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Facoltà
di Scienze motorie |
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041127dipaAPsmo
A
Palermo per una tavola rotonda nei locali del liceo Galilei
"La cultura non va intesa a compartimenti
stagni"
Lo ha affermato Giuseppe Bertagna, consulente
del ministro per l'Istruzione, Letizia Moratti. "Non ha senso studiare
per cinque anni per diventare docenti solo di educazione fisica. Perchè
non insegnare anche altre materie?"
"Ricondurre
i vari segmenti disciplinari a un’unica unità e creare piani
di studio personalizzati per combattere la dispersione scolastica".
E’ quanto ha detto Giuseppe Bertagna, consulente del ministro dell’Istruzione,
Letizia Moratti, nel corso di una tavola rotonda sull’ “Educazione
motoria tra riforma della scuola e riforma dell’Università”,
tenutasi al liceo scientifico Galileo Galilei di Palermo.
Al convegno erano presenti il rettore dell’Università di Palermo,
Giuseppe Silvestri, e il presidente dell’Istituto regionale di ricerca
educativa in Sicilia, Giuseppe Zanniello, che hanno delineato le caratteristiche
della facoltà di Scienze Motorie, che comprende elementi medici,
giuridici, psicologici.
Dopo aver ricordato i motivi, legati all’igiene e alla propaganda
politica, per cui è stata introdotta l’educazione fisica
nelle scuole, Giuseppe Bertagna ha parlato della legittimazione pedagogica
della materia oggi. "Se l’uomo è un’unità
di corpo e spirito, anche la cultura dev’essere qualcosa di unitario,
e non un insieme di compartimenti stagni. Ogni volta che scegliamo una
formazione specialistica sbagliamo”, ha detto, ricollegandosi ai
contenuti della riforma, che ha portato a maturazione l’idea che
l’educazione fisica debba essere insegnata di per se stessa, e non
per altri scopi.
Il docente ha poi parlato dei piani di studio personalizzati, che propongono
più strade per raggiungere lo stesso obiettivo, e dell’impiego
o meno di personale specializzato nelle scuole: “Non ha più
senso studiare cinque anni per insegnare solo educazione fisica. Dopo
13 anni trascorsi tra i banchi a studiare l’inglese, perché
non insegnarlo? Questo potrebbe valere anche per le discipline sportive”.
Le parole del consulente del ministro dell’istruzione hanno suscitato
le proteste dei presenti, secondo cui solo degli specialisti debbano salire
in cattedra.
Una possibilità che raccoglie molti consensi - ha aggiunto Bertagna
- è quella di insegnare agli studenti di Scienze motorie altre
materie, come geografia o biologia. In questo modo gli insegnanti potranno
allargare le loro conoscenze e coordinarsi meglio col corpo docente”.
Sergio Agrifoglio, decano dei professori di Scienze motorie, ha aggiunto
che la Facoltà vuole fornire una preparazione multidisciplinare,
senza diventare una brutta copia di altri indirizzi e ponendo al centro
la crescita psicologica e fisica dei ragazzi.
Piero Fagone, presidente del Coni Sicilia, ha spezzato una lancia a favore
della riforma Moratti, che restituirebbe alla scuola una qualità
maggiore dell’educazione fisica, auspicando una collaborazione fruttuosa
tra istituti scolastici e mondo sportivo. Parlando della crescita delle
attività motorie in Italia, che devono essere garantite a tutti
e seguite da professionisti, Fagone ha inoltre assicurato la disponibilità
di tutte le federazioni sportive a collaborare con l’Università
per formare cittadini attivi e sportivi.
Giorgio Berloffa, presidente dell’Unione italiana chinesiologi,
ha apprezzato la riforma, soprattutto perché ripropone nelle scuole
materne l’educazione fisica. “Le attività motorie seguono
di pari passo l’evoluzione storica della formazione”, ha detto,
aggiungendo che paradossalmente il rinnovato interesse per il corpo si
accompagna a un progressivo aumento dell’uso di macchine automatiche.
Il professor Berloffa ha infine proposto di sviluppare tre filoni di ricerca
sul tema del movimento, relativi all’organizzazione di convegni
internazionali per sensibilizzare sulle tematiche relative al movimento,
alla valorizzazione le potenzialità del più piccoli e alla
creazione, all’interno dell’Università, di un biennio
di specializzazione per i docenti.
Chiara Di Pasquale
rev. scat/damo
(27 novembre 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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