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041026giol
Negli
ultimi otto anni oltre 1400 i suicidi per insolvenza
Usura: troppe le vittime, poche le denunce
Bassissima l’emersione del fenomeno: solo due casi su cento vengono
portati all’attenzione delle Prefetture. Molti temono ancora le rappresaglie
dei propri aguzzini. Le categorie più colpite sono i professionisti
i cui redditi sono crollati e le imprese alle quali le banche hanno ristretto
le linee di credito
Millequattrocentodiciannove
è il numero dei suicidi per usura e insolvenza registrato negli
ultimi otto anni in Italia dal Centro studi documentazione giuridica.
Un dato spaventoso, che porta alla luce uno degli aspetti più oscuri
causati dalle attività della criminalità organizzata. Secondo
i dati pubblicati in un dossier del Sindacato nazionale antiusura e tutela
dei consumatori (Snarp) risulterebbe che il maggiore numero di suicidi
, circa 661, si concentrano al Sud e nelle Isole, contro i 312 dell’Italia
settentrionale e i 446 del Centro. La regione più colpita è
il Lazio con quasi 130mila casi negli ultimi cinque anni, seguita dalla
Campania (poco meno di 90mila vittime) e poi Lombardia, Sicilia e Puglia.
Nello scorso anno le vittime dell’usura
sono state oltre 115mila, con un aumento del venti per cento rispetto
al 2002.
Ancora più preoccupante il numero delle denunce. Si stima che in
cinque anni le vittime di usura siano state 683mila, ma solo diecimila
i casi denunciati. Le cose non vanno meglio a Palermo. Lo scorso maggio
una vedova ex dipendente dello Stato ha avuto il coraggio di denunciare
il proprio aguzzino, al quale aveva versato negli ultimi cinque anni 50mila
euro di interessi su un prestito iniziale di mille euro, per un tasso
annuale del 120 per cento. La sua denuncia, supportata da un filmato girato
dalla donna stessa, ha consentito alla guardia di finanza, alcuni giorni
fa, di arrestare l’usuraio ma sembra trattarsi di un caso isolato.
“Se dovessimo fermarci alle 42 denunce presentate quest’anno
- ha dichiarato il procuratore aggiunto del capoluogo siciliano, Roberto
Scarpinato - potremmo dire che a Palermo il fenomeno dell’usura
è praticamente inesistente, ma sappiamo bene che non è così.
Siamo ancora lontani dall’emersione”.
Le categorie più colpite dal fenomeno dell’usura sono i professionisti
i cui redditi sono crollati e le imprese alle quali le banche hanno ristretto
le linee di credito. Senza dimenticare la gente comune, che magari ha
qualche difficoltà ad arrivare alla fine del mese e si rivolge
a chi, con troppa facilità, presta del denaro a interessi elevati.
Il metodo più utilizzato è quello del “cambio-assegni”.
L’usuraio presta una certa cifra alla vittima che in cambio firma
un assegno postdatato con la somma ricevuta incrementata del tasso d’interesse.
Di solito la scadenza è mensile ma quasi mai si è in grado
di onorare il debito e si è costretti a firmare assegni sempre
più cospicui. La paura di essere denunciati alle banche per insolvenza
o di altre forme di rappresaglia ferma le vittime dal rivolgersi alle
Prefetture, consentendo al fenomeno di proliferare senza alcun disturbo.
Si tratta di un crimine che va combattuto dal basso e in Italia sono presenti
oltre trenta Fondazioni antiusura riconosciute ed iscritte nell’apposito
elenco tenuto dal Ministero del Tesoro. Questi organismi svolgono un’importante
attività di solidarietà e di assistenza nei confronti di
chi vive una situazione economica difficile, cercando di favorire un più
facile accesso al credito. Controllare le proprie spese e avere il coraggio,
laddove il reddito non fosse più sufficiente, di cambiare il proprio
stile di vita rimangono comunque i primi passi da compiere per non cadere
in un vortice spesso letale.
Giorgio La Bruzzo
(26 ottobre 2004)
rev rosi/damo
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al n. 10 del 1/6/2001
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