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Facoltà
di Lettere e Filosofia |
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041119iriApLet
L’opera
del grande linguista in un seminario a Lettere
Lingua
e società. Che fine ha fatto Saussure?
Padre fondatore dello strutturalismo e della sociolinguistica,
Ferdinand Saussure è lo studioso che ha segnato una svolta decisiva
nel campo della linguistica. Pochi se ne ricordano ma il suo pensiero
è ancora di grande attualità. Parola di chi lo ha conosciuto
Cosa
rende una lingua tale? Quali sono gli elementi che ne determinano la natura?
Attorno a questi interrogativi si è sviluppata una riflesione sul
linguaggio, che va avanti dagli antichi greci e che ha raggiunto il suo
culmine attorno agli anni ’60 del secolo scorso. Erano
gli anni caldi, in cui si respiravano grandi fermenti culturali, dalla
portata rivoluzionaria. Anni in cui, ricorda, con una nota di malinconia,
Daniele Cammarara, ordinario dell’Università della Calabria,
i giovani intellettuali scrivevano sui muri “la significazione al
potere”. Anni in cui la ricerca sulle potenzialità del linguaggio
era tutta incentrata sulla dimensione sociale e la comunicazione diveniva
azione. In quegli anni emergeva la figura di uno di più grandi
linguisti di ogni tempo, Ferdinand Saussure. Di lui è stato detto
di tutto: “padre fondatore dello strutturalismo”, “sociolinguista
per eccellenza” e quant'altro. Amato, lodato e poi dimenticato.
Il seminario del 19 novembre, organizzato dalla Facoltà di Lettere
e Filosofia parte proprio dalla domanda “ma che fine ha fatto Saussure?
Che ne è di lui nel panorama degli studi attuali?. E’ una
figura poco considerata e che ha perso la sua centralità, secondo
la maggior parte degli studiosi, presenti al seminario.
“E’ tutta colpa delle mode che cambiano” secondo Daniele
Cammarara, per il quale ogni nuovo paradigma scientifico ha anche i suoi
eroi. Trent’anni fa, il linguaggio era considerato, ricorda Christien
Flesch, dell’Università Parigi 3, “uno strumento fondamentale
di azione collettiva e di educazione individuale”, per dirla con
Saussure. Un uomo con cui Flesch si frequentava. Oggi, il dibattito è
più concentrato sull’intenzionalità dei parlanti,
sulla capacità degli interlocutori di decifrare i messaggi impliciti.
Ieri, l'accento era sul legame fra l’uomo e la società. Da
qui la celeberrima accoppiata tra “langue”, il sistema linguistico
nell’interezza e coerenza della sua struttura, e “parole”,
la concreta realizzazione linguistica del parlante, che attinge al sistema,
selezionando quei tratti linguistici che gli servono. Saussure diceva
che “la langue è un palloncino e la parole la zavorra che
lo tiene attaccato alla società”.
I contributi degli studiosi presenti, all’aula seminari, sono serviti
ad investire di nuova attualità l’opera saussuriana per ridare
luce a volumi, come “il corso di linguistica generale” che
costituiscono una pietra miliare negli studi linguistici e sulla filosofia
del linguaggio di tutti i tempi.
Iriza Alma Orofino
rev anme
(24 novembre 2004)
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