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Approfondimento |
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041013dipa
Più
di seicento i ragazzi presenti
Ingegneria,
incontro con le matricole
Il preside e alcuni professori della Facoltà hanno dato il benvenuto
agli studenti. Durante l'incontro, che si è svolto lunedì
nell'aula magna, si è parlato della Facoltà e dei suoi sbocchi
professionali, ma anche dei disagi dell'Università italiana e in
particolare dell'Ateneo palermitano. Al centro delle critiche la riforma
Moratti
L’accoglienza alle nuove matricole della facoltà di Ingegneria
è diventata un’occasione per discutere della riforma proposta
dal ministro dell’istruzione Letizia Moratti. Alla cerimonia, che
si è svolta lunedì mattina nell’aula magna della Facoltà,
erano presenti più di seicento ragazzi, a cui il preside Santi
Rizzo e alcuni docenti hanno dato il benvenuto.
Il preside della facoltà ha parlato ai ragazzi delle notevoli difficoltà
economiche dell’Università in Italia, spiegando come solo
l’1 per cento del prodotto interno lordo italiano venga speso per
lo sviluppo della ricerca e dell’alta formazione, e ricordando come
i fondi di finanziamento ordinario delle strutture universitarie raggiungano
solo lo 0,2 per cento. Tutto questo a fronte di una serie di risultati
positivi conseguiti anche dall’Ateneo palermitano e dalla facoltà
di Ingegneria in particolare: “Abbiamo quasi raddoppiato il numero
dei laureati sia nel polo palermitano che in quello di Catania. A Palermo,
infatti, siamo passati da 438 dottori in Ingegneria a 628 laureati in
un anno accademico”.
Non è mancato, inoltre, il riferimento alla difficile situazione
in cui si trovano i ricercatori, la cui protesta, secondo il professore
Rizzo, ha “forti e antiche motivazioni, in quanto la riforma stessa
è frutto di un determinato atteggiamento verso il mondo della ricerca
e della formazione”.
Mentre il professore Bruno Di Maio, ha raccomandato ai giovani iscritti
di tenersi costantemente informati su tutto quello che i mezzi di comunicazione
dicono e scrivono sulla tanto contestata riforma, il professore Giuseppe
Filardo si è complimentato con le nuove matricole per la “scelta
felice” che hanno compiuto. “I laureati in Ingegneria hanno
un riconoscimento non tanto formale, quanto sostanziale - ha spiegato
- perché possono collocarsi in maniera competitiva sul mercato
italiano e straniero”. Per questo anche il professore Di Maio ha
sottolineato l’importanza di conoscere bene le lingue straniere,
tra le materie previste nel piano di studi, in quanto “occorre rendersi
conto della possibilità di spendere la propria laurea ovunque”.
Uno dei membri del consiglio degli studenti, Pietro Tarantino, è
intervenuto parlando della condizione dei ricercatori: “Quasi il
60 per cento dell’Università italiana è portata avanti
da precari”, ha detto, esprimendo la propria comprensione per i
motivi che hanno spinto molti a scegliere di scioperare, pur non condividendo
del tutto i metodi della protesta. Verso la fine dell’incontro,
che si è protratto per più di due ore, alcuni studenti hanno
accolto l’invito dei docenti a rivolgere loro delle domande.
Tra queste, il problema del recupero dei giorni di ritardo, dovuto all’inizio
delle lezioni il 25 ottobre. La risposta, però, arriverà
nei prossimi giorni : “Il consiglio di facoltà deve ancora
decidere sul calendario didattico”, ha concluso il preside.
Chiara Di Pasquale
rev damo.
(13 ottobre 2004)
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al n. 10 del 1/6/2001
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