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Negli ultimi otto anni oltre 1400 i suicidi per insolvenza
Usura: troppe le vittime, poche le denunce
Bassissima l’emersione del fenomeno: solo due casi su cento vengono portati all’attenzione delle Prefetture. Molti temono ancora le rappresaglie dei propri aguzzini. Le categorie più colpite sono i professionisti i cui redditi sono crollati e le imprese alle quali le banche hanno ristretto le linee di credito

Millequattrocentodiciannove è il numero dei suicidi per usura e insolvenza registrato negli ultimi otto anni in Italia dal Centro studi documentazione giuridica. Un dato spaventoso, che porta alla luce uno degli aspetti più oscuri causati dalle attività della criminalità organizzata. Secondo i dati pubblicati in un dossier del Sindacato nazionale antiusura e tutela dei consumatori (Snarp) risulterebbe che il maggiore numero di suicidi , circa 661, si concentrano al Sud e nelle Isole, contro i 312 dell’Italia settentrionale e i 446 del Centro. La regione più colpita è il Lazio con quasi 130mila casi negli ultimi cinque anni, seguita dalla Campania (poco meno di 90mila vittime) e poi Lombardia, Sicilia e Puglia. Nello scorso anno le vittime dell’usura sono state oltre 115mila, con un aumento del venti per cento rispetto al 2002.
Ancora più preoccupante il numero delle denunce. Si stima che in cinque anni le vittime di usura siano state 683mila, ma solo diecimila i casi denunciati. Le cose non vanno meglio a Palermo. Lo scorso maggio una vedova ex dipendente dello Stato ha avuto il coraggio di denunciare il proprio aguzzino, al quale aveva versato negli ultimi cinque anni 50mila euro di interessi su un prestito iniziale di mille euro, per un tasso annuale del 120 per cento. La sua denuncia, supportata da un filmato girato dalla donna stessa, ha consentito alla guardia di finanza, alcuni giorni fa, di arrestare l’usuraio ma sembra trattarsi di un caso isolato. “Se dovessimo fermarci alle 42 denunce presentate quest’anno - ha dichiarato il procuratore aggiunto del capoluogo siciliano, Roberto Scarpinato - potremmo dire che a Palermo il fenomeno dell’usura è praticamente inesistente, ma sappiamo bene che non è così. Siamo ancora lontani dall’emersione”.
Le categorie più colpite dal fenomeno dell’usura sono i professionisti i cui redditi sono crollati e le imprese alle quali le banche hanno ristretto le linee di credito. Senza dimenticare la gente comune, che magari ha qualche difficoltà ad arrivare alla fine del mese e si rivolge a chi, con troppa facilità, presta del denaro a interessi elevati. Il metodo più utilizzato è quello del “cambio-assegni”. L’usuraio presta una certa cifra alla vittima che in cambio firma un assegno postdatato con la somma ricevuta incrementata del tasso d’interesse. Di solito la scadenza è mensile ma quasi mai si è in grado di onorare il debito e si è costretti a firmare assegni sempre più cospicui. La paura di essere denunciati alle banche per insolvenza o di altre forme di rappresaglia ferma le vittime dal rivolgersi alle Prefetture, consentendo al fenomeno di proliferare senza alcun disturbo. Si tratta di un crimine che va combattuto dal basso e in Italia sono presenti oltre trenta Fondazioni antiusura riconosciute ed iscritte nell’apposito elenco tenuto dal Ministero del Tesoro. Questi organismi svolgono un’importante attività di solidarietà e di assistenza nei confronti di chi vive una situazione economica difficile, cercando di favorire un più facile accesso al credito. Controllare le proprie spese e avere il coraggio, laddove il reddito non fosse più sufficiente, di cambiare il proprio stile di vita rimangono comunque i primi passi da compiere per non cadere in un vortice spesso letale.

Giorgio La Bruzzo
(26 ottobre 2004)

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