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Sicilia
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Chiusa la
rassegna di concerti al circolo di viale del Fante
Il rock di Piero Pelù
sulla terra rossa del Tennis
E’ toccato al rocker fiorentino chiudere la rassegna di concerti
per gli Internazionali di tennis di Sicilia finiti ieri a Palermo. Energia
e rock live l'hanno fatta da padroni sul palco. Finale a colori, quelli
rosa e nero della squadra della città, a cui Pelù ha voluto
rendere omaggio
La musica di Piero Pelù rimbalza
come una pallina scatenata sul campo del Circolo del Tennis per l’ultimo
appuntamento musicale degli Internazionali di Tennis di Sicilia. E’
toccato al rocker fiorentino ex Litfiba salire domenica sera sul palco
del Gran teatro del Circolo del Tennis di Palermo per chiudere la rassegna
di concerti che hanno visto protagonisti, prima Ron e poi Roberto Vecchioni.
Atteso sul palco da una folla di giovani e meno giovani - più numerosa
rispetto alle altre serate - Pelù non ha deluso i suoi fans, vecchi
e nuovi, e ha subito conquistato il pubblico con il suo live e la sua
energia di sempre. In questo aiutato con maestria dalla sua band d’eccezione
composta da Cris Maramotti (chitarra), Paolo ‘Ramingo’ Baglioni
(percussioni), Daniele ‘Barni’ Bagni (basso), Frank Caforio
(batteria) e Michele Braga (tastiere e chitarra).
A dare il via alla serata le note trascinanti di Fata Morgana e Prendimi
Così; animi fin da subito surriscaldati e da lì un crescendo
di suoni e melodie fino al delirio di El Diablo. In scaletta solo una
parte dei brani che appartengono ai suoi tre album da solista (da Toro
Loco, contenuto nel disco d’esordio "Né buoni nè
cattivi", a "Prendimi così", il primo singolo, ancora
in alta rotazione su tutte le radio, tratto dal nuovo album "Soggetti
smarriti" che dà il titolo al tour), a seguire brani del repertorio
“litfibiano” che Pelù ha riarrangiato per l’occasione.
Dopo i primi due dischi, Né buoni né cattivi (2000) e U.D.S.
L’uomo della strada (2002), Soggetti Smarriti è la fotografia
di un periodo molto prolifico dove potenza, disagio interiore e gioia
ritrovano il loro magico equilibrio, come pure ritrovano una bella sinergia,
il suo rock di oggi e le profonde radici litfibiane degli anni ’80
e ’90. “Una canzone molto autobiografica”, la definisce
lu istesso. Con uno sguardo più verso il suo mondo interiore ed
i rapporti interpersonali, nella realizzazione di Soggetti Smarriti, Piero
ha ritrovato il Pelù che tutti conoscono, quello grintoso e dolce
al tempo stesso, che unisce con naturalezza potenza rock e melodie. In
chiusura, dopo circa due ore di musica live, Pelù riserva un finale
a colori, precisamente i colori della città: rosa nero. E saluta
il pubblico palermitano indossando la maglia del Palermo: un omaggio molto
gradito che giunge proprio al termine di una giornata prolifica per la
squadra calcistica di casa che qualche ora prima, proprio a due passi
dal campo di terra rossa del Circolo del Tennis, ha battuto il Bologna
al Renzo Barbera.
Carmen Vella
(4 ottobre 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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