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Agraria |
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041105ermi
Si tratta dell'unico corso del genere
in tutto il sud Italia
Master per i professionisti
dell'agricoltura "pulita"
Organizzato
dalla facoltà di Agraria con il finanziamento della Provincia regionale
di Palermo, il master di primo livello in “Produzioni biologiche e
controllo di qualità della filiera agroalimentare” ha l'obiettivo
di formare esperti in
agricoltura biologica. Le lezioni partiranno l'8 novembre Un
corso che formerà non soltanto professionisti nel campo dell’agricoltura
biologica, ma anche esperti nelle attività di controllo e certificazione
di qualità dei prodotti agroalimentari e figure capaci di avviare
e gestire un'azienda agricola. Si tratta del master di primo livello in
“Produzioni biologiche e controllo di qualità della filiera
agroalimentare”, organizzato dalla facoltà di Agraria con
il finanziamento della Provincia regionale di Palermo e il co-finanziamento
dell'assessorato all’Agricoltura della Regione Siciliana, dell'Ente
di Sviluppo Agricolo, del Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia
e della Confagricoltura.
Il corso è destinato a 25 studenti selezionati tra i laureati in
Scienze Agrarie, Scienze Forestali e Scienze e Tecnologie Agroalimentari
e tra coloro che hanno conseguito un diploma triennale in discipline agrarie
e agroalimentari. Il master, presentato a Palazzo Comitini, è il
primo del genere in tutto il sud Italia. “Di master di questo tipo
ce ne sono pochi in tutta la Penisola - ha affermato, nel corso del seminario
di presentazione, Salvatore Tudisca, preside della facoltà di Agraria
-. Questo in agricoltura biologica ha avuto un grande successo tra gli
studenti. E' stato registrato un elevato numero di domande di partecipazione
ed è stato raggiunto il maggior numero di iscritti tra tutti i
master dell’Ateneo palermitano. Il finanziamento della Provincia
è stato fondamentale. Per adesso abbiamo stipulato una convenzione
per un anno, ma spero che in futuro possa essere rinnovata”.
Le lezioni del corso, che partiranno il prossimo 8 novembre, dureranno
otto mesi e saranno articolate in 600 ore, suddivise in 490 ore di lezioni,
seminari e project work e in 110 ore di stage presso aziende, enti pubblici
e privati, organismi di certificazione, laboratori di analisi e centrali
ortofrutticole.
Obiettivo è formare figure professionali che non solo conoscano
gli aspetti scientifici e tecnici dell’agricoltura biologica, ma
che siano anche al corrente delle norme legate a questo settore e che
siano in grado di portare avanti un’azienda. Al termine del corso
ai partecipanti sarà rilasciato il diploma di master e verranno
assegnati 60 crediti formativi.
”Il settore delle produzioni biologiche - ha sottolineato il presidente
della Provincia Francesco Musotto, presente al seminario -, è in
continua crescita e assume un’importanza sempre maggiore. Per mantenere
significative quote di mercato, i produttori siciliani perciò devono
scommettere sui prodotti di nicchia, su quelli identificati come ‘puliti'
e sani, strettamente legati al territorio di provenienza. Bisogna puntare,
quindi, sulla qualità, per la quale i consumatori sono disposti
a spendere anche qualcosa in più”. Secondo i dati forniti
dalla Provincia di Palermo, la Sicilia, rispetto alle altre regioni italiane,
è quella con la più alta percentuale di superficie destinata
alle colture biologiche con l’8,2 per cento rispetto alla media
nazionale del 3,83 per cento. In particolare, nel palermitano, il 7 per
cento dei 204 mila ettari di superficie agricola utile sono destinati
alla coltura biologica, che riguarda soprattutto la produzione di olio
di oliva, dei cereali e del vino. Il problema fondamentale è la
commercializzazione. L’offerta di prodotti biologici, infatti, è
frammentata. Le aziende sono generalmente di dimensioni ridotte (sotto
i 2 ettari) e sono pochi i punti vendita specializzati, mentre è
diffusa la vendita diretta da parte dei piccoli produttori.
Erminia Guastella
(11 novembre 2004)
rev damo
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