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Cultura e spettacolo
- Mostre |
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041125giol
Inaugurata
ad Essen, in Germania, l'esposizione Kultort stadion
Campagna antirazzista, il tifo da stadio si mette in mostra
L'evento è organizzato
dall'artista svizzero Klaus Littmann in collaborazione con l'Uefa. Mazze
ferrate e catene, ma anche video di scenografie spettacolari e ben riuscite:
sono questi gli oggetti presenti nelle sei sezioni allestite all'interno
del complesso Zeche Zollverein
Il
meglio e il peggio del tifo calcistico, tutto in una mostra. Si chiama
Kultort stadion (letteralmente "Lo stadio come luogo di
culto) ed è stata inaugurata l'altro ieri a Essen, in Germania,
all'interno del complesso Zeche Zollverein. Allestita dall'artista svizzero
Klaus Littmann e finanziata in parte dall'Uefa, la mostra si inserisce
all'interno della campagna europea contro il razzismo, la violenza e l'intolleranza
negli stadi. Mazze ferrate, catene, striscioni ma anche video di scenografie
spettacolari e ole ben riuscite: Kultort stadion offre il meglio
ma soprattutto il peggio del fenomeno "tifo", visto come una
delle maggiori espressioni della moderna cultura di massa.
Sei le sezioni in cui è organizzata la mostra, ognuna delle quali
dedicata a un tema specifico. Lo spazio principale è quello dedicato
alla violenza, in cui sono contenuti gli oggetti più disparati.
Si va dalla riproduzione del motorino che i tifosi interisti lanciarono
dagli spalti il 6 maggio 2001, in occasione di Inter-Atalanta, alla testa
di maiale con cui i sostenitori del Barcellona accolsero il "traditore"
Luis Figo, reo di aver lasciato la squadra catalana per indossare la maglia
degli odiati rivali del Real Madrid. Italiani ancora protagonisti, purtroppo,
nella sezione "Discriminazione", dedicata alle manifestazioni
xenofobe dei tifosi. Il maggior numero di striscioni appartiene alle tifoserie
di casa nostra: "Auschwitz la vostra patria, i forni le vostre case"
è quello esposto dai supporter laziali nel novembre del 1998. Citazioni
di personaggi famosi e titoli di giornali alimentano la sezione "Parole".
"I negri ci portano via i nostri posti di lavoro" è la
frase pronunciata qualche anno fa da Otto Rehagel, l'allenatore tedesco
campione d'Europa in Portogallo, alla guida della Grecia. Fa poi un certo
effetto, nel quarto spazio, la giustapposizione tra il filmato della tragedia
dell'Heysel, in cui persero la vita diversi tifosi juventini nel 1985,
e le riprese relative a grandi scenografie di festa.
La mostra, che si concluderà il 19 dicembre, è accompagnata
anche da un programma ricco di forum di discussione a cui parteciperanno
allenatori, dirigenti di club, agenti di polizia, giornalisti e tifosi.
Il dibattito più importante si annuncia quello del 9 dicembre,
dal titolo "Cultura e tifo: quale repressione e quanta libertà
di manovra?".
Giorgio La Bruzzo
rev cave
(25 novembre 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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