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Approfondimento
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041103lela
Il
direttore Buttitta:"L’interetnicità va stimolata fin
dall'infanzia"
Dipartimento
di beni culturali e socio-antropologici
"Essenziale l’integrazione con i Paesi dei migranti"
La struttura, nata tre anni fa, vanta collaborazioni con diverse associazioni
analoghe in Egitto, Grecia, Libia e Siria. I risultati degli studi e delle
ricerche confluiscono in riviste e collane di saggi annuali
Favorire
lo studio dell’interculturalismo e l’integrazione tra il patrimonio
culturale siciliano e le tradizioni dei popoli con cui veniamo in contatto,
in particolare gli immigrati di varia nazionalità che, nel corso
degli anni, sono diventati una presenza costante nel nostro Paese.
E’ questo l’obiettivo principale del Dipartimento di beni
culturali, storico-archeologici, socio-antropologici e geografici costituito
nel 2001 presso la facoltà di Lettere dell’Università
di Palermo. “La ricerca punta sull’analisi della cultura intesa
non solo come produzione intellettuale di un popolo - afferma il professore
Antonino Buttitta, direttore del Dipartimento - ma anche come l’insieme
di abitudini e comportamenti che ci contraddistinguono, dal tipo di pettinatura
che portiamo alle pietanze che consumiamo. Persino la pizza è indice
della nostra cultura.”
In quest’ottica rientra il ciclo di lezioni “La cultura in
cammino” tenutesi a Palermo nel maggio scorso e rivolte agli insegnanti
delle scuole materne e degli asili nido con l’intento di promuovere
l’interculturalità, attraverso l’educazione dei bambini
alle relazioni interetniche e lo studio delle caratteristiche socio-politiche
ed economiche dei paesi da cui provengono i migranti quali le condizioni
di lavoro, i sistemi scolastici, le strutture familiari e i culti religiosi.
“La nostra - tiene a precisare Buttitta - è una Sicilia che
deve privilegiare la comunicazione interlinguistica e come società
ospite deve aiutare gli immigrati a superare i loro problemi di inserimento”.
Il Dipartimento ha assorbito gli Istituti di Scienze antropologiche e
geografiche, Storia antica e Archeologia, proseguendone l’attività
scientifica intorno alle tematiche su cui si è ormai creata una
solida tradizione di studi. Soprattutto spostando l’attenzione sul
territorio isolano nel suo ruolo di crocevia del Mediterraneo, costantemente
inserito nel contesto delle culture antiche dell’Africa settentrionale
e del Medio Oriente, senza le quali la comprensione delle civiltà
susseguitesi in Sicilia sarebbe rimasta priva di punti di riferimento.
“A questa tematica - spiega il professore Buttitta - abbiamo dedicato
una produzione editoriale articolata ed eterogenea. Annualmente pubblichiamo
diverse riviste tra cui ‘Mythos, Hormos, Thalassa e Kokalos’
oltre all’ ‘Archivio antropologico mediterraneo’ e alla
collana di saggi ‘Le vie dell’uomo. Quaderni dello sviluppo
locale’”. "Le nostre pubblicazioni - continua Buttitta
- accolgono un vasto corpus di argomenti, dagli studi sulla Sicilia antica,
alle ricerche riguardanti il Mediterraneo dalla preistoria fino alla fine
del mondo antico, passando per le ricerche di ambito storico-religioso
e i risultati degli scavi archeologici promossi dal Dipartimento non solo
sull’isola ma anche all’estero." La Sezione archeologica,
infatti, ha effettuato degli scavi in Libia in collaborazione con il Dipartimento
alle antichità di Tripoli e partecipa alla Missione archeologia
italiana a Tell-Mardikh-Ebla in Siria. "I materiali provenienti da
queste spedizioni e la relativa documentazione fotografica - conclude
Buttitta - contribuiscono ad arricchire le altre strutture del dipartimento
come il Servizio museografico, il Laboratorio universitario di scienze
archeologiche, l’Archivio fotografico e la diateca e il Laboratorio
antropologico ”.
Tra i progetti realizzati con successo si segnalano oltre alla collana
di saggi Himera, la ricerca sulle ceramiche di età romana ritrovate
in Sicilia e fondamentali per comprendere le dinamiche di mercato e la
produzione locale di questi manufatti che testimoniano l’autonoma
capacità imprenditoriale dell’isola in quel periodo; o lo
studio che va a ricostruire l’evoluzione e le caratteristiche della
civiltà dei Fenici attraverso l’analisi approfondita della
“Storia Universale” di Eforo di Cuma giunta sino a noi dal
IV secolo A.C. . Queste ricerche sono in linea con i raggruppamenti disciplinari
di cui si occupa il Dipartimento: Preistoria e Protostoria, Storia greca
e romana, Numismatica, storia delle religioni, Archeologia fenicio-punica,
Topografia antica e archeologia e storia dell’arte del vicino Oriente
antico.
Letizia Loiacono
(9 novembre 2004)
rev anme
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al n. 10 del 1/6/2001
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