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Negli anni '80 i musulmani nel nostro Paese erano 60 mila Islam in Italia, un milione di motivi per cercare il dialogo Gli ultimi dati Istat relativi al 2001 parlano di 782 mila persone di religione islamica che vivono nello Stivale. Senza particolari episodi di intolleranza, nonostante la difficile situazione internazionale
Da qualsiasi punto lo si voglia guardare, quello del confronto con l’Islam
non è un argomento che si può ignorare. Lo dicono i numeri.
Nell’Europa geograficamente intesa - escluso la Russia -
i i musulmani sono 30 milioni, 14 milioni nell’Unione europea.
In Italia gli ultimi dati forniti dall’Istat
sono relativi al 2001, e fotografano una realtà di 782 mila musulmani,
di cui 55 mila italiani, 646 mila immigrati regolari e 80 mila irregolari.
Si stima, in base alle oltre 700 mila domande di regolarizzazione presentate
in questi tre anni, che attualmente i musulmani nel nostro paese siano
circa
un milione, poco meno del 2 per cento della popolazione totale italiana.
Non si può parlare di “invasione”, ma se si pensa che
agli inizi degli anni ’80 la comunità islamica italiana
non superava i 60 mila individui, è chiaro che il fenomeno è in
grande crescita, e pone questioni importanti sulla nostra identità
e sul rapporto con l’Islam.Ma al di là dell'aspetto prettamente numerico, a rendere delicato l'argomento sono i fatti internazionali, che ci mettono davanti a scelte difficili, soprattutto quando la cultura e la religione vengono accostati al terrorismo. Studiosi dell’Islam, uomini politici e di cultura si sono confrontati nei giorni scorsi a Palermo sui rischi che vive il dialogo tra Occidente e Islam. La testimonianza di Salvatore Stefio, il siciliano che è stato ostaggio di estremisti religiosi in Iraq insiem con altri tre, invita a non rifiutare un confronto sereno con chi ha una cultura diversa dalla nostra. "La mia esperienza mi ha fatto conoscere una faccia nuova dell'Islam - ha detto -, quella del terrore, ma va fatto tutto il possibile per dialogare con l'Islam moderato se vogliamo una vera pace". Marcello Di Tora, docente di Islamistica alla Facoltà teologica di Sicilia e direttore del Centro studi per il Dialogo con l’Islam, mette in guardia da due pericoli opposti nel rapporto con il mondo musulmano: “Il primo è quello di minimizzare la presenza islamica in occidente. L’altro è l’allarmismo di considerare tutti i musulmani dei terroristi. E’ il desiderio di capire, in modo oggettivo, sereno, pacato che ci deve spingere ad approfondire questi argomenti”. Di Tora sottolinea la grande vitalità nei rapporti tra Islam e Cristianesimo. “Dopo l’11 settembre – spiega – gli scambi si sono intensificati. La facoltà teologica di Sicilia ha stipulato un protocollo d’intesa con l’università di Tunisi. La Gregoriana e l’Angelicum, due facoltà pontificie di Roma, hanno rapporti con altre università islamiche, in Turchia e al Cairo. E’ il segno che da un punto di vista accademico la volontà di dialogare è reciproca”. La situazione però non sembra promettente fuori dalle aule universitarie. Tra le masse vi è spesso molta confusione sull’Islam. Confusione che spesso provoca incomprensione. Secondo Ayad Alabbar, docente di Lingua e letteratura araba all’Università di Torino, i mass media favoriscono le incomprensioni. “Il dialogo interreligioso c’è, e c’è stato sempre, ma solo al livello di elite – spiega Alabbar –. La maggior parte della gente purtroppo ha idee vaghe o sbagliate dell’Islam”. Secondo Alabbar “i giornali diffondono fatti errati o male interpretati, spesso si arriva a interpretazioni di interpretazioni di interpretazioni, gli errori si propagano e si ingigantiscono”. Anche la politica è chiamata a esprimersi chiaramente sull'argomento, specialmente in una realtà, quella siciliana, che da sempre è terreno di scambio interculturale. "Non stiamo vivendo uno scontro tra civiltà - dice il presidente dell'Ars Guido Lo Porto - ma serve un dialogo continuo tra le religioni che si affacciano sul Mediterraneo. In questo senso è fondamentale che l'Europa e l'Onu tornino a svolgere un ruolo importante nello scacchiere internazionale". Sulla stessa linea Dario Falzone, vicesindaco di Palermo, che sottolinea come "la vera contrapposizione sia tra la visione moderata e quella estremista della religione islamica. L'estremismo causa solo incomprensioni e conflitti". Salvatore Trapani (11 ottobre 2004) rev rosi/anme
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