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facoltà
di Economia |
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041127dipa
Mantenuti i contenuti e gli obiettivi del vecchio ordinamento
Gestione e fruizione dei beni culturali
Un master interdisciplinare a Economia
Il corso, con sede a Sciacca, partirà l'anno
prossimo. Gli argomenti affrontati spaziano dall'Economia all'Ingegneria,
dalle materie umanistiche a quelle agroalimentari, fino alle nuove tecnologie
applicate al turismo. I posti disponibili sono 25
Sarà Sciacca a ospitare il master
in Gestione e fruizione dei beni turistico-culturali, organizzato dalla
facoltà di Economia con la collaborazione di alcuni docenti delle
facoltà di Ingegneria e di Lettere e filosofia di Palermo, e del
consorzio universitario della provincia di Agrigento. Coordinatore del
corso è Francesco Andria.
Com’è nata l’idea di creare questo master?
"L’iniziativa nasce dalla considerazione che il corso di laurea
triennale, pur volendo fornire un saper-fare e introdurre al mondo del
lavoro, fornisce comunque delle conoscenze generalizzate. Il master si
propone di approfondire il tema della gestione e della fruizione dei beni
culturali, collegandosi idealmente al corso di primo livello in Economia
e gestione dei servizi turistici e alla laurea specialistica in Economia
e gestione del territorio e del turismo. Tuttavia i 25 posti disponibili
possono essere occupati da laureati provenienti da qualsiasi facoltà".
Come sarà articolato il corso?
"Durante i sei mesi del master saranno trattate varie discipline
comprese all'interno di cinque aree tematiche che riguardano le applicazioni
tecnologiche al turismo, materie umanistiche, agroalimentari, economiche
e ingegneristiche. La principale caratteristica del corso, infatti, è
l’interdisciplinarietà. Nei corsi tradizionali il lavoro
di sintesi si svolge al momento della tesi, mentre in questo caso questo
avviene durante l’insegnamento. Il corso si caratterizza anche per
l’internazionalità, sia perché sono previsti interventi
di docenti stranieri, sia perché si può studiare il turismo
nell’ottica della globalizzazione, con riferimento alle strategie
degli altri paesi europei, dato che in questo settore c'è molta
competitività.
Terza caratteristica del master è la sua operatività, intendendo
con questo termine l’interscambio con operatori del settore durante
il tirocinio e nello svolgimento delle lezioni. Infine svilupperemo aspetti
relativi alla promozione, alla gestione e alla fruizione dei beni turistici,
ambientali e agroalimentari".
Come affronterete le difficoltà che potrebbero incontrare
coloro che dovranno affrontare discipline molto diverse da quelle tipiche
del loro indirizzo?
"In un primo tempo cercheremo di uniformare i saperi, in modo da
mettere tutti nelle condizioni di conoscere e capire gli argomenti che
saranno svolti. Il turismo è un settore in cui la professionalità
richiede saperi trasversali, ma ognuno potrà specializzarsi nel
settore che gli interessa di più. Le prime lezioni serviranno dunque
a colmare le lacune per ogni area in cui non si è competenti. Sono
previste 352 ore di lezione, articolate in materie attinenti alle cinque
aree tematiche. Tuttavia il numero delel discipline non è ancora
stabilito".
Perché avete scelto Sciacca come sede del master?
"Il Consorzio universitario della provincia di Agrigento è
il principale sponsor del progetto e ha espresso il desiderio che le lezioni
si svolgessero nella sede decentrata. In questo momento, inoltre, Sciacca
sta vivendo un periodo di rilancio economico e culturale, e si è
offerta per ospitare il corso".
Quali e quanti sono gli sbocchi occupazionali?
"Coloro che si specializzano con il master hanno notevoli possibilità
lavorative sia nel settore pubblico, sia nelle strutture private. Scegliendo
questa specializzazione si acquisisce una competenza maggiore anche nel
creare imprese nel settore turistico. Occorrono persone con idee innovative
per far sì che i turisti non scelgano il nostro Paese solo in estate.
Il turismo può essere legato a grandi eventi e congressi, può
essere culturale, nautico o naturalistico".
Chiara Di Pasquale
rev. damo
(27 novembre 2004)
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al n. 10 del 1/6/2001
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