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Inchiesta

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I medicinali generici sono quelli più soggetti agli aumenti
Farmaci, quando la salute costa cara
La recente polemica sul prezzo del latte in polvere ha sollevato il problema mai sopito dell'alto costo dei medicinali in Italia rispetto ai farmaci venduti nel resto d'europa. Un effetto positivo è stata la recente riduzione del 30 per cento del prezzo del latte artificiale, passato da 39 a 27 euro al chilogrammo

Curarsi? E' un lusso che ormai pochi in Italia possono permettersi. A confermare questa realtà è l'ultimo caso in ordine di tempo che ha sollevato la polemica sul caro medicinali, ovvero la denuncia sul prezzo del latte in polvere, che in Italia costa più del doppio rispetto ad altri paesi europei. Molti sono stati i genitori costretti a varcare i confini del nostro paese per acquistare il latte artificiale nelle farmacie svizzere o slovene a un prezzo più accessibile.
In Italia, infatti, i costi per i medicinali, dai prodotti specifici ai farmaci più comuni, vanno ben oltre la media europea. Le cifre parlano chiaro. I prezzi di molti farmaci di fascia C, ovvero a carico del cittadino, sono aumentati negli ultimi mesi in media dell'11,06 per cento. I rincari hanno coinvolto varie classi di medicinali, dai neurologici ai gastrointestinali, dai dermatologici a quelli cardiovascolari, fino agli oftalmici e agli antistaminici, lievitati del 20,3 per cento (fonte dati Istat).
"Purtroppo le categorie di farmaci più vendute - spiega Vincenzo Aleci, titolare della farmacia Mangogna di Salemi, in provincia di Trapani - sono anche quelle soggette agli aumenti maggiori. I cosiddetti Opc (parafarmaci) come antinevralgici, analgesici, antibiotici, preparati per tosse e raffreddori, vaccini e antistaminici rientrano nella classifica dei prodotti pù salati per i clienti".
Persino i farmaci di automedicazione, sempre secondo le indagini Istat, hanno registrato un rincaro del 7,4 per cento.
Più pragmatico Giuseppe Rubino, titolare di un'omonima farmacia sempre di Salemi (Tp): "I clienti sono liberi di scegliere tra l'offerta sanitaria. La nostra politica è di puntare sui farmaci generici, cioè medicinali che utilizzano un principio attivo di cui è scaduto il brevetto e che possono costare fino alla metà del corrispondente 'griffato'. Se il cliente decide di acquistare il farmaco 'di marca'" dovrà pagare la differenza".
"In effetti il costo dei medicinali generici è molto più contenuto - conferma Aleci - perchè ormai questi farmaci vengono prodotti e confezionati in base alle direttive e ai prezzi stabiliti dall'Unione europea. Il sovrapprezzo che applichiamo in farmacia è esiguo".
In realtà, però, l'Italia così come altri stati quali la Spagna e la Francia è ancora molto indietro nella adozione dei 'generici'. Così, se nel paese latino il mercato dei farmaci generici copre solo il sei per cento della spesa farmaceutica nazionale, in Francia e in Italia si fatica ad arrivare al tre per cento a fronte del ben più cospicuo 50 per cento della Germania e del 40 per cento in Inghilterra.

Letizia Loiacono

(12 novembre 2004)
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