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Grandi temi
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041104leo
Per molti
è fondamentale per capire le cose che accadono
Gli italiani scelgono il loro quotidiano ideale
Il Quarto rapporto sulla comunicazione stilato dal Censis raccoglie
le critiche e i suggerimenti per tracciare il profilo del giornale perfetto,
più sintetico e meno caro. Emerge anche un legame diverso con
la televisione bocciata se non propone nulla di interessante. Per
quanto riguarda la lettura dei libri, gli italiani
continuano a rimanere agli ultimi posti della classifica europea
Più
maneggevole, meno costoso, con articoli brevi, in grado di raccontare
i fatti in modo pacato e consegnato a casa tutte le mattine. Sono queste
le caratteristiche che gli italiani scelgono per descrivere il loro quotidiano
ideale.
I dati emergono dal "Quarto rapporto sulla comunicazione" presentato
pochi giorni fa dal
Censis.
La ricerca,
dal
titolo I
media che vorrei, ha interessato un campione di 1.236 interviste
e ha messo in evidenza come i quotidiani siano considerati importanti:
per quattro italiani su dieci sono uno strumento fondamentale
per capire le cose che accadono, per gli altri è poco
più
di unabitudine e leggono soltanto perché in casa qualcuno
li compra. Tuttavia, dopo aver acquistato il Corriere della Sera o Repubblica,
non si è sempre totalmente soddisfatti. I
questionari condotti dal Censis hanno analizzato i gusti degli intervistati,
chiedendo loro di formulare dei suggerimenti per tracciare il profilo
del quotidiano ideale. Le critiche a uneccessiva tendenza allapprofondimento
hanno mostrato la necessità di rendere il giornale più snello
e diretto, alleggerito con fatti narrati brevemente e in modo poco
dispersivo. Leggo almeno
un quotidiano al giorno ha detto Giovanna Gandolfo,
manager Per svolgere al meglio il mio lavoro devo sempre tenermi
aggiornata, ma spesso mi accorgo che alcuni giornali si dilungano
troppo,
anche su eventi di scarsa importanza. Editoriali, articoli di fondo e
commenti vari si sprecano. A volte mi è capitato che per questioni
di tempo non sono riuscita a finire di leggere un articolo. A mio
avviso,
bisognerebbe rendere linformazione più breve e scorrevole,
magari con più foto e immagini. Tra i motivi di soddisfazione,
il 25% degli intervistati ha indicato di aver letto notizie
che la televisione non ha presentato.
La ricerca, ricchissima di dati, ha preso in esame anche il rapporto
che gli italiani hanno con il piccolo schermo;un legame più maturo
che si allontana dalla vecchia abitudine di piazzarsi davanti alla
tv
tanto per vedere che cosa cè. Dal rapporto emerge
che il 34% accende la televisione solo per vedere il suo programma preferito;
il 27%
per
seguire
il telegiornale
e l8% per guardare un film. Se non cè nulla di interessante,
il 42% la spegne e preferisce altre attività, mentre il 21%
la guarda comunque. Per quanto riguarda i contenuti, particolare
attenzione
è stata riservata ai reality show, il cui impatto sul pubblico
è andato gradualmente scemando. La metà degli intervistati
non li guarda, ma il 17%, pur dichiarando di non sopportarli, non si
perde
una puntata del Grande Fratello e dellIsola dei famosi.
Sette italiani su dieci rinuncia alla televisione satellitare perché
non si può permettere le spese per labbonamento e per listallazione
della parabola e del decoder. Per quanto riguarda la lettura dei libri,
continuiamo a rimanere agli ultimi posti della classifica europea.
Dai dati, particolarmente allarmanti, risulta che oltre la
metà degli italiani non
legge nemmeno un libro in un anno e meno di un terzo ne legge almeno
tre.
Francesco Paolo Leonardo
(4 novembre 2004)
rev rosi
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
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