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Convegni e congressi - Approfondimento

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Convegno a Palermo su "Comunicare il Terzo settore"
Società civile, il ruolo delle organizzazioni sociali:
"Sono più numerose e danno risposte concrete"
’L'importanza delle Ops, le organizzazioni di privato sociale a livello nazionale. Questo il tema della prima sessione di lavori al convegno nazionale su Comunicare il Terzo settore a Palermo e nella emergente società in rete. Docenti e studiosi insieme per analizzare un fenomeno ancora poco visibile ma in via di sviluppo


“Il Terzo settore è l’aspetto organizzato della società civile”. Con queste parole Stefano Martelli, docente alla facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Palermo, riassume l’importanza fondamentale che ricoprono le Ops, le organizzazioni di privato sociale. Nascono sempre più numerose per dare “risposte concrete – continua Martelli - alle vecchie e nuove povertà con cui la società è costretta a convivere”.
L’occasione per discutere delle varie forme di Terzo settore è stata la presentazione del volume: “Il Terzo settore in Italia. Culture e pratiche”, a cura di Donati e Colozzi. Il convegno, Comunicare il terzo settore a Palermo e nella emergente società in rete, si è svolto nell’Aula Magna “Vincenzo Li Donni” della facoltà di Economia, davanti a diverse centinaia di ragazzi che hanno assistito ad una lezione sull’utilità sociale delle Ops.
Martelli, che è anche direttore del Com.Pu.Lab, il laboratorio di comunicazione pubblica dell’Università degli studi di Palermo, spiega che il Terzo settore “è quella parte della società in cui emergono relazioni di solidarietà e fiducia nei confronti degli altri”. Aspetti, quelli della solidarietà e della fiducia, presi in esame e analizzati da Giovanna Rossi, ordinario di Sociologia della famiglia alla Cattolica di Milano: “Il volontariato organizzato, così come tutte le altre forme di Terzo settore, è una risorsa della società civile, e si basa su gratuità, reciprocità, solidarietà e fiducia, valori fondamentali nelle relazioni sociali quotidiane”. Nel suo intervento, la professoressa Rossi ha anche tracciato un identikit del volontario tipo: “Cattolico, con più del 91 per cento di volontari credenti, e politicamente di centro-sinistra”. Analizzate anche le motivazioni di chi agisce in queste organizzazioni: “desiderio di rispondere ai bisogni della società; esprimere se stessi; esercitare la solidarietà” e le attività delle Ops, “socio-sanitarie, di assistenza sociale, sociali-educative, di assistenza domiciliare, di difesa dei diritti e dell’ambiente”.
Un altro importante contributo alla discussione lo ha dato Pierpaolo Donati, uno dei due curatori del volume presentato, nonché docente di Sociologia all’Università di Bologna, che nel suo intervento ha sottolineato l’importanza e l’urgenza di uno “statuto autonomo che regoli tutte le varie forme di Ops, una vera e propria costituzione civile che organizzi meglio le normative riguardanti il Terzo settore. Infatti – continua Donati – attualmente ci sono svariate leggi che regolamentano il volontariato (legge 266 del 1991), le associazioni (legge 381 sempre del’91), e anche le altre forme di Ops, cooperative sociali, fondazioni, associazioni di promozione sociale e associazioni familiari”. Un altro aspetto da non sottovalutare è la rilevanza sociale del Terzo settore che però “è sempre stato relegato ai margini. Invece le attività del Terzo settore sono assolutamente positive trattandosi di iniziative private con finalità pubbliche e sociali. Ed è sempre grazie all’operato delle Ops – conclude Donati – che il Comune riesce a portare a termine tante attività assistenziali”. Concorde con le parole del professor Donati è anche Maria Concetta Bonomolo, assessore alle Attività sociali del Comune di Palermo: “L’operato delle Ops è aggiuntivo alle attività svolte dall’amministrazione cittadina, non serve a tappare buchi, ma ha una propria autonomia”.
Antonio La Spina, presidente dei corsi di laurea di Scienze della comunicazione, chiamato a presiedere il dibattito, ha parlato di un Terzo settore in ripresa nel nostro paese, nonostante il gap che permane con la situazione di altre nazioni europee. “Il fenomeno delle Ops si sta sviluppando, e l’apporto della comunicazione è fondamentale”. Tre le motivazioni principali che spiegano la correlazione tra comunicazione e privato sociale: “La visibilità data alle attività svolte dal Terzo settore che spesso risultano invisibili alla gente comune; la pubblicità data a problemi sui quali poi le organizzazioni potrebbero intervenire; l’apporto dato, infine, in termini di personale lavorativo (giornalisti , operatori delle comunicazioni, uffici stampa), alle organizzazioni stesse”.
Nell’intervento conclusivo, dedicato agli orientamenti religiosi e comunicativi degli associati al Terzo settore, il relatore Stefano Martelli ha tracciato un profilo socio-demografico dei membri credenti, la stragrande maggioranza, delle Ops: “Sono per lo più donne, anziane, coniugate o vedove, schierate politicamente al centro con una tendenza a destra. Per quanto riguarda le credenze morali – prosegue Martelli – l’aborto viene ritenuto molto grave da quasi tutti gli intervistati, il divorzio invece viene considerato molto grave soltanto da un intervistato su due. Sempre secondo il campione scelto, le relazioni prematrimoniali sono assolutamente accettabili. La maggior parte dei membri credenti – conclude Martelli - prega almeno una volta al giorno e sente una presenza superiore soprattutto nei momenti difficili. Quasi tutti, infine, conoscono e sfruttano i mass media, compreso Internet, respingendo così con dati empirici le accuse di bigottismo nei confronti di volontari e membri di Ops”.

Aldo Cangemi

rev cave
(21 ottobre 2004)

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