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Convegni e congressi
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041020aldo
Convegno a Palermo su "Comunicare
il Terzo settore"
Società
civile, il ruolo delle organizzazioni sociali:
"Sono
più numerose e danno risposte concrete"
’L'importanza delle
Ops, le organizzazioni di privato sociale a livello nazionale. Questo
il tema della prima sessione di lavori al
convegno nazionale su Comunicare il Terzo settore a Palermo e nella
emergente società in rete. Docenti e studiosi insieme per analizzare
un fenomeno ancora poco visibile ma in via di sviluppo
“Il Terzo settore è l’aspetto organizzato della società
civile”. Con queste parole Stefano Martelli, docente alla facoltà
di Scienze della Formazione dell’Università di Palermo, riassume
l’importanza fondamentale che ricoprono le Ops, le organizzazioni
di privato sociale. Nascono sempre più numerose per dare “risposte
concrete – continua Martelli - alle vecchie e nuove povertà
con cui la società è costretta a convivere”.
L’occasione per discutere delle varie forme di Terzo settore è
stata la presentazione del volume: “Il Terzo settore in Italia.
Culture e pratiche”, a cura di Donati e Colozzi. Il convegno, Comunicare
il terzo settore a Palermo e nella emergente società in rete,
si è svolto nell’Aula Magna “Vincenzo Li Donni”
della facoltà di Economia, davanti a diverse centinaia di ragazzi
che hanno assistito ad una lezione sull’utilità sociale delle
Ops.
Martelli, che è anche direttore del Com.Pu.Lab, il laboratorio
di comunicazione pubblica dell’Università degli studi di
Palermo, spiega che il Terzo settore “è quella parte della
società in cui emergono relazioni di solidarietà e fiducia
nei confronti degli altri”. Aspetti, quelli della solidarietà
e della fiducia, presi in esame e analizzati da Giovanna Rossi, ordinario
di Sociologia della famiglia alla Cattolica di Milano: “Il volontariato
organizzato, così come tutte le altre forme di Terzo settore, è
una risorsa della società civile, e si basa su gratuità,
reciprocità, solidarietà e fiducia, valori fondamentali
nelle relazioni sociali quotidiane”. Nel suo intervento, la professoressa
Rossi ha anche tracciato un identikit del volontario tipo: “Cattolico,
con più del 91 per cento di volontari credenti, e politicamente
di centro-sinistra”. Analizzate anche le motivazioni di chi agisce
in queste organizzazioni: “desiderio di rispondere ai bisogni della
società; esprimere se stessi; esercitare la solidarietà”
e le attività delle Ops, “socio-sanitarie, di assistenza
sociale, sociali-educative, di assistenza domiciliare, di difesa dei diritti
e dell’ambiente”.
Un altro importante contributo alla discussione lo ha dato Pierpaolo Donati,
uno dei due curatori del volume presentato, nonché docente di Sociologia
all’Università di Bologna, che nel suo intervento ha sottolineato
l’importanza e l’urgenza di uno “statuto autonomo che
regoli tutte le varie forme di Ops, una vera e propria costituzione civile
che organizzi meglio le normative riguardanti il Terzo settore. Infatti
– continua Donati – attualmente ci sono svariate leggi che
regolamentano il volontariato (legge 266 del 1991), le associazioni (legge
381 sempre del’91), e anche le altre forme di Ops, cooperative sociali,
fondazioni, associazioni di promozione sociale e associazioni familiari”.
Un altro aspetto da non sottovalutare è la rilevanza sociale del
Terzo settore che però “è sempre stato relegato ai
margini. Invece le attività del Terzo settore sono assolutamente
positive trattandosi di iniziative private con finalità pubbliche
e sociali. Ed è sempre grazie all’operato delle Ops –
conclude Donati – che il Comune riesce a portare a termine tante
attività assistenziali”. Concorde con le parole del professor
Donati è anche Maria Concetta Bonomolo, assessore alle Attività
sociali del Comune di Palermo: “L’operato delle Ops è
aggiuntivo alle attività svolte dall’amministrazione cittadina,
non serve a tappare buchi, ma ha una propria autonomia”.
Antonio La Spina, presidente dei corsi di laurea di Scienze della comunicazione,
chiamato a presiedere il dibattito, ha parlato di un Terzo settore in
ripresa nel nostro paese, nonostante il gap che permane con la situazione
di altre nazioni europee. “Il fenomeno delle Ops si sta sviluppando,
e l’apporto della comunicazione è fondamentale”. Tre
le motivazioni principali che spiegano la correlazione tra comunicazione
e privato sociale: “La visibilità data alle attività
svolte dal Terzo settore che spesso risultano invisibili alla gente comune;
la pubblicità data a problemi sui quali poi le organizzazioni potrebbero
intervenire; l’apporto dato, infine, in termini di personale lavorativo
(giornalisti , operatori delle comunicazioni, uffici stampa), alle organizzazioni
stesse”.
Nell’intervento conclusivo, dedicato agli orientamenti religiosi
e comunicativi degli associati al Terzo settore, il relatore Stefano Martelli
ha tracciato un profilo socio-demografico dei membri credenti, la stragrande
maggioranza, delle Ops: “Sono per lo più donne, anziane,
coniugate o vedove, schierate politicamente al centro con una tendenza
a destra. Per quanto riguarda le credenze morali – prosegue Martelli
– l’aborto viene ritenuto molto grave da quasi tutti gli intervistati,
il divorzio invece viene considerato molto grave soltanto da un intervistato
su due. Sempre secondo il campione scelto, le relazioni prematrimoniali
sono assolutamente accettabili. La maggior parte dei membri credenti –
conclude Martelli - prega almeno una volta al giorno e sente una presenza
superiore soprattutto nei momenti difficili. Quasi tutti, infine, conoscono
e sfruttano i mass media, compreso Internet, respingendo così con
dati empirici le accuse di bigottismo nei confronti di volontari e membri
di Ops”.
Aldo Cangemi
rev cave
(21 ottobre 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
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