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Approfondimento

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Ora spopolano anche ginnastica, equitazione e lancio del giavellotto
Le Olimpiadi 2004 "laureano" gli sport minori
Una delle novità dei giochi di Atene è stato il successo di molte discipline prima trascurate perchè non facevano audience. Il preside della facoltà di Scienze motorie, Giuseppe Liotta, spiega quali sono i motivi per cui queste attività sono poco praticate e come promuoverle

Le Olimpiadi 2004 di Atene si sono svolte nel segno del ritorno alla tradizione, ma hanno anche messo alla luce alcuni aspetti nuovi. In particolare, le discipline tradizionalmente trattate come “sport minori” sono state seguite se non da una massa di persone almeno da un significativo numero di spettatori. Con il preside della facoltà di Scienze motorie, Giuseppe Lotta, abbiamo discusso di questo fenomeno.
Qual è la definizione più corretta di “sport minore”?
Questo termine può avere due accezioni. In primo luogo, possiamo considerare come discipline più importanti quelle che hanno un maggiore pubblico, come il calcio, il basket, il ciclismo e la Formula 1. Oppure si può parlare di sport minori in relazione al numero di praticanti e di tesserati alle varie federazioni sportive. Questa seconda definizione a mio parere è quella più corretta. Inoltre bisogna considerare che lo sport deve essere funzionale alla tutela della salute, per cui si possono considerare minori le discipline che contribuiscono meno di altre alla tutela della salute.
Nell’ambito dei giochi olimpici possiamo annoverare la ginnastica, l’equitazione ma anche gli sport acquatici, dal nuoto ai tuffi, al canottaggio. .
Come mai questi sport hanno pochi praticanti?
Non essendo pubblicizzati molto, sono anche poco conosciuti, poco appetibili e mancano anche le strutture. Inoltre spesso vi sono problemi non indifferenti, relativi ai costi, come nella vela, e all’organizzazione. Non bisogna dimenticare, infine, che sport come il canottaggio comportano un notevole sforzo fisico.
Cosa si può fare per farli amare e conoscere al grande pubblico?
Già nelle scuole primarie e secondarie i professori dovrebbero trasmettere agli alunni l’amore per questi sport, esaltandone il valore educativo. Il problema riguarda anche i programmi ministeriali. Dopo la caduta del fascismo, che esaltava lo sport, c’è stato un calo, c’è stata quasi un’avversione nei confronti delle discipline sportive. Poi, a poco a poco, i valori sportivi sono stati recuperati. E’ importante anche mettere in rilievo i benefici che lo sport ha sulla salute psicofisica, e pubblicizzarli maggiormente. Lo sport, inoltre, viene incrementato dalla presenza di grande campioni. Per esempio lo sci era molto più seguito quando c’erano Alberto Tomba e Deborah Compagnoni.
Quale ruolo può avere la vostra facoltà nell’incrementare il numero di praticanti?
Stiamo cercando di incrementare gli sport acquatici, soprattutto il canottaggio, la vela, il surf e lo sci nautico. Stiamo cercando di attuare un programma per attirare più studenti, considerando che abbiamo il mare, un clima che permette di praticare le discipline tutto l’anno che altrove mancano e dobbiamo approfittarne.
Ritiene che lo sport possa contribuire a migliorare i rapporti tra i popoli e la condizione dei diritti umani, soprattutto in Paesi come la Cina che ospiterà la prossima edizione dei giochi?
Alcuni studi di economia hanno mostrato che quando i riflettori di tutto il mondo vengono puntati sui Paesi che hanno organizzato le Olimpiadi la società beneficia di effetti positivi. Tuttavia c’è grande autonomia nelle federazioni sportive. Il Sudafrica è stato escluso dai giochi olimpici quando praticava l’apartheid. Nel caso della Cina, il Comitato internazionale olimpico ha ritenuto che vi siano garanzie sufficienti per lo svolgimento delle prossime Olimpiadi.
Chiara Di Pasquale
rev. anme

(28 ottobre 2004)

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