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041029scat
Cosa Nostra
controlla appalti e s’infiltra nelle amministrazioni locali
Antimafia, Centaro: "A Trapani una situazione allarmante"
Amara constatazione del presidente dell’organo parlamentare
alla fine dei tre giorni di audizioni dedicate agli intrecci tra mafia e
politica. Nell'occhio del ciclone anche i lavori per l'America's Cup, che
porteranno investimenti per oltre 60 milioni di euro
Tremila
affiliati a Cosa Nostra, boss latitanti, pericolose ingerenze mafiose
nelle amministrazioni locali e nella gestione degli appalti pubblici.
Questo il preoccupante quadro della città di Trapani e della sua
provincia, venuto fuori dalla tre giorni di audizioni della commissione
parlamentare Antimafia, ritornata dopo cinque anni nella città
siciliana.
“In questi tre giorni - ha dichiarato Roberto Centaro, presidente
della Commissione - è emerso un quadro allarmante sulla forza di
Cosa Nostra nel trapanese. Se a tutto questo - ha proseguito - aggiungiamo
i processi contro i funzionari degli enti pubblici e contro gli esponenti
della vecchia politica, è ancora più chiaro il rischio delle
infiltrazioni mafiose”. E anche se maggioranza e opposizione all'interno
della Commissione si sono trovate unite nel definire “inquietante”
il modo in cui la mafia condiziona la vita politica e l’economia
della provincia, non sono comunque mancati i motivi di scontro. Su tutti
il nodo degli appalti pubblici, in questi giorni tornato alla ribalta
-proprio a Trapani - con l’arresto di Filippo Messina, funzionario
del Comune che ha poi confessato di aver preso parte al sistema di spartizione
delle gare. La polemica è stata innescata da alcune dichiarazioni
del deputato Giuseppe Lumia: “Il sindaco di Trapani - ha affermato
l’esponente dei Ds - ha sminuito la figura di Messina. A noi risulta
invece che avrebbe dovuto gestire gli appalti dell’America’s
Cup - la manifestazione sportiva di vela che nel settembre del 2005 farà
tappa a Trapani e che porterà investimenti per 60 milioni di euro”.
Dura la reazione del sindaco, Girolamo Fazio: “Lumia - ha affermato
- preferisce avere la verità che gli fa comodo, io stesso ho richiesto
che a gestire gli appalti di competenza comunale fosse la Protezione civile,
il prefetto o l’autorità portuale”.
In ogni caso resta il quadro drammatico di una provincia, più volte
definita lo “zoccolo duro” di Cosa Nostra, dove il confine
tra ciò che è lecito e ciò che non lo è diventa
sempre più sfumato e dove, cosa ancor più grave, non si
registra alcun risveglio di coscienze civili da parte dei cittadini.
Salvatore Cataldo
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cave
(29 ottobre 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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