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Cultura e spettacolo |
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041110aspi
Esce
l'ultimo lavoro di Leigh, vincitore del Leone d'oro a Venezia
Vera Drake,
uno zoom sul problema dell'aborto
La pellicola racconta
una storia ambientata nella Londra del dopoguerra. La protagonista è
una domestica apprezzata da tutti. Ha però uno scheletro nell’armadio:
aiuta giovani donne ad abortire per evitare loro le gravi conseguenze di
una gravidanza indesiderata
Vincitore
del Leone d'oro alla 61esima Mostra del cinema di Venezia, Il segreto
di Vera Drake, diretto dall’inglese Mike Leigh, è uno
dei quei film che non può non far riflettere.
La pellicola racconta una storia ambientata nella Londra del dopoguerra.
Vera Drake (interpretata dalla brava Imelda Staunton, accompagnata da
attori tutti inglesi) è una domestica apprezzata da tutti. Ha una
famiglia felice: suo marito, Stan, la ama molto, e i suoi due figli, Ethel
e Sid, la stimano. Non sono ricchi ma certamente uniti. Vera aiuta le
persone bisognose del suo quartiere, assiste la madre malata ed è
sempre disponibile verso il prossimo. Insomma, una persona positiva ma
con uno scheletro nell’armadio: Vera aiuta giovani donne ad abortire,
senza chiedere alcun compenso, ma solo con l'intento di evitare loro le
gravi conseguenze di una gravidanza indesiderata. Un giorno però,
uno di questi interventi non ha successo e la ragazza viene ricoverata
in ospedale dove, inevitabilmente, l'attività segreta di Vera viene
alla luce.
Il regista di Segreti e bugie torna ancora una volta, con questo
film, ad affrontare le tematiche a lui più care: quelle collegate
alla famiglia, ai complessi rapporti tra i loro componenti ed alle dinamiche
che ne scaturiscono. In questo, in particolare, approfondisce il tema
della gravidanza, sia quale evento portatore di gioia ma anche di conseguenze
che segnano per sempre la vita di chi ne viene coinvolto.
Con la storia di Vera Drake, Leigh pone l'accento su come determinati
eventi siano condizionati dal ceto sociale d'appartenenza. In una ricca
famiglia borghese è certamente più facile organizzare un
aborto rispetto ad una famiglia povera. E anche se può sembrare
ovvio, Leigh ci tiene a ricordarlo, soprattutto quando racconta un argomento
così doloroso e traumatizzante come l'interruzione di una gravidanza.
Bravo nello sviscerare con profondità tutti gli aspetti che contornano
un'esperienza del genere, Leigh in tutti i suoi film focalizza la tensione
narrativa nelle scene di gruppo, dove tutti i personaggi giungono al confronto-scontro.
Come nel caso della cena in cui si sarebbero dovuti celebrare eventi felici
per la famiglia, come il fidanzamento della figlia Ethel e la raggiunta
sospirata gravidanza della cognata Joyce. Un momento che invece diventa
tragico con l'arrivo dei poliziotti pronti ad arrestare la protagonista,
che dal canto suo accetterà il destino con rassegnazione. Forte
della propria convinzione di aver agito esclusivamente a fin di bene,
Vera è destinata a essere un personaggio di quelli che ricorderemo.
Annalisa Spinoso
(10 novembre 2004)
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giol
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