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Lo ha spiegato Francesca Bocchi, docente di Storia medievale
Rivivere il passato? Virtualmente è possibile
La studiosa di storia delle città è stata la pioniera degli studi urbanistici e ha contribuito a realizzare il N.Me, Nuovo museo elettronico in cui è possibile assistere alla ricostruzione digitale delle città di epoche passate. Dopo avere realizzato con successo la ricostruzione di Carpi, la Bocchi si è imbarcata in un’impresa più impegnativa: ricostruire la Bologna del XIII secolo

Se volessimo rivivere l’atmosfera che si respirava nelle città di una volta, oggi possiamo. Grazie a tecniche digitali che combinano conoscenze storiche e competenze informatiche è possibile ricostruire virtualmente qualunque città, purché si abbiano sufficienti dati di base, restando fedeli alle caratteristiche dell’epoca. Lo ha spiegato Francesca Bocchi, docente di storia medievale a Bologna, impegnata sin dagli anni ‘70 nella realizzazione di un progetto così ambizioso. La Bocchi rappresenta la punta avanzata nell’ambito degli studi della storia delle città attraverso nuove tecnologie. Può, infatti, contare su una preparazione che si innesta su una consolidata tradizione di ricerca sul tema della storia urbana in tutte le sue sfaccettature. “Quando si riesce a comprendere intimamente la storia di una città - dice la Bocchi -, è possibile ricostruire il modello politico di una intera epoca o persino la divisione in classi". E questo studiando le “mappe catastali” di ogni singola città. La docente aggiunge che è interessante studiare la nascita dei regimi democratici come quelli repubblicani dal punto di vista geografico, partendo cioè, dall’analisi dei cambiamenti urbani delle città. Tra i progetti che concretamente dimostrano i passi avanti nella realizzazione della ricostruzione virtuale vi è il Nu. Me. Nuovo museo elettronico di Bologna nel quale è possibile immergersi in una città virtuale descritta nelle sue quattro dimensioni: latitudine, longitudine, profondità e tempo. L’idea realizzata con Nu.Me parte da lontano, dagli anni 70 quando la realtà virtuale era un’utopia e al posto dei computer c’erano gli antenati elaboratori. “Allora realizzare una città virtuale non era un’ambizione ma una follia”, dice la Bocchi. Non si sapeva materialmente come fare. Immagazzinare le informazioni storiche dell’epoca in questione era difficile, la quantità di materiale ingestibile e bisognava adeguarsi alla tecnologia ancora rudimentale. Oggi, invece, la padronanza del mezzo consente di piegarlo a qualsiasi esigenza. La prima fase da eseguire per ricostruire una città virtuale è quella di risalire alle fonti documentarie storiche per poi provare a ricostruire un modello che sia confrontabile e sovrapponibile con quello odierno.
La prima città ricostruita dalla professoressa Bocchi è stata la Carpi del 300 studiando il cosiddetto “catasto urbano” redatto in volgare in cui le misure non erano indicate a numero ma a lettere. “La precisione della descrizione di questi documenti è davvero strepitosa - spiega - . Sono indicate le vie, le singole case così da consentire allo storico urbano di ricostruire la sequenza e i borghi, i quartieri divisi per ceto”. Una volta ricostruita la mappa dell’epoca entra in gioco la comparazione delle città nel tempo. Una volta realizzato con successo la ricostruzione di Carpi, la Bocchi, avvalendosi di un team molto competente, si è imbarcata in un’impresa più impegnativa ricostruire la Bologna del XIII secolo. Data la mole dei documenti tra cui era difficile districarsi, la salvezza sembra essere venuta dai cosiddetti “Libri terminorum”, libri dei termini, ovvero registri compilati dal Comune per porre e controllare i termini, i paletti di legno nel Medioevo, che segnalano la linea di confine tra lo spazio pubblico e quello privato. Grazie a queste indicazioni si è ricostruita una Bologna medievale con tutta la struttura muraria della lega lombarda, le torri, le piazze, i portici che la rendono una città più unica che rara. “Il Nu.Me espone il lavoro frutto di ricerche decennali - conclude la Bocchi - in modo tale che chiunque visiti Bologna ha la possibilità di imbattersi in ben due meraviglie, la città moderna e quella antica” .

Manuela Pagano

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(22 novembre 2004)

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