pagine di un quotidiano - risponde il romanziere siciliano -. Esiste purtroppo una logica che impone il condizionamento dei giornalisti da parte dei proprietari delle testate. Io stesso - continua - ho deciso di allontanarmi dal Corriere della Sera quando non mi sono più trovato in coerenza con le idee degli editori, e oggi scrivo per L'Unità".
Durante il suo intervento allo Steri, in occasione del convegno organizzato dall'ordine dei giornalisti di Sicilia per il quindicesimo anniversario della morte di Leonardo Sciascia, Consolo ha ricordato Sciascia ma non ha evitato le polemiche: "La sua penna era una spada - ha detto - con le sue parole denunciava la concussione dei politici con la mafia e non solo. I suoi interventi giornalistici erano l'occasione per rivisitare la storia. Di certo non aveva paura di schierarsi. Al contrario di alcuni intellettuali-giornalisti di oggi, impegnati solo a seguire i cambiamenti del potere".
Annalisa Spinoso

(30 novembre 2004)
rev damo

> torna alla Prima Pagina


Ateneonline
(www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina