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I grandi supermercati affiancano i loro prodotti a quelli di marca
Carovita: per fare la spesa si spende più del doppio
L’importo totale sugli scontrini aumenta, mentre diminuisce il quantitativo di prodotti comprati. Prezzi triplicati per frutta e verdura. Il radicchio l’ortaggio più caro: 2,50 euro. E anche nei grandi supermercati la convenienza diventa un miraggio

Carovita. Una parola che, mai come negli ultimi anni, è entrata a far parte del vocabolario dei palermitani. Le statistiche parlano di un’inflazione contenuta ma nella percezione di tutti l’avvento dell’euro ha fatto lievitare i prezzi e ridotto di quasi il cento per cento il potere di acquisto.
Laddove era possibile, come nei divertimenti, nei viaggi e nelle spese futili, le famiglie hanno ridotto le uscite tentando così di far nuovamente quadrare il bilancio. Una cosa a cui però nessuno ha potuto rinunciare è riempire il carrello della spesa. Ed è proprio all’interno dei supermercati, dai fruttivendoli, e nelle piccole botteghe che l’euro mostra meglio i suoi effetti sui prezzi.
Iniziamo da frutta e verdura. Che si tratti del banco all’interno del grande supermercato, del piccolo negozio di quartiere, o dell’ambulante all’angolo della strada, la situazione non cambia di molto. Il risparmio è sempre più un miraggio e fare la spesa con pochi spiccioli diventa sempre più un’illusione. A rischio di estinzione dalle tavole palermitane innanzitutto il cavolfiore e le melanzane. Se infatti prima dell’avvento della moneta unica un chilo di melanzane costava l’equivalente in lire di 0,52 centesimi, ora è possibile pagarlo anche 3 euro, mentre il cavolfiore è passato da una media di 1,59 euro a 1,84. Ma neanche per gli amanti di pranzi e cene a base d’insalata la situazione è migliore. Per lattuga e carote infatti l’incremento dei prezzi è pari al cento per cento: si è passati da 0,50 centesimi a una media di un euro, con punte di due euro nei banconi dei supermercati. Il prodotto decisamente più caro è il radicchio: 2,50 euro, quasi cinque mila delle vecchie lire. Un prezzo decisamente esagerato ma nulla in confronto ai 4,65 euro che si potevano pagare per acquistarlo nel gennaio del 2002. L’unico prodotto conveniente, sempre per modo di dire, è il pomodorino ciliegino. Oggi infatti, grazie all’aumento della produzione nell’isola, si porta in tavola con circa 2 euro contro gli oltre 3,50 euro degli anni passati.
La lotta al risparmio continua anche per riempire il carrello della spesa di altri prodotti. Constatato che i prezzi sono aumentati, il consumatore cerca disperatamente di districarsi nella giungla delle offerte speciali, dei tre per due, e dei calcoli delle differenze fra prodotti di marca e non. Un viaggio fra scaffali in basso e quelli in alto alla ricerca del prodotto più conveniente, solitamente posizionato nei luoghi più difficili da raggiungere.
E anche le grandi catene di supermercati hanno capito che il prezzo non è più un particolare trascurabile e sono così entrate a pieno titolo nella caccia al risparmio. Dalle merendine ai succhi di frutta, dalla pasta al caffè, dallo shampoo al prodotto per la pulizia della casa, gli scaffali della grande distribuzione affiancano ai noti prodotti di marca quelli di produzione propria, proponendo al cliente prezzi più bassi con qualità pressoché identiche. Ma il risparmio è davvero così notevole? Un pacco da un chilo di spaghetti - prodotto che difficilmente manca in un carrello della spesa - costa circa 0,60 centesimi di euro contro in 0,97 centesimi del prodotto di marca. Un pacco di merendine è circa 0,40 centesimi in meno e su uno di biscotti il risparmio è di circa un euro. Per l’olio d’oliva e il caffè poi la differenza fra il prodotto “casalingo” e quello di marca è circa di 1,50 euro.
Il risparmio è evidente anche se ci si sposta dal reparto alimentari a quello per la casa e l’igiene intima. Qui si va dai circa 0,50 centesimi in meno per una confezione di carta igienica e per una di detersivo per i piatti, ai quasi due euro di risparmio su shampoo e bagnoschiuma.
L’offerta casalinga inoltre cerca di tenere il passo anche sulla grande varietà offerta dalle aziende più famose. I succhi di frutta esistono in tutti i formati, dai cartoni di un litro alle monodosi in bottiglietta e cartoni da 33ml; per fare il bucato si può scegliere fra il detersivo a mano e quello in lavatrice, ed è disponibile persino l’ammorbidente; infine nessuna rinuncia neanche per gli appassionati della tipica bevanda americana: negli scaffali la coca cola non di marca si trova sia nelle classiche bottiglie da un litro e mezzo o due, sia in lattina e bottiglietta.

Manuela Azzarello
rev cave
(12 novembre 2004)





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