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Giurisprudenza |
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041006nomAPgiu
Giurisprudenza:
passano in Giunta tre proposte, ora tocca
al Consiglio
Via libera a corsi di recupero e appelli straordinari
per i fuoricorso
La Giunta di facoltà
ha approvato le richieste degli studenti per agevolare il deflusso dei
fuoricorso in vista della fine del vecchio corso di laurea quadriennale
previsto per il 31 ottobre. E in più la
possibilità per i laureandi
di eliminare le due materie con il voto più basso nel calcolo finale
della media di laurea. Adesso si attende il parere del consiglio di facoltà
Corsi di recupero e appelli straordinari per agevolare i fuori corso e
la media
di laurea che non tenga conto dei due voti più bassi. Così,
con tre proposte su tre accolte dalla giunta della facoltà di Giurisprudenza
ieri pomeriggio, gli
studenti della facoltà hanno raggiunto un risultato storico.
“Si tratta di un evento eccezionale – esclama Marcello Capetta,
membro del
senato accademico -. Da circa dieci anni non si otteneva un risultato
tanto
clamoroso in Giunta. E domani (ndr, oggi per chi legge) aspettiamo
cosa deciderà il consiglio di facoltà. A questo punto ci
pare normale che le nostre proposte vengano accolte, considerando non
è mai successo che il consiglio stravolga le decisioni prese dalla
giunta”.
Le proposte, che vogliono essere un rimedio agevole per favorire la fuoriuscita
dei fuoricorso, nascono dalla considerazione che il prossimo 31 ottobre
il corso di laurea quadriennale in Giurisprudenza sarà dichiarato
ufficialmente esaurito. Naturalmente verrà garantito a tutti gli
iscritti di poter concludere il proprio ciclo di studi, ma la fine del
vecchio ordinamento comporterà alcune conseguenze. “Intanto
non si svolgeranno più le lezioni, né sarà utile
seguire quelle del nuovo ordinamento poiché i programmi non collimano
tra vecchio e nuovo, senza contare il difficile reperimento dei vecchi
manuali”. Ma c’è di più. Il problema dei fuoricorso,
infatti, è molto sentito in una facoltà come Giurisprudenza,
dove solo lo 0,7 per cento degli iscritti consegue la laurea entro il
quarto anno mentre ben il 77,6 per cento si laurea oltre il terzo anno
fuori corso.
Così da parte dell’associazione studentesca Contrariamente
è emersa la necessità di elaborare alcune proposte, quali
l’istituzione di corsi di recupero per i fuoricorso e il riordino
degli appelli. Quanto al primo punto - secondo quanto si legge nella nota
divulgata da Contrariamente - “i corsi di recupero nascono
dall’esigenza di garantire un ciclo di lezioni per le materie più
tecniche e difficoltose, quali Diritto commerciale, Diritto finanziario,
Diritto processuale civile ed Economia politica, da affidare a soggetti
incardinati o non nell’organigramma della facoltà. Prevedendo
la presenza obbligatoria degli studenti e varie forme di verifica in itinere
si verrebbero a creare delle “classi di studio” di numero
ridotto tali da favorire l’apprendimento.
Per quanto riguarda, invece, il riordino degli appelli per i fuori corso,
la
proposta è quella di “postergare la distanza tra un appello
e l’altro
all’interno di una stessa sessione almeno di ventuno giorni e creare
due
appelli ad hoc solo per i fuoricorso nei mesi di novembre ed aprile-maggio.
I
nuovi appelli potrebbero effettuarsi anche nelle ore pomeridiane nei
dipartimenti, considerando che ne usufruirebbe un numero limitato di studenti,
e dovrebbero riguardare solo le materie di terzo e quarto anno”.
Fine anche alla querelle sull’ipotesi di escludere alcune materie
con il voto più basso dal computo della media di laurea. Dall’anno
prossimo saranno, infatti, esclusi i due voti più bassi dal curriculum
universitario.
Accanto a queste proposte ce n’è un’altra a cui i ragazzi
di Contrariamente
tengono in modo particolare: l’attivazione della materia “Storia
dell’antimafia
e misure legislative antimafia”. “Perché anche questo
progetto vada in porto
occorre però più tempo – puntualizza Capetta. Ma la
facoltà e soprattutto i nostri docenti sono sembrati molto sensibili
alle tematiche legate all’antimafia, tanto che durante lo scorso
anno accademico sono state molte le attività seminariali legate
all’argomento. Per questo contiamo di arrivare al successo, seppure
non in tempi brevissimi, anche su questo versante”.
Noemi Brugarino
rev
cave
(6 ottobre 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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1/6/2001
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