|
|
|
|
Approfondimento
- Lettere |
|
|
041126iriAPlet
Un seminario per il centenario
della scomparsa del letterato russo
Anti-eroi e poveri uomini nell’opera
di Cechov
La
descrizione di un'umanità contadina e abbandonata alla miseria,
nella grande letteratura russa di fine Ottocento. Il suo studio per comprendere
un contesto storico e sociale, ma anche lo spirito di un popolo. E’
l’intento dell’Associazione “Cara Russia” e della
facoltà di Lettere e filosofia, promotori dell’incontro
La crisi di valori dell’uomo moderno ed il suo tormento. Con
poche, semplici pennellate, lo scrittore russo Cechov dipinge un umanità
misera, di anti-eroi e sconfitti. Uno scrittore che osserva, descrive
ed offre quadri di vita quotidiana.
E’ della grande letteratura russa di fine Ottocento, che gli esperti
dell’Associazione culturale “Cara Russia” e la facoltà
di Lettere e filosofia, hanno parlato, nel seminario “Viaggio intorno
a Cechov”.
Venerdì mattina, allo Steri, Jurij Kaplun, presidente dell’ufficio
di Mosca per i compatrioti all’estero, ha aperto i lavori, ricordando
che lo studio della letteratura del suo paese ha un fondamento pratico:
capire e spiegare i comportamenti umani a partire dal “movimento
dell’anima - dice - essere psicologi del popolo russo per divenire
timonieri nei rapporti internazionali”.
Presente, oltre al rettore, Giuseppe Silvestri, anche quello dell’Università
Mgpi di Mosca, Aleksander Kutuzov, che ha intrattenuto l’uditorio
con il suo discorso sulla formazione umanistica.
Per Kutuzov l’insegnamento della letteratura non deve essere mera
trasmissione di contenuti, ma bisogna considerare il testo un dialogo
fra lettore e scrittore. Il compito della formazione è dare gli
strumenti agli studenti per porre delle domande all’opera letteraria,
fornendo chiavi di lettura per l’interpretazione. Il rettore di
Mosca invita gli studenti palermitani a considerare la letteratura russa
il modo per conoscere e comprendere l’ambiente in cui scrittori,
come Cechov, hanno prodotto le loro opere. “Lo scrittore - dice
Kutuzov - è un ingegnere dell’anima umana, in grado di comprendere
ed esprimere i sentimenti più profondi della persona”.
Nel centenario della scomparsa di Cechov, oggi, studiosi come Tommaso
Romano, Svetlana Sytcheva (che ha anche fatto da interprete), Giorgia
Bonfardino e Violante Valenti, ripercorrono le tappe più significative
del percorso artistico del grande scrittore. Di lui, precursore del senso
di crisi del Novecento, sono stati messi in luce gli aspetti più
legati al realismo socialista, paradigma imperante nella vecchia russia.
Scrittore che ha saputo offrire, per dirla con Romano “uno specchio
non deformante della vita e dei suoi intimi e reali problemi”. E
lo ha fatto con uno stile austero, imparziale, essenziale, interamente
votato alla ricerca del vero. “Senza demagogia e retorica”,
aggiunge Romano.
Iriza Alma Orofino
(26 novembre 2004)
rev damo
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
|