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Cronaca universitaria |
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041027scat
Approvata
una mozione in Consiglio di facoltà
Ddl Moratti, Ingegneria pronta
a sospendere le attività
Studenti e docenti: "Continueremo la protesta
se dovesse riprendere l'iter parlamentare della riforma. Auspichiamo
che il governo adotti provvedimenti adeguati alle effettive ed indifferibili
esigenze dell’Università statale italiana". Il documento
denuncia inoltra "la mancata immissione
in servizio dei vincitori di pubblici concorsi" Se
il Ddl Moratti dovesse riprendere l'iter parlamentare nella sua forma
attuale o in forma "ritenuta lesiva"
le attività didattiche saranno sospese. E' la posizione di studenti
e docenti di Ingegneria dell'Università di Palermo, contenuta
in una mozione votata dal Consiglio della
Facoltà il 21 ottobre, in cui i promotori spiegano che "fanno
proprie le lettere aperte precedentemente presentate dai docenti afferenti
a
diversi
dipartimenti
della Facoltà e le preoccupazioni espresse dalla
Crui e dai Senati accademici di numerose università statali
italiane".
Studenti e professori, si legge inoltre nella mozione, intendono anche avviare
dei tavoli tecnici e di confronto "al fine di sensibilizzare
tutte le componenti del mondo accademico e di elaborare proposte atte
a contrastare il fenomeno del precariato accademico".
Il documento, oltre ad esprimere il dissenso del Consiglio di Facoltà
nei confronti del disegno di legge, denuncia poi "la mancata
immissione in servizio dei vincitori di pubblici concorsi". La mozione
sottolinea inoltre "la grave crisi finanziaria" in
cui versano gli atenei italiani. Questi, secondo il documento, vedrebbero
sempre
più ridotte
le risorse economiche disponibili, a fronte dell'aumento di offerta
formativa
dovuto all'attivazione del nuovo ordinamento. Critiche anche per l'esiguità
dei fondi destinati alla ricerca che, secondo la mozione, metterebbe
a rischio "l'avanzamento delle conoscenze e l'alta formazione negli
atenei", favorendo gli istituti extra-universitari e i soggetti
privati.
"Si auspica - conclude il documento - che tale azione di protesta possa
contribuire ad indurre il governo, anche in relazione alla posizione
assunta dalla
Crui, ad
adottare provvedimenti realmente adeguati alle effettive ed indifferibili
esigenze dell’Università statale italiana".
Salvatore Cataldo
(27 ottobre 2004)
rev
frad / sage
(nella foto l'edificio 7,
sede della presidenza di Insegneria, nella Città universitaria)
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