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Facoltà di Ingegneria

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Convegno ad Ingegneria sul futuro delle TV
Nessuna rivoluzione digitale terrestre entro il 2006
Líamministratore delegato di Rai Way, durante l'incontro, ha esaminato la situazione televisiva italiana a la fattibilitý della legge Gasparri, ìla copertura dellíintero territorio col nuovo sistema, entro il 2006, mi sembra uníipotesi remotaî. Spazio anche a nuovi formati di trasmissione

Siamo ancora lontani dallíipotesi di avere il 92 per cento degli utenti collegati con il digitale terrestre entro il 2006, come richiesto dalla legge Gasparri. E' quanto ha detto Stefano Cicotti, amministratore delegato di Rai Way s.p.a., nel corso di un incontro su "La tv digitale terrestre: ipotesi, strategiche e realtý operativeî, che si Ë tenuto, presso il dipartimento di Ingegneria elettrica.
Non si Ë ancora arrivati ad una diffusione di massa dei ricevitori digitali terrestri anche se le percentuali sono in aumento. "Oggi a Roma i possessori del decoder terrestre sono circa il 6 per cento, molti meno a Milano - ha affermato Stefano Cicotti - è comunque un risultato positivo ottenuto grazie ai contributi statali. Purtroppo, perÚ, la copertura nazionale degli impianti va avanti a macchia di leopardoî. Secondo alcuni dati, da marzo fino a fine anno saranno venduti circa 800 mila decoder, ma non basterý a raggiungere la soglia del 96 per cento. ìQuesta percentuale mi sembra difficile da ottenere - ha aggiunto il relatore - in Inghilterra, visto il trend, la data definitiva per il passaggio dallíanalogico al digitale terrestre Ë stata spostata al 2012. Non sarebbe azzardato dire che questo potrebbe accadere anche in Italiaî.
Poche speranze vengono riposte anche sul fronte del pluralismo perchÈ, per poter ottenere la trasmissione in digitale terrestre, bisogna comunque essere in possesso di frequenze televisive analogiche di appoggio da convertire in digitale. La differenza con l'attuale sistema di trasmissione risiede nel numero minore di frequenze necessarie per la copertura del territorio. Si spera che la rivoluzione in atto porti ad un maggiore pluralismo in quanto, passando al digitale terrestre, un editore libera alcune frequenze da lui utilizzate per coprire un territorio che ormai puÚ essere raggiunto tranquillamente dalla propria emittente attraverso anche una sola frequenza. E quest'ultima, inoltre, essendo digitale ha una banda pi˜ larga e puÚ ospitare dunque contemporaneamente pi˜ emittenti. CosÏ verrebbero liberate un alto numero di frequenze vendibili ad altri editori sprovvisti. "Ma ciÚ - ha perÚ precisato l'amministratore delegato di Rai Way - potrà avvenire solo quando il digitale terrestre sarý una realtý diffusa e si metterý da parte líattuale tecnologia di trasmissione. Un'ipotesi a mio avviso lontana".
A confermare le affermazioni di Cicotti Ë il fatto che líemittenti digitali terrestri, attualmente, trasmettono i propri palinsesti anche in analogico, quindi utilizzano una doppia frequenza. Comunque se oggi si acquista un decoder digitale terrestre i canali ricevibili sono di più rispetto a quelli a cui noi siamo abituati. Oltre ai tradizionali canali come Rai, Mediaset, La 7 e Mtv Ë possibile vedere Class Financial Networrk, 24 Ore Tv, Deejay Television, Video Italia Solo Musica Italiana, Rai Doc, Rai Educational e tanti altri. A questi bisogna aggiungere che attraverso il pacchetto di Mediaset sarý possibile acquistare le partite di calcio della serie A. Líacquisto avverrý con delle schede prepagate che si possono acquistare in tabaccheria e nei punti vendita abilitati, proprio come accade con i telefonini.
ìNon Ë azzardato pensare che un domani ci sarý anche il t-government ed il t-commerceî. Il t-governament permetterà attraverso una scheda contenete un microchip, adatta per il decoder digitale terrestre, di poter accedere ai database dei comuni, degli enti locali o di qualsiasi altro operatore della pubblica amministrazione, e ottenere direttamente a casa un certificato o qualsiasi altro documento. Grazie al t-commerce, che è simile al t-governement, si potrà invece accedere ai magazzini dei negozi per poter acquistare il prodotto desiderato direttamente dal divano di casa.
Alessandro Baglieri


(14 ottobre 2004)


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