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facoltà di Ingegneria

041030dipa
Mantenuti i contenuti e gli obiettivi del vecchio ordinamento
Ingegneria elettrica, al via la laurea specialistica
Più conoscenze per coordinare e realizzare progetti
Il coordinatore del corso, Angelo Campoccia, parla del piano di studi, che prevede dieci materie più due discipline a scelta. Tre gli indirizzi fondamentali del corso. Molti gli sbocchi lavorativi e i contatti con centri italiani e stranieri

E’ partito quest’anno il corso di laurea specialistica in Ingegneria elettrica. Obiettivo del corso è fornire ai giovani che hanno completato la laurea triennale le competenze necessarie non solo di inserirsi in un team di progettazione, ma anche per coordinare il lavoro di una squadra e realizzare progetti. Responsabile del corso è Angelo Campoccia che ha chiarito alcuni dei punti fondamentali del percorso formativo.
Quali materie avete scelto di approfondire nel corso dei due anni?
"Abbiamo tentato di mantenere i contenuti e gli obiettivi della laurea del vecchio ordinamento, anche se non è stato possibile colmare le lacune in matematica, che nel triennio viene svolta in maniera più sintetica".
Come avete impostato il piano di studi ?
"Il corso prevede dieci materie obbligatorie, più due discipline a scelta che caratterizzano il percorso di ogni studente, secondo uno dei tre indirizzi fondamentali: impianti elettrici, verifiche e collaudi, azionamenti elettrici. Il primo indirizzo comprende materie utili a programmare impianti elettronici, il secondo riguarda il controllo degli impianti sia al momento della realizzazione sia nela manutenzione quotidiana, mentre il terzo percorso
si occupa della programmazione e dell’utilizzo degli impianti automatizzati".
Quali competenze acquista chi prosegue gli studi con la laurea specialistica rispetto a chi segue solamente la laurea triennale?
"Il 'vecchio' ingegnere poteva affrontare vari problemi, sviluppare la ricerca e occuparsi anche di attività più semplici. Chi si laurea in tre anni, purtroppo, non può acquisire queste competenze, ma può inserirsi in un team di progettazione, pur dovendo maturare nell’industria o nell’università. Con la laurea specialistica invece i giovani possono svolgere anche funzioni di gestione".
Da quali facoltà possono provenire i giovani che scelgono questo indirizzo?
"Per frequentare questo corso occorrono una serie di conoscenze di base nel campo elettrico. Al momento i nostri laureati triennali non hanno debiti formativi e possono iscriversi tranquillamente. Dobbiamo ancora stabilire il numero e il tipo di materie che gli studenti di altri indirizzi devono conoscere per accedere alla laurea specialistica. Penso che i laureati in Ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni possano essere accolti".
Quali sbocchi occupazionali possono trovare gli ingegneri elettrici?
"I laureati in Ingegneria elettrica possono trovare risvolti importanti nella libera professione e in tutto ciò che riguarda la sicurezza della rete elettrica e la gestione dei sistemi di automazione semplici e complessi. L’ingegnere elettrico ha un ruolo importante nelle attività relative a impianti industriali e di uso quotidiano. Altri sbocchi lavorativi riguardano le aziende con una rete elettronica da gestire e controllare periodicamente, ma anche la ricerca di soluzioni innovative nell’ambito dell'energia elettrica".
Quali collegamenti avete attivato sia per attività di tirocinio sia per agevolare l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro?
"Già durante i tre anni della laurea breve sono previsti periodi di tirocinio presso aziende come l’Enel, l’Italtel, la MT Microelectronics e altre piccole e medie imprese siciliane. Tutti i docenti che fanno capo a Ingegneria elettrica fanno parte del gruppo nazionale di coordinamento per gli studi elettrici del Cnr, che gestisce tutte le attività relative alla ricerca degli impianti elettrici. Siamo anche legati al Comitato elettrotecnico italiano che si occupa della sicurezza degli impianti. Infine abbiamo relazioni internazionali con l’America latina nel campo delle macchine elettriche e una serie di rapporti, di attività di ricerca e studio con altre università italiane".
Chiara Di Pasquale
rev damo

(30 ottobre 2004)

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