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Spettacoli |
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041020napa
Debutta
con la voce di Fiorello e le movenze di un Fred Astaire obeso
Cibo e ozio: la dolce vita di Garfield sul grande schermo
La creazione di Jim Daves arriva al cinema grazie alla tecnologia digitale.
Con il passaggio dalle strisce alla pellicola, il gatto più pigro
del mondo perde un po’ di cinismo e, dopo un’iniziale ostilità,
cerca di salvare un cucciolo di cane
Pigro e ingordo di lasagne, opportunista
e prepotente, passa le giornate sprofondato in una comoda poltrona
rigorosamente munito di telecomando: è Garfield, il gatto nato
dalla china di Jim Daves agli inizi degli anni ‘80. Il felino
più fannullone del mondo è adesso a pieno titolo un divo
di Hollywood. Dopo anni di onorata indolenza come striscia di fumetto,
ha fatto “il grande salto” arrivando al cinema diretto
da Peter Hewitt.
La vita di Garfield sembra procedere tranquilla, tra mille vizi e nessuna
responsabilità quando in casa arriva Odie, un cucciolo
di cane. Per il felino, fino ad allora incontrastato re del focolare
e capo carismatico della zona, è la fine: niente poltrona preferita
e meno coccole del padrone John. Inizia così una lotta senza quartiere
per cacciare l’ospite, ma quando sembra essere riuscito nell’intento,
Garfield è preda del senso di colpa e decide di abbandonare la
sua proverbiale pigrizia per ritrovare l’ex nemico.
Il debutto cinematografico dell’egocentrico gattone rosso è stato
possibile grazie alla tecnologia digitale, che ha permesso l’unione
di personaggi d’animazione e attori in carne e ossa come Jennifer
Love Hewitt (nel ruolo della veterinaria).
Anche se nel passaggio alla celluloide Garfield sembra aver perso parte
del suo caratteristico cinismo, lo spettatore è ricompensato da
memorabili balletti.
Per la versione italiana del film e stato ”arruolato” nel
cast anche Fiorello, che presta la voce a Garfield.
Nadia Palazzolo
rev nomi/damo
(20 ottobre 2004)
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al n. 10 del 1/6/2001
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