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Facoltà
di Medicina |
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La
collezione è vistabile tutte le mattine dalle 8 alle 13.
A Palermo il
più grande museo di Radiologia
E' stato fondato da Adelfio
Elio Cardinale nel 1995 in occasione del centenario della scoperta dei raggi
X. Per
l'archiviazione gli allestitori hanno potuto usufruire di un nuovo software
creato con un finanziamento del Cnr di Roma
Si
tratta dell’unico o in Italia, il più grande e completo d'Europa.
E’ il Museo della Radiologia dell’Università di Palermo,
che ha sede nei locali dell’Istituto di Radiologia, al Policlinico
universitario “Paolo Giaccone”.
Fondata nel 1995 da Adelfio Elio Cardinale, attuale preside della facoltà
di Medicina, in occasione del centenario della scoperta dei raggi X, l’esposizione
si sviluppa in ogni angolo utile della struttura. “Gli attrezzi
sono esposti sia in aule allestite appositamente, sia nei corridoi e negli
spazi antistanti gli uffici - racconta Marcello De Maria, professore straordinario
di Diagnostica per immagini e radioterapia del corso di laurea in Odontoiatria
e protesi dentaria, e responsabile del museo - Finora siamo riusciti a
rendere gli spazi sempre fruibili. Previo appuntamento organizziamo visite
guidate per intere scolaresche, alle quali mostriamo anche dei filmati
sulla scoperta dei raggi X".
Per organizzare meglio e seguendo un percorso logico le apparecchiature,
spiega ancora De Maria, "l'Università avrebbe bisogno di un
unico spazio espositivo”. Per questo motivo, negli anni passati,
l’Ateneo aveva fatto richiesta al Comune per ottenere una sala dove
riunire tutti gli strumenti in suo possesso. “Per la mancanza di
spazio - racconta il docente - abbiamo dovuto conservare alcuni oggetti
in un magazzino e qualche volta abbiamo dovuto anche rinunciare a esporre
le attrezzature che ci hanno offerto in regalo”.
Gran parte delle apparecchiature, in effetti, provengono dalla donazione,
o dal “prestito a tempo indeterminato”, come lo definisce
De Maria, delle famiglie e degli eredi dei primi radiologi, che hanno
voluto collaborare da tutta Italia alla realizzazione di questa raccolta.
Fanno parte dell’esposizione apparecchiature tecniche e materiale
di vario genere, risalenti alla fine del 1700. Sono esposte le antiche
macchine elettrostatiche usate per produrre elettricità dagli studiosi
del XVIII e XIX secolo, e i primi tubi a raggi catodici. “Possediamo
- elenca fiero De Maria - una raccolta, unica in tutta Italia, di tubi,
tavoli di comando, criptoscopi, ortoscopi, e materiali di vario consumo.
Abbiamo i primi grembiuli usati dai radiologi e i guanti di piombo. Dentro
una bacheca c’è perfino il martello con il quale è
stato inaugurato il primo Congresso di radiologia”.
Accanto a tutto questo è possibile anche osservare da vicino una
ricca collezione di radiografie su vetro, effettuate dai medici durante
la prima guerra mondiale per la ricerca di proiettili all’interno
dei corpi dei militari. Entrando in Istituto, immediatamente a sinistra,
è possibile vedere il busto in terracotta di Wilhelm C. Röntgen,
scopritore dei Raggi X. Nella prima sala anche il primo strumento utilizzato
per osservare da vicino i movimenti del cuore umano.
“La coesistenza di antichi e spartani macchinari accanto alle attrezzature
moderne e computerizzate - dice De Maria - rende ancora più evidente
il progresso che la scienza ha saputo realizzare in questo campo”.
Oggi,
proprio grazie all'aiuto dei computer, tutti
gli strumenti in mostra sono archiviati e catalogati. E per la creazione
dello specifico software gli allestitori hanno usufruito di fondi
del Cnr di Roma, destinati al progetto “beni culturali”. “Speriamo
- conclude De Maria - che le istituzioni possano starci ancora vicine
per mantenere viva la memoria dei grandi della radiologia”.
Ma l'allestimento del museo non è il solo modo attraverso cui la
facoltà di Medicina ha voluto ricordare i grandi scienziati. All’epoca
della fondazione del museo, e per sottolineare tutti gli sviluppi ottenuti
nell’arco di un secolo, infatti, fu lo stesso Cardinale a promuovere
un’altra iniziativa: l’edizione di un volume dal titolo “Immagini
e segni dell’uomo - Storia della radiologia italiana”, oggi
ancora in vendita.
La collezione
è visionabile tutte le mattine dalle 8 alle 13.
Annalisa Spinoso
(3 dicembre 2004)
rev adri/damo
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al n. 10 del 1/6/2001
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