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Scienze Matematiche,
Fisiche e Naturali |
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A Petralia
il 5° convegno della rete europea di parchi geologici
Anche un museo interattivo nel Geopark delle Madonie
All'iniziativa ha collaborato pure il dipartimento
di Geologia e geodesia dell’Università di Palermo, che
ha lavorato inoltre a una guida rivolta ai visitatori. Abbiamo incontrato
Valerio Agnesi, direttore dell'Istituto: "L’obiettivo è quello
di riuscire a sfruttare tutte le opportunità per creare uno sviluppo sostenibile"
Parte
oggi a Petralia Sottana il quinto Congresso europeo dei Geopark. L’evento
è organizzato dall’Ente Parco delle Madone e include, con
la collaborazione, tra gli altri, del dipartimento di Geologia e geodesia
dell’Università di Palermo.
Il direttore del dipartimento, Valerio Agnesi (nella foto), e buona parte
del personale docente hanno lavorato come supporto per
tutte
le attività che si svolgeranno nei tre giorni del congresso. Tra
gli appuntamenti, grande attenzione per l’inaugurazione del primo
sentiero geologico sulle Madonie e del museo a Petralia Sottana.
Perché sono così importanti i Geopark?
I geopark sono dei parchi o delle aree protette che hanno delle valenze
di carattere geologico. Il network europeo è nato nel 2000 durante
un congresso all’isola di Lesbo dove è stato sottoscritto
uno statuto. In questo documento sono inseriti i compiti principali
della
rete come quello di custodire e valorizzare le valenze geologiche del
territorio e far sì che questi aspetti diventino elementi di sviluppo.
Tutto questo tramite attività come i corsi di formazione, educazione
ambientale e il coinvolgimento delle realtà locali. L’obiettivo
è quello di riuscire a sfruttare tutte le opportunità per
creare uno sviluppo sostenibile. Quest’anno il quinto meeting si
volge qui a Petralia Sottana presso l’ex convento dei Padri Riformati.
E’ prevista la partecipazione dei delegati di tutti i parchi
europei e di una delegazione cinese per parlare del network dei Geopark
esistente
in quel territorio, così il meeting avrà anche una valenza
di scambio culturale tra Europa ed Asia.
Di cosa si discuterà a Petralia?
La tre giorni è suddivisa in tre sessioni. Una riguarda i geoparchi
e lo sviluppo sostenibile, un’altra i geoparchi e le comunicazioni,
e la terza l’attività del geopark e le prospettive future.
In questa sessione si presenteranno dei parchi che vorrebbero entrare
a far parte del network.
Qual è stato il ruolo del dipartimento?
Abbiamo realizzato una guida geologica del parco delle Madonie. E’
una guida esaustiva, e abbiamo fatto uno notevole sforzo cercando
di scriverla in un linguaggio molto comprensibile. Abbiamo, anche, individuato
un sentiero geologico sulle Madonie, redatto la guida al sentiero e individuato
i punti più importanti per i visitatori. L’Ente Parco ne
ha curato la sistemazione logistica con l’istallazione di segnali
e tabelloni su nostre indicazioni. Il sentiero si sviluppa nella parte
centrale del parco da Piano Battaglia fino a Portella Colla, nella zona
centrale delle Madonie ed è lungo circa cinque Km, all’interno
del suo percorso sono visibili delle rocce di notevole importanza
e diversi
affioramenti di coralli.
Sono previste altre iniziative?
Sì, oggi inauguriamo il museo geologico del
geoparco presso i locali dell’ex carcere. Un progetto di grande
rilievo, si tratta infatti di un
museo innovativo: abbiamo puntato molto a delle istallazioni
di tipo
interattivo
che coinvolgono direttamente il visitatore. Non c’è la sola
esposizione di rocce fossili ma anche un plastico che ricostruisce le
varie zone di deposizione delle rocce che costituiscono la morfologia
delle Madonie e premendo un tasto si illuminano i vari campioni di roccia.
Ci sono, inoltre, delle lavagne per spiegare la deriva dei continenti.
All’interno del museo è prevista un’area per la proiezione
di un filmato di cinque minuti contenente la storia geologoca delle
Madonie
e della Sicilia. Speriamo che questa struttura
diventi anche un punto di riferimento e di aggregazione per i turisti
perché
il parco non ha un centro di accoglienza e quindi la galleria potrebbe
supplire a questa mancanza.
Alessndro Baglieri
(29 ottobre 2004)
rev
sage
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al n. 10 del 1/6/2001
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