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Cultura e spettacolo |
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041028giol
Inferiore
all'attesa il film sponsorizzato da Tarantino
Hero, dalla Cina con poco furore
Il nuovo lavoro di Zhang
Yimou, il regista di Lanterne Rosse, eccede negli effetti speciali
e nelle scene al rallenti, fallendo così nel
tentativo di coniugare vecchio e moderno. Ottima invece la fotografia e
il montaggio, costruito attraverso "falsi" flashback. Nel ruolo
del protagonista la star orientale, Jet Li
Un biglietto da visita ottimo ma non pienamente
giustificato. Hero, diretto da Zhang Yimou (lo stesso regista di Lanterne
Rosse), pur avendo avuto in Quentin Tarantino uno sponsor d'eccezione, è un
film di buon livello, ma che sicuramente non passerà alla storia.
Ambientato nella Cina di duemila anni fa divisa in sette regni, Hero narra di Senza Nome, spadaccino dalle doti formidabili, giunto al cospetto
del sovrano di Qin per raccontargli come ha sconfitto Spada Spezzata,
Cielo e Neve Che Vola, i tre guerrieri che per molto tempo hanno minacciato
la vita del monarca. Il re di Qin sospetta però che dietro il
racconto di Senza Nome si nasconda qualcosa e i fatti gli daranno ragione.
Zhang Yimou realizza un film dalla trama affascinante, fatto di combattimenti
alla Matrix e atmosfere riprese da La Tigre e il Dragone. Campi lunghi
e slow motion sono gli elementi stilistici più ricorrenti, ma
se da un lato riescono a tratteggiare il senso mitico del racconto, dall'altro
finiscono per rendere alcuni tratti del lungometraggio piuttosto noiosi.
Apprezzabile invece la scelta di caratterizzare alcune scene con colori
a tinte unite. E' il caso del verde che fa da sfondo al duello tra Spada
Spezzata e il re di Qin, o del giallo, che lentamente si trasforma in
rosso, in cui sono avvolte Neve Che Vola e Luna. L'utilizzo di "falsi" flashback
per rendere più avvincente la storia e disorientare lo spettatore è l'altra
opzione vincente di Yimou, che si conferma così un regista dalle
grandi qualità. Il cast, che ha la sua punta di diamante in Jet
Li (Senza Nome), protagonista di The One e Romeo deve morire, è tutto
sommato all'altezza della situazione ma il vero difetto di Hero sta nel
tentativo, mal riuscito, di coniugare vecchio e moderno, con un eccesso
di effetti speciali che stona in modo piuttosto evidente con il resto
del contesto.
Giorgio La Bruzzo
rev nomi/cave
(28 ottobre 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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