Testata giornalistica dell'Università degli Studi di Palermo. - ateneo@unipa.it


www.ateneonline.info
portale d'informazione
dell'Università degli Studi
di Palermo

LE SEZIONI


Notiziario

>Esteri

>Interni

>Sicilia

>Palermo

>Sport e tempo libero

>News

>L'edicola online

>Rassegna stampa

>I grandi temi



Approfondimenti - convegni e congressi- Economia

041025scatAP
Una ricerca: "Seguire subito le ultime tendenze del mercato"
Turismo, per la Sicilia un mancato decollo da "sfruttare"
Nel 2003, con i suoi 4 milioni di viaggiatori, la Sicilia è stata la decima regione italiana per presenze turistiche e la seconda nel Mezzogiorno. Un motore che funziona, ma certamente non a pieno regime, se si pensa ai ritardi nelle infrastrutture e nella capacità di ricezione. Il dato è emerso in uno studio effettuato dall'Università Cattolica di Milano, in collaborazione con i tre Atenei siciliani. Nel volume anche un saggio di Pietro Busetta, docente alla facoltà di Economia di Palermo

Sfruttare il ritardo che la Sicilia sconta nel processo di sviluppo del sistema turistico. Un settore con un mercato sempre più variegato e in continua evoluzione. Puntare sulla complementarietà tra l’offerta turistica basata sul “fattore mare” e quella di marca prettamente culturale.
Sono queste le conclusioni a cui si è arrivati martedì sera, a villa Malfitano, in occasione della presentazione del libro Lo sviluppo del turismo in Sicilia. Il volume racchiude una ricerca, condotta dall’Università Cattolica di Milano, insieme alle Università di Palermo, Catania e Messina, per conto del Credito Siciliano, che porta avanti un’analisi sullo stato di salute del turismo nella regione. “Il libro, partendo dallo studio dei flussi turistici internazionali registratisi negli ultimi anni, cerca di spiegare perché la Sicilia, una regione dalle straordinarie potenzialità, stia registrando uno sviluppo così limitato nel settore”. Queste le parole di Roberto Zoboli, dell’Università Cattolica, che ha poi continuato: “Il passo successivo della nostra ricerca ci ha portato a segnalare quali possano essere gli elementi su cui far leva per una crescita adeguata, sia quantitativamente che qualitativamente, del turismo siciliano”.
Non si parla di un settore in crisi: la Sicilia infatti nel 2003, con i suoi 4 milioni di viaggiatori, è stata la decima regione italiana per presenze turistiche e la seconda nel Mezzogiorno. Inoltre siamo in presenza di un comparto che cresce più rapidamente degli altri (+ 7,6 per cento nel 2003). Un motore che funziona, ma certamente non a pieno regime, se si pensa che l’isola sconta ancora dei ritardi su diversi campi: su tutti le infrastrutture (in particolar modo strade e ferrovie) e la capacità di ricezione (soltanto il 2,6 per cento delle strutture alberghiere italiane si trova nella in Sicilia). Grandi potenzialità dunque, ma manca il vero e proprio “decollo”.
Quali sono allora gli input che la nostra regione può attivare per poter competere in un settore che, entro il 2010, dovrebbe registrare nel vecchio continente qualcosa come 527 milioni di presenze, molte delle quali saranno concentrate nel Mediterraneo? Due le direttrici di marcia tracciate dalla ricerca. “Il ritardo che oggi, sul piano turistico, c'è in Sicilia - ha sottolineato Roberto Cellini, dell’Università di Catania - può paradossalmente offrire la possibilità alla nostra regione di attuare un processo di sviluppo di questo settore che tenga conto delle ultime tendenze del mercato nazionale ed internazionale. Tutto ciò è realizzabile, ma bisogna agire velocemente”.
Dello stesso parere anche Pietro Busetta (nella foto), ordinario di Statistica economica all'Università di Palermo, che traccia inoltre una via ben precisa: "Il turismo verso cui deve indirizzarsi la nostra regione - scrive l'esperto nel saggio 'Aspetti statistici del turismo in Sicilia' contenuto nel volume - non deve certamente ricalcare il modello-Rimini, con località prese d'assalto e un numero spropositato di alberghi. Bisogna puntare sulle case albergo e sugli agriturismi, richiamando un tipo di clientela intelligente e rispettosa delle nostre bellezze naturali".
Il passo successivo, secondo la ricerca, deve consistere nel rendere complementari nell’offerta turistica due settori che fino a questo momento sono stati visti soltanto in un'ottica alternativa: le bellezze naturali e il patrimonio artistico. “La chiave di volta sta nella differenziazione di un’unica proposta turistica - ha evidenziato ancora Cellini -. Bisogna inoltre evitare la contrapposizione tra il turismo di massa e quello d’elites, puntando tutto sulla qualità”.
E di qualità, oltre che della necessità di riformulare il sistema turistico siciliano, ha parlato anche Fabio Granata, assessore regionale al Turismo, Comunicazioni e trasporti. “La nostra regione - ha evidenziato - deve riuscire a sfruttare a pieno tutte le sue potenzialità cercando di destagionalizzare il suo turismo. Inoltre - ha concluso - la scommessa si gioca non solo sul grande patrimonio artistico e culturale, sul quale la Sicilia non teme confronti, ma anche sulla qualità dei servizi offerti”.
Salvatore Cataldo


(29 ottobre 2004)
rev manu / sage


> torna alla Prima Pagina


Ateneonline
(www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina