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Architettura |
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Aldo
Colonetti a Palermo in occasione deI seminari ad Architettura
Comunicare e design, un binomio vincente sul mercato
L'incontro, organizzato dal corso di laurea in Disegno Industriale,
ha avuto come relatore il direttore del trimestrale "Ottagono".
E' stata sottolineata l'importanza di far emergere qualsiasi prodotto
nella società di oggi e di come si siano evolute le strategie di
immagine, ad esempio la grafica che ha vissuto negli ultimi anni una grande
emancipazione
Comunicare e design, binomio inscindibile.
Con questa frase si può riassumere il pensiero di Aldo Colonetti,
direttore della rivista trimestrale di design "Ottagono" che
ha tenuto un incontro dal titolo: "Design, visual design, comunicazione".
Il seminario è stato organizzato dal corso di laurea in Disegno
Industriale presso la facoltà di Architettura dell’Università
degli Studi di Palermo all’interno del ciclo di seminari su “La
cultura del disegno industriale nel mercato globale”. L’evento
è realizzato in collaborazione con il Centro Orientamento e tutorato
dell’Ateneo.
Colonnetti ha sottolieato come sia importante per un designer la scelta
del percorso formativo di stampo umanistico. Colonetti stesso ha una laurea
in filosofia, che conferma l’idea che sta alla base del suo pensiero,
cioè che l’operatore in design debba avere delle particolari
conoscenze che gli permettano di capire come operare nella società.
Conoscere la comunità in cui si opera può essere utile per
scegliere la strategia migliore per presentare il prodotto e renderlo
appetibile.
“La comunicazione oggi gioca un ruolo fondamentale - ha affermato
il direttore di "Ottagono" - il rapporto tra design e comunicazione
è un fattore inscindibile. Il design non esiste se non rientra
nell’orizzonte comunicativo. Accanto all’oggetto devono esserci
dei percorsi comunicativi che permettano di capirne l’utilizzo”.
Alla base di ciò una buona campagna promozionale che sappia anche
spiegare le finalità del prodotto, i suoi utilizzi e le sue diverse
funzioni. Il tutto deve essere spiegato in un linguaggio semplice e comprensibile,
altrimenti rimane solo un lavoro fine a se stesso. “La comunicazione
- sottolinea Aldo Colonetti - gioca un ruolo cruciale nel mercato dove
è presente una grande varietà di prodotti. Per questo è
necessario sapere sempre a cosa serve un oggetto, qual è il suo
consumo, ed il fine a cui è destinato”.
Tutti i beni sono sottoposti ad una legge di mercato che li costringe
ad avere vita breve a causa dell’innovazione tecnologica. “Proprio
come accade con i romanzi - ha spiegato Colonetti - cha hanno vita brevissima.
Così se si vuole vendere per esempio un libro, o farlo emergere,
bisogna utilizzare la pubblicità, la recensione e una buona presentazione”.
Attualmente la comunicazione coinvolge soprattutto la grafica perché
è il primo elemento con cui si ha un approccio comunicativo. Fino
agli anni ’60 esisteva una divisione tra design e grafica dei prodotti.
Oggi, invece, i due termini si coniugano insieme così che la pubblicità
e il design ruotano intorno all’oggetto e cercano di riprendere
le linee guida e i colori base del marchio o della confezione.
L’esigenza di una buona comunicazione sta anche alla base della
nascita, nel ’66, della rivista "Ottagono". Il periodico
prende questo nome perché fondato da otto aziende di design. Quest’ultime
si resero conto che per emergere bisognava far parlare di sè. I
prodotti da loro realizzati erano già allora concorrenziali e di
buona fattura, ma in Italia rimanevano poco conosciuti. Il periodico di
design prima aveva anche una forma quadrata per un maggiore aderenza all’argometo
trattato dalla rivista. Oggi, invece, esce in formato A4. “Non perché
l’idea del formato quadrato fosse sbagliata - ha commentato il direttore
- ma oggi la comunicazione detta il bisogno di far emergere la rivista
quando viene distribuita nelle edicole”. Una conferma, dunque, dell’ipotesi
iniziale “Se si dovessero fare delle proporzioni - ha concluso Coletti
- oggi sul mercato conta per l’80 per cento la comunicazione e per
il 20 per cento il prodotto stesso”.
Alessandro Baglieri
(12 ottobre 2004)
rev damo
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al n. 10 del 1/6/2001
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