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041109manu
I grandi
supermercati affiancano i loro prodotti a quelli di marca
Carovita:
per fare la spesa si spende più del doppio
L’importo
totale sugli scontrini aumenta, mentre diminuisce il quantitativo di prodotti
comprati. Prezzi triplicati per frutta e verdura. Il radicchio l’ortaggio
più caro: 2,50 euro. E anche nei grandi supermercati la convenienza
diventa un miraggio
Carovita.
Una parola che, mai come negli ultimi anni, è entrata a far parte
del vocabolario dei palermitani. Le statistiche parlano di un’inflazione
contenuta ma nella percezione di tutti l’avvento dell’euro
ha fatto lievitare i prezzi e ridotto di quasi il cento per cento il potere
di acquisto.
Laddove era possibile, come nei divertimenti, nei viaggi e nelle spese
futili, le famiglie hanno ridotto le uscite tentando così di far
nuovamente quadrare il bilancio. Una cosa a cui però nessuno ha
potuto rinunciare è riempire il carrello della spesa. Ed è
proprio all’interno dei supermercati, dai fruttivendoli, e nelle
piccole botteghe che l’euro mostra meglio i suoi effetti sui prezzi.
Iniziamo da frutta e verdura. Che si tratti del banco all’interno
del grande supermercato, del piccolo negozio di quartiere, o dell’ambulante
all’angolo della strada, la situazione non cambia di molto. Il risparmio
è sempre più un miraggio e fare la spesa con pochi spiccioli
diventa sempre più un’illusione. A rischio di estinzione
dalle tavole palermitane innanzitutto il cavolfiore e le melanzane. Se
infatti prima dell’avvento della moneta unica un chilo di melanzane
costava l’equivalente in lire di 0,52 centesimi, ora è possibile
pagarlo anche 3 euro, mentre il cavolfiore è passato da una media
di 1,59 euro a 1,84. Ma neanche per gli amanti di pranzi e cene a base
d’insalata la situazione è migliore. Per lattuga e carote
infatti l’incremento dei prezzi è pari al cento per cento:
si è passati da 0,50 centesimi a una media di un euro, con punte
di due euro nei banconi dei supermercati. Il prodotto decisamente più
caro è il radicchio: 2,50 euro, quasi cinque mila delle vecchie
lire. Un prezzo decisamente esagerato ma nulla in confronto ai 4,65 euro
che si potevano pagare per acquistarlo nel gennaio del 2002. L’unico
prodotto conveniente, sempre per modo di dire, è il pomodorino
ciliegino. Oggi infatti, grazie all’aumento della produzione nell’isola,
si porta in tavola con circa 2 euro contro gli oltre 3,50 euro degli anni
passati.
La lotta al risparmio continua anche per riempire il carrello della spesa
di altri prodotti. Constatato che i prezzi sono aumentati, il consumatore
cerca disperatamente di districarsi nella giungla delle offerte speciali,
dei tre per due, e dei calcoli delle differenze fra prodotti di marca
e non. Un viaggio fra scaffali in basso e quelli in alto alla ricerca
del prodotto più conveniente, solitamente posizionato nei luoghi
più difficili da raggiungere.
E anche le grandi catene di supermercati hanno capito che il prezzo non
è più un particolare trascurabile e sono così entrate
a pieno titolo nella caccia al risparmio. Dalle merendine ai succhi di
frutta, dalla pasta al caffè, dallo shampoo al prodotto per la
pulizia della casa, gli scaffali della grande distribuzione affiancano
ai noti prodotti di marca quelli di produzione propria, proponendo al
cliente prezzi più bassi con qualità pressoché identiche.
Ma il risparmio è davvero così notevole? Un pacco da un
chilo di spaghetti - prodotto che difficilmente manca in un carrello della
spesa - costa circa 0,60 centesimi di euro contro in 0,97 centesimi del
prodotto di marca. Un pacco di merendine è circa 0,40 centesimi
in meno e su uno di biscotti il risparmio è di circa un euro. Per
l’olio d’oliva e il caffè poi la differenza fra il
prodotto “casalingo” e quello di marca è circa di 1,50
euro.
Il risparmio è evidente anche se ci si sposta dal reparto alimentari
a quello per la casa e l’igiene intima. Qui si va dai circa 0,50
centesimi in meno per una confezione di carta igienica e per una di detersivo
per i piatti, ai quasi due euro di risparmio su shampoo e bagnoschiuma.
L’offerta casalinga inoltre cerca di tenere il passo anche sulla
grande varietà offerta dalle aziende più famose. I succhi
di frutta esistono in tutti i formati, dai cartoni di un litro alle monodosi
in bottiglietta e cartoni da 33ml; per fare il bucato si può scegliere
fra il detersivo a mano e quello in lavatrice, ed è disponibile
persino l’ammorbidente; infine nessuna rinuncia neanche per gli
appassionati della tipica bevanda americana: negli scaffali la coca cola
non di marca si trova sia nelle classiche bottiglie da un litro e mezzo
o due, sia in lattina e bottiglietta.
Manuela Azzarello
rev cave
(12 novembre 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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