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Cosa Nostra controlla appalti e s’infiltra nelle amministrazioni locali
Antimafia, Centaro: "A Trapani una situazione allarmante"
Amara constatazione del presidente dell’organo parlamentare alla fine dei tre giorni di audizioni dedicate agli intrecci tra mafia e politica. Nell'occhio del ciclone anche i lavori per l'America's Cup, che porteranno investimenti per oltre 60 milioni di euro

Tremila affiliati a Cosa Nostra, boss latitanti, pericolose ingerenze mafiose nelle amministrazioni locali e nella gestione degli appalti pubblici. Questo il preoccupante quadro della città di Trapani e della sua provincia, venuto fuori dalla tre giorni di audizioni della commissione parlamentare Antimafia, ritornata dopo cinque anni nella città siciliana.
“In questi tre giorni - ha dichiarato Roberto Centaro, presidente della Commissione - è emerso un quadro allarmante sulla forza di Cosa Nostra nel trapanese. Se a tutto questo - ha proseguito - aggiungiamo i processi contro i funzionari degli enti pubblici e contro gli esponenti della vecchia politica, è ancora più chiaro il rischio delle infiltrazioni mafiose”. E anche se maggioranza e opposizione all'interno della Commissione si sono trovate unite nel definire “inquietante” il modo in cui la mafia condiziona la vita politica e l’economia della provincia, non sono comunque mancati i motivi di scontro. Su tutti il nodo degli appalti pubblici, in questi giorni tornato alla ribalta -proprio a Trapani - con l’arresto di Filippo Messina, funzionario del Comune che ha poi confessato di aver preso parte al sistema di spartizione delle gare. La polemica è stata innescata da alcune dichiarazioni del deputato Giuseppe Lumia: “Il sindaco di Trapani - ha affermato l’esponente dei Ds - ha sminuito la figura di Messina. A noi risulta invece che avrebbe dovuto gestire gli appalti dell’America’s Cup - la manifestazione sportiva di vela che nel settembre del 2005 farà tappa a Trapani e che porterà investimenti per 60 milioni di euro”. Dura la reazione del sindaco, Girolamo Fazio: “Lumia - ha affermato - preferisce avere la verità che gli fa comodo, io stesso ho richiesto che a gestire gli appalti di competenza comunale fosse la Protezione civile, il prefetto o l’autorità portuale”.
In ogni caso resta il quadro drammatico di una provincia, più volte definita lo “zoccolo duro” di Cosa Nostra, dove il confine tra ciò che è lecito e ciò che non lo è diventa sempre più sfumato e dove, cosa ancor più grave, non si registra alcun risveglio di coscienze civili da parte dei cittadini.
Salvatore Cataldo

rev cave
(29 ottobre 2004)


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