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Facoltà
di Architettura
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041011napa
Ne
ha parlato Federico Butera, docente del Politecnico di Milano
"Gli
edifici del futuro avranno una 'pelle dinamica' "
Architettura, ecco come
disegnare un futuro sostenibile
L’incontro
venerdì mattina nei locali della Facoltà,
per il ciclo di seminari promossi dal Centro orientamento e tutorato
sul “Mercato del lavoro e delle professioni”.
La chiave è l'innovazione tecnologica: “Nelle
abitazioni occorrono nuovi tipi di vetro, che
filtrino i raggi luminosi respingendo il calore. Ma bisogna
anche coniugare sviluppo ed estetica, puntando sulla comunicazione
responsabile"
Coniugare “il
design e lo sviluppo sostenibile”, la capacità,
cioè, di soddisfare i bisogni attuali senza compromettere le possibilità
di appagare quelli delle generazioni future. Se n’è discusso
venerdì mattina nei locali “storici” della
facoltà
di Architettura, in via Maqueda 175.
A intrattenere l’auditorio,
Federico Butera (nella foto), docente di fisica tecnica ambientale al
Politecnico di Milano e membro dell’Agenzia internazionale per l’energia,
chiamato a concludere il ciclo di “Seminari sul mercato del lavoro
e delle professioni” promossi dal Centro orientamento e tutorato.
”Il design - ha spiegato Butera - ha due possibilità
di azione per la promozione di uno sviluppo in linea con le istanze ambientaliste”:
una prima via è rappresentata dall’innovazione tecnologica,
che può essere ricercata in diversi settori. “Gli edifici
- ha sottolineato il docente - in futuro saranno dotati di una
pelle
‘dinamica’, in evoluzione. Le tende frangisole, utilizzate
in base alle necessità, sono un valido esempio”. “Nelle
abitazioni - ha aggiunto - occorrono nuovi tipi di
vetro, che facciano filtrare i raggi luminosi pur respingendo il calore
e
infissi
con particolari caratteristiche che integrino i vetri”.
Lo sviluppo sostenibile, con un corretto sfruttamento delle risorse naturali,
può essere ottenuto anche attraverso materiali innovativi, che
assorbono grandi quantità di calore per poi rilasciarle lentamente.
Proprio il riscaldamento delle abitazioni, infatti, è tra i principali
responsabili dell’inquinamento per via delle emissioni di anidride
carbonica nell’atmosfera. Una soluzione, secondo il professore,
possono essere i cosiddetti “pavimenti radianti”, dotati di
una serpentina che genera calore.
I riscaldamenti a energia solare sono un’altra delle alternative
possibili, “purtroppo però - ha precisato Butera
- c’è ancora poca attenzione per quanto riguarda
l’aspetto
estetico”.
Il rispetto dell’ambiente passa anche attraverso l’illuminazione,
abbandonando, per esempio le lampade a incandescenza. “Gli altri
tipi di lampadine - ha ricordato l'esperto - hanno
consumi inferiori, ma non hanno diffusione perchè non esistono
involucri adatti a contenerle”. Intensificare l’utilizzo
del legno può
essere un’altra strategia per coniugare gradevolezza estetica e
tutela delle risorse naturali, “A patto però - ha
chiarito Butera - che si segua l’esempio del
comune di Bolzano, dove la legge impone che il legno impiegato provenga
da
piantagioni che si
rinnovano”.
Il secondo aspetto indicato dal docente come nodo cruciale per
coniugare design e sviluppo sostenibile è la comunicazione.
Il professore ha fatto riferimento a diverse campagne pubblicitarie del
passato per dimostrare l’importanza di una corretta strategia
comunicativa.
“Troppo spesso - ha osservato - si sceglie la
via più
semplice. Si opta per la comunicazione veloce, basata sulla trasmissione
di aspetti consumistici, legati all’obsolescenza degli elettrodomestici.
Si punta cioè sul desiderio di
possedere oggetti sempre più performanti”.
Una corretta comunicazione potrebbe, al contrario, aiutare la diffusione
dei nuovi materiali e delle soluzioni più ecologiche, favorendone
l’accettazione sociale. La pubblicità, per esempio,
può promuovere il cambiamento di schemi di
consumo ormai consolidati. Efficaci strategie comunicative state
adottate spesso, non dalle singole aziende, ma dalle amministrazioni
locali. “Soprattutto
- ha detto il docente - quelle del nord Europa,
come l’Olanda,
dove si mira alla sensibilizzazione degli adulti e alla formazione dei
più piccoli”.
Proprio gli apparati politici rivestono un ruolo fondamentale nella promozione
di comportamenti consapevoli. Secondo Butera “molti
errori nascono per ignoranza, perchè non si conoscono le conseguenza
delle scelte adottate”.
Nadia Palazzolo
(11 ottobre 2004)
rev sage
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