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Notiziario
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Si voterà la mattina del 5 novembre Elezioni per il nuovo preside, dibattito a Ingegneria ll 22 ottobre si è tenuto l'ultimo confronto tra i due candidati, che hanno discusso del numero di materie, del vecchio ordinamento e dell'apertura alle imprese. Francesco La Mantia ha puntato sul decentramento, mentre Santi Rizzo, preside uscente, ha parlato del politecnico e del riordino della Facoltà Decisa
la data per le elezioni del nuovo preside di Ingegneria. Le votazioni si
svolgeranno la mattina del 5 novembre secondo quanto stabilito nell'incontro
del 22 ottobre in viale delle Scienze, alla presenza dei candidati, Santi
Rizzo e Francesco La Mantia, di alcuni docenti e dei rappresentanti degli
studenti. Durante quest'ultimo incontro Giovanni Fatta ha chiesto l'opinione dei candidati su alcuni temi di attualità nel modno accademico, tra questi il ritorno di Giurisprudenza al piano di studi quinquennale e l'alto numero di supplenze, più di 500, nella facoltà di Ingegneria. "Il nuovo ordinamento - ha risposto Santi Rizzo - è frutto delle libere decisioni dei consigli dei corsi di laurea. Bisognerebbe scegliere le materie essenziali". Umberto La Commare ha sottolineato nel cosro del dibattito che "gli ingegneri trovano lavoro per lo più fuori dall'isola. Bisognerebbe trovare più forme di interazione con il territorio e semplificare i percorsi formativi". La Mantia ha ribadito quanto detto da La Commare. Il preside Rizzo, invece, ha ricordato che Ingegneria si è aperta alle industrie con l'Industrial Liason Office, che con l'attività di ricerca consente alle imprese di aumentare l'innovazione, e con i tirocini: "Cinque anni fa i posti disponibili erano 22, oggi sono 340". Alla discussione ha partecipato anche la componente studentesca. Giovanni Lo Bello ha letto una relazione degli studenti, domandando ai docenti perché si siano candidati e "come intendano esaurire il vecchio ordinamento". Gli iscritti del vecchio ordinamento dovranno laurearsi e sostenere l'esame di stato entro il 2006, per iscriversi all'albo degli ingegneri. Lo Bello ha continuato dicendo che i corsi di recupero, sostenuti dagli studenti, sono insufficienti per tutti, e ha chiesto di studiare un metodo per evitare che si formi una nuova categoria di fuori corso nel passaggio al "nuovissimo" ordinamento. La Mantia ha spiegato che la decisione di candidarsi deriva da "una scarsa capacità dell'attuale gestione" di trasferire "a giunta, consigli e dipartimenti le funzioni che leggi e statuto permettono di decentrare". Il docente ha parlato di "cogestione" per "responsabilizzare" tutti e dare al preside più tempo per i colleghi e gli studenti, affermando di voler semplificare il passaggio al nuovissimo ordinamento, pur non avendo "ricette tecniche" . Il preside uscente Rizzo ha ricordato la fatica di organizzare il nuovo ordinamento, "pena l'uscita della facoltà dal suo ruolo di alta formazione". Il preside ha fatto notare che i laureati per ogni anno sono raddoppiati, mentre il numero degli iscritti è rimasto costante. "Questo dimostra che non c'è stata disorganizzazione né disagio, solo più carico sui docenti. Ho deciso di ricandidarmi - ha aggiunto - per concludere l'attività intrapresa, soprattutto con il politecnico e il riordino della Facoltà". Santi Rizzo ha ricordato che "per alleggerire la pressione sui corsi più richiesti si è attivata la collaborazione con i consorzi, attingendo risorse aggiuntive per il personale di ruolo". Per i fuori corso, il preside si è impegnato "a organizzare i corsi di recupero evitando sovrapposizioni con altre attività", e si è mostrato favorevole alla creazione di deleghe, soprattutto per la vivibilità della Facoltà e per l'internazionalizzazione, cioè il riconoscimento dei titoli di studio da parte delle università straniere. Chiara Di Pasquale rev. damo (23 ottobre 2004)
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