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facoltà
di Lettere e filosofia |
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041125iriApLet
Siglato accordo di collaborazione tra
gli Atenei di Palermo e Beirut
Sicilia e mondo arabo: isole dello stesso
mare
Mediterraneo, luogo d’incontro e di scontro. Acque che lambiscono
storia, cultura e radici comuni. Recuperare questa visione vuol dire
ritrovare il dialogo per edificare la pace in un pianeta
spaccato tra oriente e occidente. E l'interlocutore
privilegiato dell'universo islamico può essere proprio la Sicilia. Se
ne è parlato in un incontro allo Steri, alla presenza del segretario
generale dell'Accademia
culturale araba. Secondo il rettore Silvestri "una rilettura
del passato per risolvere le contraddizioni del presente”
Due terre dirimpettaie, lambite dallo stesso “mare
nostrum”. Mediterraneo che unisce e separa, frontiera e passaggio.
Il seminario “Realtà interculturali nella storia del mediterraneo:
Sicilia e mondo islamico” analizza la storia di passaggi
e legami, in un’ottica che considera la nostra terra zona di
continua intercomunicazione. L’idea nasce dalla collaborazione
tra la facoltà di Lettere
e filosofia e l’Accademia culturale araba di Beirut.
L’Aula Magna dello Steri, sede dell’incontro, parla, attraverso
gli antichi dipinti trecenteschi del suo soffitto, della storia di radici
culturali comuni fra la nostra terra e il mondo islamico. E di questa
storia ci raccontano Adbel-Raouf Fadlallah, segretario generale dell’istituzione
accademica libanese, e Giovanni Ruffino, preside della facoltà
di Lettere di Palermo. Fadlallah ritiene la relazione fra queste due
terre
“privilegiata” e si augura che le radici storiche comuni
siano veicolo di dialogo. Da Beirut a Palermo “il confronto fra
razze e religioni e l’interazione culturale - afferma
l’autorità
accademica libanese - sono un antidoto all’attuale crisi globale
e presupposti sui quali edificare la pace”. Gli fa da eco il rettore,
Giuseppe Silvestri, che propone una “rilettura del passato per
risolvere le contraddizioni del presente”. Problemi causati,
secondo Silvestri,
“dall’assenza di capacità interpretativa, che causa
la mancanza di dialogo”. Ecco la funzione dell’Università:
quella di creare ponti, linguaggi d’interscambio, per una proficua
collaborazione. L’Ateneo palermitano ha, nel corso degli anni,
intessuto buoni rapporti, non solo con la Libia, ma anche con la
Siria, Tunisia,
Libano ed Egitto. La Sicilia, isola al centro di un mare segnato da incontri
e scontri, dovrebbe essere, secondo la maggior parte degli intervenuti,
interlocutore privilegiato del mondo islamico, attraverso i luoghi della
cultura, università ed accademia. In questo senso s’inquadra
l’accordo firmato dai due rettori di Beirut e Palermo, per
una collaborazione fra i due atenei. Per Abdurrahman Shalgam, presidente
dell’accademia
libica in Italia, che ha di recente istituito un nuovo dipartimento di
lingua e cultura italiana, “la Sicilia deve essere anello
di congiunzione tra oriente ed occidente, come la sua posizione
geografica le suggerisce
e come è sempre stato nella storia”. Dal mondo arabo-islamico,
alla nostra isola, si auspica che storia, radici e cultura ricordino
a
questi popoli che non siamo altre che cittadini dello stesso grande mare.
Iriza Alma Orofino
(26 novembre 2004)
rev
sage
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al n. 10 del 1/6/2001
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